IL ROGO NELLA DISCARICA SPIA DELLA FRAGILITA’ DELL’INTERO SISTEMA: LE RICHIESTE DEL COMITATO NO BURGESI

| 2 Novembre 2026 | 0 Comments

Riceviamo e volentieri pubblichiamo. L’associazione Comitato No Burgesi ci manda il seguente comunicato _______________

Incendio del 1° novembre a Burgesi: il rogo scoppiato ieri svela la fragilità del polo e la totale inadeguatezza della richiesta di sopraelevazione. Si chiedono prevenzione, bonifica effettiva e la Consulta Ambientale Intercomunale.

​UGENTO / CAPO DI LEUCA – Il rogo che nella giornata di ieri, 1° novembre 2026, ha interessato l’impianto di biostabilizzazione/TMB del polo di Burgesi ad Ugento ha trasformato in realtà un rischio da tempo temuto, facendo scattare un immediato allarme ambientale nel Capo di Leuca. Sebbene l’episodio di ieri abbia riguardato una porzione dell’impianto e sia stato circoscritto dall’intervento dei Vigili del Fuoco, l’evento dimostra con drammatica evidenza la fragilità intrinseca dell’intero complesso e richiama quanto già vissuto sul territorio con il grave incendio al centro rifiuti di Lequile dello scorso agosto.

​L’incendio di ieri a Burgesi rappresenta un severo campanello d’allarme: a differenza di un normale impianto di stoccaggio, il polo di Ugento comprende un impianto TMB e due discariche stratificate nel tempo con milioni di metri cubi di rifiuti. Un incendio non domato in tempo a Burgesi rischierebbe di estendersi dal TMB al corpo delle discariche, innescando un cosiddetto subsurface fire (incendio sotterraneo) alimentato dal metano sotterraneo: una combustione covante profonda, difficilmente domabile e capace di protrarsi per settimane, liberando in modo continuo polveri sottili, diossine e idrocarburi aromatici sui terreni agricoli e sui centri abitati circostanti.

​A ciò si aggiunge l’estrema vulnerabilità della falda acquifera sottostante: l’impiego di enormi volumi d’acqua necessari per domare incendi in impianti di rifiuti, unito al rischio di crollo termico delle guaine protettive, faciliterebbe il passaggio di ceneri e inquinanti direttamente nel sottosuolo carsico del Salento.

​L’inadeguatezza della sopraelevazione nel procedimento PAUR-VIA

​È proprio alla luce del rogo di ieri e in forza di queste dinamiche di rischio che la richiesta di sopraelevazione del sito – attualmente al centro dell’iter autorizzativo PAUR-VIA (Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale / Valutazione di Impatto Ambientale) – si rivela del tutto inadeguata, anacronistica e tecnicamente insostenibile.

​Aumentare le volumetrie e le altezze del corpo discarica comporta:

​Un incremento del carico statico e del rischio biogas: l’accumulo di ulteriori tonnellate di rifiuti aumenta la pressione sulle strutture sottostanti, stimolando la produzione di gas negli strati interni e incrementando sia il rischio di deflagrazioni, sia la difficoltà di gestione delle reti di captazione in caso di incendio.

​L’aggravamento dell’accessibilità e dello spegnimento: una struttura sopraelevata rende esponenzialmente più complesse e rischiose le operazioni di contenimento, smassamento e spegnimento in caso di emergenza.

​La saturazione del carico ambientale cumulativo: su un polo che registra già un incendio in un impianto attivo e che custodisce ferite storiche mai del tutto rimarginate, insistere con un’ulteriore espansione verticale contrasta con i principi elementari di precauzione e tutela della salute pubblica.

​Governance del territorio: la Consulta Ambientale Intercomunale per monitoraggio e bonifica.

​Di fronte all’evento verificatosi ieri, la risposta istituzionale non può limitarsi alla gestione dell’emergenza contingente o al semplice blocco delle nuove cubature: occorre una nuova governance partecipata del rischio.

​Risulta indispensabile l’istituzione immediata della Consulta Ambientale Intercomunale, uno strumento di coordinamento permanente tra i Comuni del comprensorio che attribuisca alle amministrazioni locali la responsabilità diretta e condivisa nella pianificazione, nel controllo e nell’indirizzo strategico del sito.

​Si chiede pertanto alla Regione Puglia e agli enti competenti nell’ambito del procedimento PAUR-VIA di prendere atto dell’incompatibilità tecnica e ambientale della sopraelevazione, rigettando l’istanza e disponendo:

1.​Il blocco definitivo di ogni ipotesi di sopraelevazione o ampliamento, ponendo un limite tombale all’incremento di carico e volumi sul polo di Burgesi;

2.​L’istituzione formale della Consulta Ambientale Intercomunale, conferendo ai Comuni del territorio la responsabilità diretta nella pianificazione e nel controllo delle scelte ambientali sul sito;

3.​La redazione e il finanziamento — guidati dalla Consulta — del Piano di Bonifica Effettiva e Messa in Sicurezza Permanente (MISP) dell’intero polo, con risorse certe, cronoprogrammi vincolanti e soluzioni tecnologiche per la neutralizzazione dei rifiuti e delle matrici contaminate;

4.​Un piano straordinario di caratterizzazione e monitoraggio continuo della falda idrica e delle emissioni in atmosfera, supervisionato direttamente dai Comuni e aperto alla cittadinanza, unitamente al potenziamento dei presidi antincendio e di captazione del biogas.

​L’incendio del 1° novembre a Burgesi dimostra che il tempo delle proroghe e dei progetti di espansione è terminato. 

Lo stop alla sopraelevazione, l’assunzione di responsabilità dei Comuni tramite la Consulta Intercomunale e l’avvio della bonifica effettiva sono l’unica strada percorribile per la tutela della salute e della sicurezza del Capo di Leuca.

​Associazione Comitato “No Burgesi”

Presidente, dott. Antonio Nuzzo

Category: Cronaca, Politica, Riceviamo e volentieri pubblichiamo

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