POLVERE DI STELLE / DOROTHY MALONE

di Elena Vada _____________
La ricorderete nel famosissimo film “Basic Instinct” (1992), dove interpretò la squilibrata amica della protagonista, Sharon Stone.
Il suo vero nome era Dorothy Eloise Maloney. Nacque il 29 gennaio 1924 a Chicago, Illinois, USA.
A sei mesi, si trasferì con la famiglia a Dallas Texas, USA.
Studiò danza dall’età di tre anni.
Frequentò l’Accademia delle Orsoline e, successivamente, la Southern Methodist University. Inizialmente pensava di diventare infermiera.
Iniziò a lavorare, come indossatrice, nel grande magazzino Neiman Marcus.
Fu notata dal talent scout Eddie Rubin, mentre recitava nel dramma Star Bound, messo in scena all’ Università.
Statuaria, sensuale e provocante, con un fascino altezzoso, ed un atteggiamento di arrogante superiorità.

Nello stesso periodo recitò, in modo eccezionale, sia nel genere criminale “La donna del traditore” (1948) sia nel western “Gli amanti della città sepolta” (1949).
Dorothy Malone è intensa e appassionata, i suoi personaggi hanno un carattere energico, sono convincenti.
Allora, perché Hollywood non la prese in considerazione? Cosa le mancava?
La Malone, non fu mai sfruttata come, forse, avrebbe meritato. Non fu mai davvero valorizzata.
Alla ricerca di successo e popolarità, negli anni Cinquanta cambiò letteralmente stile, modo d’ essere ed apparire.
Da romantica brunetta, si trasformò nell’esatto opposto, diventando un’aggressiva vamp dai capelli biondi.
Grazie ai mutamenti fabbricati dalla macchina hollywoodiana, assunse toni concupiscenti e impetuosi.
Bionda per scelta produttiva, riuscì ad imporre la propria vitalità in una serie di film commerciali di buon successo: “Prima dell’uragano” (1955); “Come le foglie al vento” (1956) dove vinse l’Oscar come attrice non protagonista; “Furia d’amare” (1958); “Il trapezio della vita” (1957); “Ultima notte a Warlock” (1959).
Negli anni Cinquanta, fu richiestissima per noir, western e film di contenuto drammatico.
Bruna, poi bionda, si contano più di cento sue interpretazioni, un terzo delle quali per la televisione.
La ricordiamo (spero pure voi) in numerosi serial TV di successo, come ´Peyton Place´, ´Le strade di San Francisco´, “Ironside”, “Ellery Queen” e molti altri.
Arrivò ad Hollywood nel 1942 e tramite un contratto che la legò alla RKO, interpretò numerosi film insignificanti, dove fece la comparsa e nulla più.
Insoddisfatta, tramite il suo agente trovò un accordo con la Warner Bros, che le affidò subito un piccolo ruolo (la libraia che parla con Humphrey Bogart) nel capolavoro “Il grande sonno” (1946) regia di Howard Hawks (consigliato).

Nello stesso periodo recitò, in modo eccezionale, sia nel genere criminale “La donna del traditore” (1948) sia nel western “Gli amanti della città sepolta” (1949).
Dorothy Malone è intensa e appassionata, i suoi personaggi hanno un carattere energico, sono convincenti.
Allora, perché Hollywood non la prese in considerazione? Cosa le mancava?
La Malone, non fu mai sfruttata come, forse, avrebbe meritato. Non fu mai davvero valorizzata.
Alla ricerca di successo e popolarità, negli anni Cinquanta cambiò letteralmente stile, modo d’ essere ed apparire.
Da romantica brunetta, si trasformò nell’esatto opposto, diventando un’aggressiva vamp dai capelli biondi.
Grazie ai mutamenti fabbricati dalla macchina hollywoodiana, assunse toni concupiscenti e impetuosi.
Bionda per scelta produttiva, riuscì ad imporre la propria vitalità in una serie di film commerciali di buon successo: “Prima dell’uragano” (1955); “Come le foglie al vento” (1956) dove vinse l’Oscar come attrice non protagonista; “Furia d’amare” (1958); “Il trapezio della vita” (1957); “Ultima notte a Warlock” (1959).

Negli anni Sessanta si divise tra cinema e TV; ricordiamo, ancora i film: “La crociera del terrore” (1960) e “L’occhio caldo del cielo” (1961), dove recitò egregiamente, ma poi una grave malattia la costrinse a rimanere fuori dal giro, per qualche anno.
Rientrata, offri una convincente prova nel modesto “Rebus per un assassinio” (1979).
Morì per cause naturali a 92 anni, il 19 gennaio 2018, a Dallas, Texas USA, presso una struttura infermieristica.
Ebbe tre matrimoni accompagnati da altrettanti divorzi: con l’attore Jacques Bergerac (2 figlie, Mimi e Diane), poi con l’agente di cambio Robert Tomarkin (unione durata solo quattro mesi), infine con l’imprenditore Charles Huston Bell.
Le relazioni sentimentali che intraprese in gioventù e tra i vari matrimoni furono: con gli attori Rock Hudson (relazione mascherata), Richard Egan, Peter Lawford, Scott Brady, Tab Hunter, Sydney Chaplin, con il regista Roger Corman, i produttori Robert Evans e David Schine, il politico Adlai Stevenson, il pianista Valentino Liberace, l’imprenditore Mac Krim, l’aspirante attore Eddie Granger ed il pittore Charles Bell.
Ottima attrice, lo dimostrò con l’ OSCAR nel1957.
Diva e Vamp, dalle misure fisiche perfette…
Non riuscì ad emergere in quel periodo Hollywoodiano che, purtroppo per lei, pullulava di STAR tutte talentuose, belle e brave, bionde, formose, sexy (Rogers, Turner, Gardner, Kelly, Bacall, Tierney, Monroe, eccetera).
Questione di charme, simpatia o che ?!
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( 51 – continua )
Category: Cultura



























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