ADDIO A TINTO BRASS

di Elena Vada ______________
Ieri, mercoledì 4 novembre, è morto d’infarto, a Roma, Tinto Brass. Il regista aveva 93 anni.
Giovanni Brass detto Tinto, nacque a Milano il 26 marzo1933, ma era veneziano a tutti gli effetti, coniugato con Carla Cipriani, della famiglia del celeberrimo Harry’s Bar.
È stato il massimo esponente del genere, “erotico italiano”, punto di riferimento del circuito a luci quasi rosse per platee di uomini… ma non solo.
Tinto aveva un’ossessione estetica (nudi pornografici) per il sesso e, soprattutto, per i culi di donna che inquadrò, nei suoi film, da metà anni Settanta in poi, fino agli inizi anni Novanta.
Tra le attrici che rese famose per il fondoschiena, tutte con un fisico fisico prorompente, ci sono: Claudia Koll ,”Così fan tutte”; Serena Grandi “Miranda”; Caprioglio e Ammirati “Monella”.
Tentò anche con Anna Galiena, nel remake di “Senso” e Gabriel Garko in divisa SS.
Il film che lo ha lanciato e reso famoso “La chiave” (1983), è rimasto nel ricordo di tutti, anche dei più puritani. Nel cast, come protagonista, la brava Stefania Sandrelli ed un coraggioso Franco Branciaroli. Film ben recitato e riuscito non solo sensualmente.
Brass aveva un sorriso sornione con il sigaro incorporato e con l’aspetto di chi se ne frega del giudizio degli altri e procede sulla strada che gli piace, che gli è congeniale, senza pentimenti, a dispetto di critica e pubblico.
Egli era un guru del sesso, sua unica ragione di vita ed espressione artistica.
Aveva tentato con la commedia all’italiana natalizia. Clamoroso il flop del film “Disco volante” con Sordi in quattro ruoli, Vitti, Mangano, la provincia, i matti.
Tra i colleghi registi con cui aveva più affinità, (comune passione per le donne) c’era sicuramente Federico Fellini, che lo chiamava Tintaccio.
Se leggiamo con attenzione la biografia di questo regista, scrittore, sceneggiatore, montatore, capiamo che, per il tipo di esperienze compiute, accanto a grandi registi, avrebbe potuto girare, film diversi. Invece scelse peli pubici, ascelle non depilate, donne giunoniche, con grandi fianchi, bacino, tette e natiche.
Sfidó la morale imperante: “Eros è liberazione, rifiuto dell’ipocrisia per mestiere e del perbenismo di destre e sinistre”.
Mise al centro il desiderio femminile, la scoperta della sessualità ed il rapporto tra eros, gelosia e trasgressione.
Disse:” Credo di aver contribuito a cambiare un po’ la visione dell’eros, almeno per quegli spettatori che si sono avvicinati ai miei film”.
Ereditiamo la filmografia di Brass (molto conosciuto ed apprezzato all’ estero) che ha un suo perché di esistere. Rispettiamo tutti i gusti.
Category: Cultura



























