INCIDENTE SUL LAVORO A CASARANO, MORTO IMPRENDITORE EDILE

| 4 Novembre 2026 | 2 Comments

(Rdl) __________________ Incidente sul lavoro mortale questa mattina a Casarano. La vittima è Bashkim Rushani, 59 anni, impresario edile, di origini albanesi, nato a Durazzo e residente a Casarano. E’ stato travolto da un cancello scorrevole mentre lavorava al rifacimento di alcuni pilastri in un’abitazione che la sua ditta stava ristrutturando in contrada Pilone.

Inutili i soccorsi, è morto prima del loro arrivo per la gravità delle lesioni riportate.

Indagini dei Carabinieri in corso.

Category: Cronaca

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  1. Cgil Lecce - tramite mail ha detto:

    “Il mondo del lavoro salentino piange la nona vittima nel 2026”, dice il segretario generale della Cgil Lecce, Tommaso Moscara. “Esprimiamo vicinanza ai familiari, ai collaboratori ed agli amici di Bashkim e sgomento per l’ennesima morte che siamo costretti a registrare sul nostro territorio. Siamo di fronte ad un’emergenza quotidiana: negli ultimi giorni solo il caso ha evitato conseguenze fatali in altri gravi infortuni accaduti a Maglie, Porto Cesareo e Galatone”.

    Bilancio nefasto. Un’emergenza confermata dai dati che l’Inail ha pubblicato ieri: ben 3.589 infortuni denunciati in provincia di Lecce nei primi 9 mesi del 2026, ossia una media di quasi 14 denunce al giorno. Al 30 settembre gli infortuni mortali sono stati 8, a cui purtroppo si aggiunge la tragedia di oggi. Il bilancio è nefasto: negli ultimi 10 anni nel Salento sono caduti 149 lavoratori (818 in Puglia), che diventano 252 considerando i dati a partire dal 2010 (1.450 in Puglia). “C’è un grande lavoro da fare dal punto di vista culturale e sociale. Occorre che le norme di sicurezza e la tutela della salute diventino bagaglio di responsabilità e competenza di ogni azienda, di ciascun lavoratore, perché morire di lavoro è inaccettabile”, dice il sindacalista. “I numeri sono impressionanti. Occorre che tutto il sistema socio-economico ed istituzionale si faccia carico di questo fenomeno assurdo. Un incidente sul lavoro avviene sempre per una serie di concause culturali, strumentali, contrattuali: occorre agire con azioni di prevenzione e formazione, ma anche con leggi più attente e controlli più stringenti”.

  2. Uil Lecce - tramite mail ha detto:

    La morte del titolare di una ditta edile oggi a Casarano e il grave infortunio verificatosi nel pomeriggio di ieri a Galatone riportano al centro dell’attenzione il tema della sicurezza sul lavoro e la necessità di adottare misure più incisive per contrastare un’emergenza che continua a colpire il Salento.

    «Esprimiamo profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia della vittima della tragedia sul lavoro avvenuta a Casarano e l’augurio di una pronta guarigione al giovane rimasto ferito a Galatone – dichiara Mauro Fioretti, coordinatore territoriale della UIL Lecce –. Al di là delle dinamiche dei singoli episodi, sulle quali spetterà agli organi competenti fare chiarezza, è indispensabile mettere in campo interventi strutturali per tutelare la vita e la salute di chi lavora. Occorre potenziare gli organici degli enti preposti alla vigilanza, intensificare i controlli e investire nella formazione continua, coinvolgendo lavoratori, datori di lavoro e responsabili della sicurezza. È altrettanto importante sostenere le piccole e medie imprese nell’adozione di tecnologie e dispositivi di protezione. Chiediamo inoltre un coordinamento più stretto tra istituzioni, organi ispettivi e parti sociali, per individuare le situazioni di maggiore rischio e intervenire tempestivamente. La sicurezza non può essere considerata un costo da contenere o un semplice adempimento burocratico, ma deve diventare parte integrante dell’organizzazione del lavoro. Servono risorse, programmazione e responsabilità condivise, perché non possiamo limitarci al cordoglio e all’indignazione ogni volta che si verifica una tragedia. È questo il senso della campagna nazionale della UIL “Zero morti sul lavoro”, che continueremo a sostenere con determinazione anche sul nostro territorio. Non è soltanto uno slogan, ma un impegno che chiama tutti a fare la propria parte. Nessuna vita deve essere sacrificata in nome del lavoro – conclude Fioretti – e nessun infortunio deve essere considerato inevitabile».

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