MORTE DI JULIE TRONET, LA STUDENTESSA FRANCESE A LECCE: IL CASO E’ STATO CHIUSO, MA LA FAMIGLIA NON ESCLUDE NUOVE MOSSE. CON L’ APPROFONDIMENTO E LA RICERCA DI leccecronaca.it

(f.f.)________________
La morte di Julie Tronet, la giovane universitaria francese di 21 anni trovata senza vita nel suo appartamento leccese il 18 ottobre 2023, non sarebbe collegata ad alcuna istigazione né a episodi di violenza. È questa la conclusione a cui è arrivata la giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce, Tea Verderosa, che ha disposto l’archiviazione del procedimento aperto per chiarire le circostanze del decesso.
Il provvedimento accoglie la richiesta formulata dal pubblico ministero Rosaria Petrolo, alla quale si erano opposti i familiari della studentessa tramite i propri legali, sollecitando ulteriori approfondimenti su alcuni aspetti ritenuti ancora poco definiti. Nonostante la decisione del giudice, la famiglia della giovane non sembra intenzionata a fermarsi.
Nei prossimi giorni ai genitori verranno restituiti il telefono cellulare e il computer della ragazza. A quel punto la difesa — rappresentata dagli avvocati Rosario Almiento e Giulio Bray — valuterà, insieme ai consulenti tecnici di parte, eventuali iniziative da intraprendere per verificare ogni elemento rimasto in ombra.
In una fase iniziale dell’inchiesta era finito sotto indagine, con le accuse di istigazione al suicidio e violenza sessuale, uno studente di 22 anni originario di Ceglie Messapica, con cui Julie aveva avuto un rapporto intimo pochi giorni prima della morte. Dopo quell’incontro la giovane si era recata al pronto soccorso parlando di una presunta violenza, ma successivamente aveva deciso di non formalizzare alcuna denuncia.
Sentito dagli inquirenti, il ragazzo aveva confermato il rapporto, sostenendo però che fosse avvenuto con il consenso di entrambi. Secondo la gip, nei suoi confronti non emergono elementi per sostenere accuse: nel decreto di archiviazione si evidenzia infatti che non vi sarebbero ulteriori investigazioni utili a modificare il quadro già delineato.
Resta tuttavia un punto che continua a sollevare dubbi tra i familiari della vittima: il mancato utilizzo di tecniche investigative più avanzate per l’analisi dell’iPhone della studentessa. Proprio nelle conversazioni e nei registri delle chiamate potrebbero, secondo la difesa, nascondersi informazioni decisive sulle ore che hanno preceduto la tragedia. Elementi che i consulenti della famiglia sono pronti ad esaminare con attenzione, nella speranza di fare piena luce sulla vicenda. _________________
L’APPROFONDIMENTO nel nostro articolo del 29 ottobre 2023
LA RICERCA nel nostro articolo del 27 novembre 2024
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