FERITI DUE AGENTI DELLA PENITENZIARIA, SEMPRE PIU’ “situazione drammatica” NEL CARCERE DI BORGO SAN NICOLA

Riceviamo e volentieri pubblichiamo. Alleanza Sindacale Polizia Penitenziaria ci manda il seguente comunicato _______________
GIORNATA DI ORDINARIA FOLLIA AL CARCERE DI LECCE. IL SINDACATO AL.SI.P.PE. DENUNCIA DUE GRAVI AGGRESSIONI E CHIEDE DOTAZIONI DI SICUREZZA ADEGUATE, TRA CUI LO SPRAY ORTICANTE.
Lecce, 21 settembre 2026 – Una giornata di assoluta emergenza quella vissuta oggi all’interno della Casa Circondariale di Lecce “Borgo San Nicola”, divenuta teatro di due distinti ed esecrabili episodi di violenza ai danni del personale di Polizia Penitenziaria.
A denunciare il tragico bollettino è il Segretario Provinciale AL.Si.P.Pe. di Lecce, Fabio Nicoletti, che ricostruisce i fatti con profonda preoccupazione, evidenziando le gravissime condizioni operative in cui il personale è costretto a operare.
LA CRONACA DEI FATTI
1. Rischio biologico e aggressione psichiatrica in sezione Il primo evento si è verificato all’interno di una sezione detentiva. Gli agenti sono intervenuti per prelevare dalla propria camera un detenuto extracomunitario affetto da gravi patologie psichiatriche, il quale versava in condizioni igienico-sanitarie gravemente degradate. Alla richiesta di uscire per consentire il ripristino dell’igiene, il ristretto ha reagito con inaudita violenza. Nel tentativo di contenere l’aggressore senza recargli alcun danno, un Sovrintendente di Polizia Penitenziaria è stato azzannato al volto. Trasportato d’urgenza al Presidio Ospedaliero “Vito Fazzi” di Lecce, il collega ha ricevuto una prognosi di 7 giorni. Oltre al danno fisico, il Sovrintendente dovrà ora affrontare un drammatico iter sanitario per la profilassi contro malattie infettive e trasmissibili, portando con sé l’angoscia per la salute propria e dei familiari.
2. Violenza e pericolo nel Reparto Colloqui
A poca distanza dal drammatico evento, la violenza si è abbattuta anche sul Reparto Colloqui. Qui, un Assistente di Polizia Penitenziaria è stato aggredito da un detenuto campano da poco uscito dal regime di sorveglianza particolare (ex Art. 14-bis). La scintilla dell’aggressione è scaturita da un futile pretesto: il ristretto pretendeva di recarsi immediatamente ai servizi igienici in concomitanza con le delicate fasi di deflusso dei familiari. Alla legittima e doverosa richiesta dell’agente di pazientare solo qualche minuto, tempo strettamente necessario per garantire che la movimentazione dei civili avvenisse in totale sicurezza, il detenuto ha reagito perdendo il controllo. Scagliatosi brutalmente contro il poliziotto, gli ha provocato traumi giudicati guaribili in 7 giorni.
Ciononostante, l’Assistente ha dato prova di eccezionale coraggio e senso del dovere: mantenendo la lucidità, è riuscito a mettere in sicurezza il reparto e a proteggere le famiglie presenti, arginando la minaccia e scongiurando conseguenze ben più drammatiche fino all’arrivo provvidenziale dei rinforzi. ________________________________
L’ANALISI: IL FALLIMENTO SISTEMICO E IL “DOPPIO RISCHIO”
Sulla vicenda interviene con fermezza il Segretario Regionale AL.Si.P.Pe. Puglia, Dott. Roger Durante, evidenziando come gli eventi odierni rappresentino il sintomo di un fallimento sistemico: sovraffollamento fuori controllo, assenza di un sistema sanzionatorio interno efficace e il naufragio della medicina penitenziaria, che scarica la gestione psichiatrica sulla Polizia Penitenziaria.
Il Dott. Durante denuncia un inaccettabile cortocircuito normativo che stritola gli operatori: Il paradosso della contenzione (Art. 82 D.P.R. 230/2000): La legge prevede l’uso di mezzi di coercizione fisica “compresi tra quelli in uso presso le strutture ospedaliere pubbliche”.
Tuttavia, le carceri sono totalmente sprovviste di fasce di contenzione morbida o presidi psichiatrici omologati (SPDC). Il vuoto di tutela (Art. 2 D.P.R. 230/2000): L’Amministrazione impone di garantire l’ordine e l’incolumità, ma lascia gli agenti da soli a fronteggiare soggetti in gravissime crisi psicomotorie senza strumenti di legge adeguati.
La tenaglia del “Doppio Rischio”: Da un lato il rischio fisico e biologico (fratture, morsi, contatto con fluidi infetti) dovuto all’obbligo di contenimento manuale; dall’altro il rischio giudiziario. Ricorrere a soluzioni d’emergenza o all’uso prolungato delle manette espone gli agenti ad accuse gravissime, come l’abuso di autorità o il reato di tortura (art. 613-bis c.p.).
I poliziotti sono diventati i capri espiatori delle carenze strutturali dell’Amministrazione. Violazione della Sicurezza sul Lavoro (D.Lgs. 81/2008): L’esposizione inerme e continuativa del personale ai rischi biologici e fisici, senza protocolli di neutralizzazione preventiva, costituisce una sistematica violazione degli obblighi del Datore di Lavoro.
________________________________
LE RICHIESTE DEL SINDACATO E L’ADOZIONE DELLO SPRY OC
Esprimendo massima solidarietà ai colleghi feriti e auspicando un energico intervento disciplinare e l’immediato allontanamento dei due aggressori dal penitenziario salentino, AL.Si.P.Pe. lancia un appello perentorio alle Istituzioni.
Si richiede l’urgente attivazione di un tavolo con il Ministero della Giustizia e il DAP per integrare immediatamente le dotazioni di protezione e di contenzione idonea. Autorizzare e dotare la Polizia Penitenziaria dello spray al peperoncino (Oleoresin Capsicum – OC), secondo i requisiti del D.M. n. 103/2011. Lo spray OC, già impiegato con successo per il controllo del territorio da Polizia di Stato, Carabinieri e Polizie Locali dopo la sperimentazione del 2014, rappresenta un fondamentale dispositivo non letale di dissuasione.
Per la sua adozione in ambito penitenziario, il Sindacato propone la definizione di rigide regole di ingaggio e condizioni d’uso: Impiego come extrema ratio secondo protocolli che garantiscano la liceità dell’intervento. Formazione obbligatoria tramite addestramento pratico, tecnico e giuridico. Procedure tassative di sicurezza e successiva decontaminazione per tutelare la salute del soggetto colpito.
La Segreteria Regionale AL.Si.P.Pe. Puglia annuncia che non rimarrà a guardare e attiverà tutte le sedi opportune, sia istituzionali che legali, per tutelare la salute, la sicurezza e la dignità dei lavoratori della Polizia Penitenziaria.
Il Segretario Provinciale AL.Si.P.Pe. Lecce, Sig. Fabio Nicoletti
Il Segretario Regionale AL.Si.P.Pe. Puglia, Dott. Roger Durante
____________________
LA RICERCA nel nostro articolo di
Category: Cronaca, Riceviamo e volentieri pubblichiamo


























