POLVERE DI STELLE / UGO TOGNAZZI

| 1 Novembre 2026 | 0 Comments

di Elena Vada __________________

Il 27 ottobre 1990, trentasei anni fa, moriva, nella clinica privata ‘Villa Momentana”, un grande attore: UGO TOGNAZZI, colpito da emorragia cerebrale.

Interprete di più di cento film tra il 1950 e il 1990, Tognazzi recitò per alcuni tra i più grandi registi italiani: Luciano Salce, Bernardo Bertolucci, Marco Ferreri, Antonio Pietrangeli, Pietro Germi, Pier Paolo Pasolini e Nanni Loy, solo per citarne alcuni.

Tognazzi fu uno dei cinque giganti della “commedia all’ italiana” (detti I Colonnelli) insieme a Sordi, Gassman, Mastroianni e Manfredi, oltre Totò e Fabrizi che iniziarono prima.

La commedia all’italiana fu uno stile, un’ originale creazione, della Hollywood sul Tevere: Cinecittà.

Il genere ebbe grandissimo successo per oltre vent’anni: dalla fine degli anni cinquanta, alla fine degli anni settanta.

I film, venivano, quasi sempre, ambientati a Roma, con attori romani veri, o d’adozione.

Infatti Gassman, era nato a Genova ma si trasferì a Roma giovanissimo, Tognazzi, cremonese, fece i suoi primi passi nell’avanspettacolo della capitale, Mastroianni e Manfredi, originari entrambi della provincia di Frosinone, si formarono artisticamente nella Città eterna. 

Era il periodo in cui furoreggiava Via Veneto, con i suoi caffè frequentati da artisti, attori, avventurieri e fotografi (i cosiddetti “paparazzi”), i quali resero famosa, la vita mondana, del bel mondo romano. (La dolce vita).

Milano e Torino, per tutti gli anni Cinquanta e Sessanta, restarono in disparte, percepite più come centri di affari e lavoro,  che non di avvenimenti mondani.

Quelle di Tognazzi erano commedie brillanti, con pungente satira di costume ambientata nella borghesia, spesso caratterizzate da una sostanziale amarezza di fondo. 

Lo troviamo così in due film di Alberto Bevilacqua: La Califfa del 1971 e Questa specie d’amore del 1972 e in La tragedia di un uomo ridicolo del 1981 di Bernardo Bertolucci, interpretazione che gli valse un importante riconoscimento: la Palma d’Oro a Cannes, come miglior attore protagonista.

Ma come mio papà, molti italiani, lo ricorderanno nella neonata televisione (1954), in coppia con Raimondo Vianello, in un programma comico. 

Il duo, Tognazzi/Vianello, arrivò sul piccolo schermo con “Un due tre”, primo varietà satirico della storia della TV italiana, che fu un grande successo.

Tognazzi fu cacciato dalla RAI dopo l’ irriverente ed imbarazzante imitazione del capo dello Stato, l’ allora presidente della Repubblica Gronchi, che seduto accanto a De Gaulle (Presidente  francese) al teatro alla Scala di Milano, cadde a terra per sottrazione della sedia, in favore della First Lady francese. 

Tognazzi amava ed invidiava Gassman. I due erano grandi amici, oltre che colleghi. Recitarono insieme ne  ‘La Marcia su Roma’ diretto da Dino Risi (1962); ‘I Mostri’ (1963) e ‘In nome del popolo italiano’ (1971).

Per Tognazzi, Gassman rappresentava quello che lui non era e cioè: “… Un intellettuale, uno del grande teatro, stimato dalla critica”

Non sopportava Manfredi. Non gli piaceva come attore e come uomo, per il tipo di carriera che aveva fatto ed il repertorio che recitava. 

Come ricorda Franca Bettoja, ultima moglie,  Tognazzi amava la cucina e le belle donne, tanto da partecipare, come giudice, a concorsi di bellezza.

Negli ultimi anni di vita (dal 1980 in poi) soffrì di una forte malinconia, di una vitalità in esaurimento, una stanchezza che sconfinó, purtroppo, nella depressione. 

Nel 1979 Tognazzi si prestò ad uno scherzo clamoroso e pazzesco.

Accettó di essere fotografato in manette tra finti carabinieri per il settimanale satirico Il Male: finte edizioni del Giorno, de La Stampa e di Paese Sera uscirono con titoli che annunciavano l’arresto dell’attore in quanto capo (“grande vecchio”) delle Brigate Rosse.

L’attore, a posteriori, dichiarò che “– in un’epoca segnata da un clima politico cupo e tragico – aveva solo rivendicato il diritto di divertirsi”.  INCREDIBILE, VERO?!

Tognazzi nacque a Cremona, il 23 marzo 1922. Figlio di un ispettore assicurativo il quale, a causa del suo lavoro, lo costrinse a continui spostamenti tra città, più o meno grandi.

Ebbe tre compagne e quattro figli:

Nel 1954 si relazionó con la ballerina britannica di origine irlandese della sua rivista, Pat O’Hara, dalla quale ebbe il primogenito Riccardo, detto Ricky.

Nel 1961, conobbe Margarete Robsahm, attrice norvegese sua partner ne Il mantenuto, che sposò nel 1963. L’anno seguente nacque Thomas, chiamato con il cognome materno, che divenne produttore e regista; con Margarete l’attore visse tre anni tra l’Italia e la Norvegia.

Si sposò quindi nel 1972 con l’attrice Franca Bettoja, conosciuta nel 1965. I due vissero a Velletri in una casa poi aperta al pubblico, per iniziative culturali ed ebbero due figli, Gianmarco nel 1967 e Maria Sole nel 1971. 

I quattro fratelli sono sempre stati in ottimi rapporti tra di loro.

L’attore era un acceso tifoso del Milan. In un’intervista del 1986 disse:

“Sono milanista dalla nascita. Il Milan per me è stato prima la mamma, poi la fidanzata e poi la moglie. La moglie però si tradisce e quindi il tradimento c’è stato. Quando la Cremonese è passata in Serie A, non potevo non partecipare ai trionfi cittadini, ero innamorato, mi dividevo tra moglie e amante con grande imbarazzo quando giocavano fra loro”.

Tognazzi era pure, un grande appassionato di cucina e gastronomia e adorava cucinare e preparare cene, per parenti e amici. 

Dichiarò più volte di “avere la cucina nel sangue”.

Dal 1964 al 1982 Ugo Tognazzi ha vinto 9 premi: David di Donatello (1967, 1971, 1976), Festival di Cannes (1981), Nastri d’Argento (1964, 1966, 1969, 1982).

I suoi film che preferisco: la trilogia di Amici miei (1975, 1982, 1985) ed Il vizietto (1978, 1980, 1985), oltre Il Federale (1961).

Una carriera unica e straordinaria quella di Ugo Tognazzi, che ha conquistato con la sua estrosa professionalità: Cinema, Teatro e Televisione… Spero di avervi incuriosito ed incoraggiato alla visione dei suoi film… 

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( 63 – continua )

Category: Cultura

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