ACCUSATI DI CIRCONVENZIONE, UN UOMO E UNA DONNA RINVIATI A GIUDIZIO

(f.f.)____________
Avrebbero approfittato della sua condizione di vulnerabilità psicologica per gestire il suo denaro, disporre dei suoi beni e condizionare pesantemente le sue scelte di vita. Con queste accuse un uomo di 48 anni, residente a Ugento, e una donna di 56 anni, di Maglie, dovranno affrontare un processo per circonvenzione di incapace.
La decisione è arrivata al termine dell’udienza preliminare: il giudice del Tribunale di Lecce, Angelo Zizzari, ha accolto la richiesta della Procura, rappresentata dalla sostituta procuratrice Rosaria Petrolo, disponendo il rinvio a giudizio dei due imputati. I fatti contestati risalirebbero al 2023 e riguardano una donna affetta da deficit psichici, ritenuta incapace di tutelare autonomamente i propri interessi economici.
Secondo l’impianto accusatorio, i due avrebbero instaurato con la vittima un rapporto di apparente assistenza e fiducia, inducendola però a compiere operazioni patrimoniali fortemente svantaggiose. In particolare, la donna avrebbe ceduto alla 56enne il controllo totale del proprio conto corrente, sul quale veniva versato lo stipendio da collaboratrice scolastica. Sullo stesso conto sarebbero stati attivati finanziamenti e prestiti, lasciando alla proprietaria solo una disponibilità mensile di circa 200 euro.
La Procura sostiene inoltre che la vittima, pur essendo titolare di due immobili, sarebbe stata spinta a vivere in una casa in affitto, sostenendo un canone mensile di 450 euro. Uno degli appartamenti di sua proprietà, invece, sarebbe stato occupato proprio dai due imputati. Non solo: la donna sarebbe stata sollecitata a mettere in vendita le case e, in una circostanza, il 48enne avrebbe incassato una caparra di 9 mila euro da un potenziale acquirente, nonostante l’assenza di un formale contratto di compravendita.
Tra gli episodi contestati figurano anche l’acquisto di un’automobile del valore di 22.500 euro, concessa poi in uso esclusivo all’uomo, e l’acquisto di un divano da 1.800 euro, finanziato tramite un ulteriore prestito.
A far emergere la vicenda sarebbero state le ripetute lamentele della donna, che dichiarava di non avere mai disponibilità economiche. La dirigente scolastica dell’istituto in cui lavorava, insospettita dalla situazione, aveva incaricato alcune colleghe di verificare direttamente le sue condizioni abitative. Da quell’accertamento è scattata la segnalazione ai servizi sociali e successivamente l’intervento della Procura.
Il dibattimento inizierà il prossimo 7 ottobre con rito ordinario davanti alla giudice Annalisa De Benedictis. La vittima sarà rappresentata come parte civile dall’avvocata Ester Nemola, nominata dall’amministratore di sostegno, mentre la difesa dei due imputati è affidata all’avvocato Francesco Fasano.
Category: Cronaca



























