I VECCHI LIBRI NON MUOIONO MAI / TRE MILLIMETRI AL GIORNO DI PAURA

di Raffaele Polo _______________
‘Urania’ ci ha accompagnato per tutta l’adolescenza e anche, lo confessiamo, per la maturità. Quei preziosi volumetti ci facevano sognare, ci accompagnavano nei nostri pensieri e ci aprivano varchi e spiragli mentali che neppure con la nostra fantasia riuscivamo a immaginare… Quegli autori, prevalentemente americani, inventarono, letteralmente, la ‘fantascienza’ che,da allora, è diventato per lungo tempo il nostro genere prefeito di lettura.
Così, in una bancarella di libri usati, non manca mai il settore dedicato a questi scritti e le copertine ci rimandano al loro periodo di pubblicazione. Per noi, erano le copertine di Karel Thole a sugellare e interpretare ciò che più ci piaceva. Ed era proprio lui l’artista, il disegnatore, che riusciva ad interpretare, con una sola immagine, l’avventura nella quale stavamo per tuffarci.
Tanti, tantissimi gli autori e i titoli fequentati e letti con avidità. E oggi, scorrendo distrattamente i titoli dei volumetti riuniti nel tradizionale spazio dedicato ad Urania, ecco apparire quello che fu il nostro preferito, per molto tempo. E anche adesso, pensandoci…
Si tratta di ‘Tre millimetri al giorno’, di Richard Matheson, e la copertina non è di Karel perchè questa edizione è degli anni Cinquanta, è stato uno dei primi romanzi letti e apprezzati, ci immedesimammo subito nel protagonista e i nostri sogni, da allora, non furono più tranquilli.
Perché, come riassunto abbastanza asetticamente dalla successiva pubblicità editoriale, la vicenda si snoda durante una gita in barca quando la vita di Scott Carey cambia per sempre perchè Scott viene a contatto con una misteriosa nube e qualche settimana dopo scopre che sta rimpicciolendo, tre millimetri alla volta. Inesorabilmente, un giorno dopo l’altro, il suo corpo diventa più piccolo, senza via di scampo. Cosa succederà quando arriverà a misurare zero millimetri? Ma soprattutto, cosa c’è oltre lo zero?
L’immagine di copertina si sofferma sulla drammatica battaglia sostenuta contro un famelico grosso ragno… E io avevo una paura incontrollata proprio dei ragni…
Insomma, in un attimo, sono tornato a quell’inesorabile incubo che erano i tre millimetri, vera e propria simbologia dei mali pervicaci e ineluttabili, che ci portano verso un abisso sconosciuto…
Eppure, il finale del romanzo non è poi così catastrofico come verrebbe di pensare: finisce infatti che… é incredibile, ma l’ho dimenticato.
Mi affretto ad acquistare il volumetto, non discuto neppure sul prezzo, ma mi avvio verso casa, non vedo l’ora di rileggere il capolavoro di Matheson, mentre mi chiedo se tre millimetri possano ancora influire sulla nostra storia più segreta…
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( 9 – continua )

























