“Vale davvero la pena rischiare la vita per un pezzo di pane avvelenato?”. GLI OPERAI DI TARANTO DI FRONTE AD UN NUOVO INCIDENTE SUL LAVORO MORTALE ALL’INTERNO DEL SIDERURGICO EX ILVA

(Rdl) ______________ Il Mostro che sopravvive anche alle sentenze della magistratura italiana e internazionale, e ai processi per l’ambiente venduto e inquinato, continua ad avvelenare e ad uccidere. Sono devastanti gli effetti sulla salute degli abitanti di Taranto e di quelli vicini per decine di chilometri. Come se non bastasse e avanzasse, al suo interno continuano ad accadere incidenti sulla lavoro mortali. L’ultimo il 12 gennaio scorso. Questa mattina ce n’è stato un altro.
La vittima è Loris Costantino, 36 anni, di Talsano, sposato, due figli, dipendente della ditta Geo Power che si occupa di pulizia e manutenzione all’interno dello stabilimento siderurgico.
Era su una struttura di griglie metalliche da cui è caduto da un’altezza di diciotto metri. L’impatto al suolo è stato violento. Soccorso e portato d’urgenza all’ospedale Santissima Annunziata, è morto poco dopo il ricovero a causa della gravità delle lesioni riportate.
Indagini dei Carabinieri in corso.
La Procura della Repubblica di Taranto ha disposto l’autopsia ed ha aperto un’indagine.
Tutti i sindacati hanno indetto uno sciopero immediato di ventiquattro ore da mezzogiorno di oggi:
“Un altro incidente mortale di un lavoratore in una fabbrica ormai al collasso, abbandonata a se stessa da una politica che negli anni è stata incapace di trovare soluzioni e, soprattutto, di impedire che i lavoratori perdano la vita perché vanno a lavorare. Lo stabilimento non è in sicurezza e con le continue denunce delle organizzazioni sindacali, anche ai tavoli ministeriali, abbiamo più volte segnalato le criticità degli impianti e la necessità di reperire risorse per programmare attività di manutenzione ordinaria e straordinaria. Siamo rimasti inascoltati e, mentre il governo continua a trattare con i ‘futuri’ acquirenti, lo stabilimento cade a pezzi. Il governo deve assumersi le sue di responsabilità e non può continuare a scaricarle verso altri”.
Luciano Lanna di VeraLeaks tramite social ha diffuso la seguente dichiarazione:
”Mercoledì 4 marzo i cittadini di Taranto, sotto la sigla Taranto Libera, si incontreranno alle ore 10 presso Palazzo di Città per poi muovere verso gli uffici della Procura in Commissariato Borgo per depositare una denuncia penale nei confronti dei gestori della fabbrica ex Ilva. Il tutto avverrà in religioso silenzio per rispettare il lutto della famiglia dell’operaio che è deceduto a causa di una caduta da un piano di calpestio dell’impianto agglomerato, stessa dinamica dell’operaio deceduto a gennaio in acciaieria 2. Denunceremo i responsabili anche per questo motivo. La fabbrica ex Ilva continua a mietere vittime. Va fermata”.
Il comitato cittadini e lavoratori liberi e pensanti ha diffuso il seguente l’appello: “Ai nostri colleghi e a tutta la classe operaia tarantina: ne vale davvero la pena rischiare la vita per un pezzo di pane avvelenato?”.
Dal canto suo Acciaierie d’Italia 2esprime profondo cordoglio per la tragica scomparsa di un lavoratore appartenente a un’impresa appaltatrice, impegnato in attività di pulizia all’interno dello stabilimento siderurgico di Taranto. Sono state immediatamente avviate tutte le verifiche necessarie per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto e ribadisce la piena collaborazione con le autorità competenti, al fine di mettere a disposizione ogni elemento utile all’accertamento dei fatti”. _________________
LA RICERCA nei nostri articoli del 12 gennaio e del 26 febbraio scorsi
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