“Una telefonata allunga la vita”. E’ RITORNATO IL VECCHIO SPOT DELLA SIP RITRATTO DELL’ITALIANO CHIACCHIERONE, GIOVIALE E GENIALE CHE IN UN MODO O NELL’ALTRO RIESCE SEMPRE A SALVARSI

| 23 Febbraio 2026 | 0 Comments

di Giuseppe Puppo _____________

Ieri sera gli Italiani davanti alla tv, su una qualunque delle più importanti emittenti, prima o poi hanno visto qualcosa che ha fatto loro stropicciare gli occhi, e anche altro.

Uno spot celebre del passato, diventato come spesso succede parte integrante del loro immaginario collettivo e come succede più raramente, del loro lessico quotidiano.

Un errore tecnico? Un’allucinazione collettiva? Un’operazione nostalgia?

E vai con le ipotesi e con la ricerca di spiegazioni, dispiegatesi questa mattina sui social, anche perchè lo spot è stato riproposto dall’azienda attraverso i propri canali ufficiali, sempre senza altre spiegazioni.

Ovviamente, non si è trattato nè di un errore tecnico, nè di un’allucinazione collettiva, nè di un’operazione nostalgia. Semplicemente quanto chiaramente è una strategia di marketing, anche se ancora non ne conosciamo le finalità: ma c’è da giurarci che lo scopriremo nei prossimi giorni, quando la televisione ridiventerà rito collettivo condiviso per il Festival di Sanremo e dalla Tim attraverso le sue pubblicità conosceremo il senso commerciale dell’iniziativa partita ieri.

Sì, dalla Tim, anche se adesso si chiama così, non è più Telecom e neppure la Sip di una volta.

Come tante altre che hanno fatto la storia italiana, ne erano orgoglio e vanto e favorivano la nostra vita quotidiana, invece adesso diventate anonime multinazionali dell’alta finanza internazionale e accanite procacciatrici di profitto a tutto danno dei cittadini, utenti indifesi e sfruttati.

Buonaseraaa…

Beh, credo però che tutti abbiano rivisto con piacere questo spot della Sip. Nuovo? No, lavato con Perlana.

Sono passati trentatré anni dalla prima messa in onda, durata poi a episodi per un biennio.

Un minuto di capolavoro.

Quel primo esordio fa parte della nostra storia. L’Italia ancora della così detta Prima Repubblica, con Berlusconi ancora un’ipotesi misteriosa, di quegli anni Novanta vagamente inquieti per le modificazioni epocali indefinitie che già sia pur confusamente si annunciavano, dell’ insoddisfazione e dello scontento, ma pure dell’attesa e della speranza di tempi nuovi e migliori, si identificò in toto con Massimo Lopez amico geniale che prende per sfinimento un intero plotone della Legione Straniera francese che avrebbe dovuto fucilarlo.

Pronto Mario, come stai? Sono con degli amici…”.

Geniale, non vorrei insistere.

Scusi, può darmi una sedia? … Marco, che fine hai fatto?”

Il genio italico, che, colpevole o innocente non importa, chiamato a rispondere delle proprie azioni, si inventa una telefonata quale “ultimo desiderio” e grazie ad esso riesce a sopravvivere, in un modo o nell’altro e certo, furbo quanto gioviale, a modo suo.

Category: Costume e società, Cultura

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