L’ONU CONDIVIDE LE PREOCCUPAZIONI SULL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE ESPRESSE DAGLI ‘ADDETTI AI LAVORI’ SECONDO CUI ESSA POTREBBE RAPPRESENTARE UN RISCHIO ESISTENZIALE PER L’UMANITA’

| 15 Settembre 2026 | 0 Comments

(g.p.) ________________ Volker Turk, 61 anni, austriaco, avvocato e diplomatico, Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani dal 2022, è intervenuto la scorsa settimana a Ginevra al Consiglio Generale per i Diritti Umani.

Nel corso del suo messaggio, oltre ad affrontare l’attualità delle guerre che stanno insanguinando il mondo e dei terribili effetti sulle popolazioni, ha dedicato un passaggio significativo all’intelligenza artificiale. Eccolo qui di seguito, tradotto dall’inglese _______________

…. La tragedia della guerra ha toccato la vita di quasi tutti noi.

Il costo umano si ripercuote sulle generazioni future e ogni guerra ha un impatto devastante sulla nostra salute e sul nostro ambiente.

Tuttavia, oggi ci troviamo di fronte ad altre minacce ai nostri diritti, a noi sconosciute o addirittura senza precedenti.

Il rapporto tra strumenti digitali come l’intelligenza artificiale e la nostra natura umana – la nostra capacità di agire in quanto esseri umani – sarà una priorità per gli anni a venire.

La necessità di una governance dell’IA è ampiamente riconosciuta, ma dove sono i fatti? I ritardi avvantaggiano solo i colossi tecnologici, i loro proprietari e i loro sostenitori.

Un ristretto gruppo di uomini detiene un potere quasi illimitato sull’IA, una tecnologia che, come ci viene ripetutamente detto, possiede capacità di calcolo inimmaginabili. Parlano di libertà, ma a un esame più attento si scopre che si tratta di ben poca cosa: nient’altro che la libertà di sfruttare i nostri dati.

Di recente sono stati compiuti alcuni progressi a livello internazionale, tra cui l’istituzione del Dialogo globale sull’IA e del Panel scientifico internazionale indipendente sull’IA.

Accolgo con favore le iniziative di portata storica intraprese, tra gli altri, dalla Commissione europea in materia di responsabilità delle piattaforme e dalla Repubblica di Corea per quanto riguarda la governance dell’IA.

Condivido tuttavia le preoccupazioni degli addetti ai lavori secondo cui l’IA avanzata potrebbe rappresentare un rischio esistenziale per l’umanità.

Un’IA capace di sottrarsi all’ambiente di test o di ricattare gli sviluppatori per impedire il proprio spegnimento è un’IA eccessivamente potente.

Oggi lancio un appello affinché si compia ogni sforzo possibile per introdurre garanzie ferree in materia di sicurezza dell’IA, prima che sia troppo tardi.

Nei prossimi giorni scriverò alle aziende che sviluppano IA per esortarle ad adottare, fin da subito, tutte le misure in loro potere per ridurre i rischi.

È indispensabile, quantomeno, che i paesi che ospitano sistemi di IA e quelli coinvolti nelle relative catene di approvvigionamento concordino su linee rosse invalicabili.

Abbiamo bisogno di verifiche indipendenti e di una collaborazione molto più solida in materia di sicurezza all’interno del settore.

Dobbiamo inoltre valutare l’impatto dell’IA sui diritti umani, con particolare riferimento alle pratiche occupazionali, ai principi fondamentali della democrazia e all’ambiente.

Non c’è da stupirsi che le persone stiano rifiutando l’intelligenza artificiale, arrivando persino a non volerla utilizzare. I governi e le aziende devono ascoltare.

I diritti umani offrono una via per affrontare queste questioni complesse.

Porrò particolare enfasi sulla ricerca di soluzioni, insieme a tutti coloro che chiedono una tecnologia al servizio dell’umanità, anziché il contrario.

… Quando sento parlare di tecnologia che porta a progressi e prosperità straordinari, non posso fare a meno di chiedermi: da dove arriverà tale prosperità se non cambiamo il modo in cui trattiamo il nostro pianeta? Da terre aride e ormai esauste?

La tecnologia non è una bacchetta magica. Il suo sviluppo deve andare di pari passo con azioni concrete per affrontare le altre sfide che ci attendono. Si pensi alla crisi climatica…

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LA RICERCA nel nostro articolo del 9 settembre scorso

Category: Costume e società, Cronaca, Cultura, Politica

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