ZAPPING / BALSAMO PER IL CUORE

| 28 Settembre 2026 | 1 Comment

di Elena Vada __________________

È inutile sottolineare, la fatica, a volte il fastidio, disgusto e nausea, nel seguire quasi tutti i programmi televisivi, su ogni canale.

Personalmente sono stanca di  polemiche, dibattiti, contestazioni, che, speriamo, abbiano soluzioni: rosse, nere, verdi, blu, a strisce… Come volete,  basta ci siano.

Ieri sera, domenica 27 settembre, su Canale 5, è  andato in onda in prima serata, un film, direi fuori moda: “Il mio nome è Carlo”, la storia di Carlo Acutis un ragazzo come tanti, morto, per una leucemia acuta, a soli quindici anni. Un ragazzo semplice, vissuto nell’ esempio d’amore di Cristo.

Siamo a venti anni dalla sua morte e a un anno dalla proclamazione a santo. Il film racconta la storia umana, di san Carlo Acutis, un “santo con i jeans e le sneakers”. Un bambino ed un ragazzo speciale, perché profondamente legato alla fede, ma anche appassionato di sport, informatica e videogiochi.

LA pellicola comincia dall’infanzia, quando a tre e poi a sei anni, incontra..  non so come dirvi…  incontra Gesù ed il suo messaggio di fede.

Carlo è un bambino intelligente, vivacissimo e molto maturo. A soli undici anni, diventa catechista. 

È sempre sorridente e generoso con i più sfortunati. Fa volontariato, cerca di comprendere ed aiutare i suoi coetanei.

Un adolescente apparentemente uguale a tanti altri, ma lui, Carlo, è capace di lasciare un’impronta, nella vita di chiunque incroci la sua strada. 

Lascia un segno, un’idea, un’ispirazione, una curiosità, che fa meditare, fa pensare a qualcosa che forse c’è, se la cerchi, anche se non si vede. La fede è un mistero.

Un malore improvviso sorprende il ragazzo ed un medico comunica la terribile diagnosi: leucemia fulminante. Una malattia che Carlo affronterà con grande serenità, fino alla morte. 

La sua frase più celebre: “Tutti nascono originali, ma molti muoiono come fotocopie. Io non voglio”. 

…. Ed ora, di sicuro, stiamo pensando ai nostri figli e nipoti, tutti col telefonino in mano… ormai riusciamo a comunicare solo così, (lacrimuccia,vero?!)

Il film emoziona perché racconta la storia di un ragazzo normale, sportivo, scherzoso, che diventa speciale quando è “…Toccato da una grazia che ha saputo cogliere!”, come disse la madre Antonia, presentandolo morto, a quindici anni.

Questo, secondo me, è il vero miracolo: “Saper cogliere quel segnale” che credo, ogni Cristiano Cattolico, prima o poi, riceve.

Papa Francesco (2023) disse: “I Santi non sono eroi”…

Sono sicura che tutti, abbiamo incontrato alcuni di loro, ” i Santi della porta accanto”: persone generose che, con l’aiuto di Dio, hanno risposto al dono ricevuto.

Qualsiasi sia la fede che professiamo, prendiamo esempio da Carlo Acutis, cercando d’ essere… “semplicemente” tolleranti e caritatevoli verso il prossimo, che siamo TUTTI, TUTTI!

Category: Costume e società, Cultura

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Comments (1)

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  1. Maria e c. ha detto:

    I nostri.figli e nipoti li abbiamo cresciuti così, lo sai! Grazie del commento. Potevi essere più commovente!
    Le tue amiche delle panchine.

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