LA SOLITUDINE DEL NUMERO UNO: DONAND TRUMP ADESSO SE LA PIGLIA PURE COL PAPA, ATTACCANDOLO PESANTEMENTE. LA SERENA RISPOSTA DI LEONE XIV IN VOLO VERSO L’AFRICA

di Giuseppe Puppo __________________ Le parole di Sua Santità dell’8 aprile scorso rivolte, sia pur senza nominarlo direttamente, a Donad Trump, evidentemente, hanno lasciato il segno nel Superio dell’uomo sempre più solo al comando.
Continuiamo a non sapere se e quanto esse abbiano influito nella decisione maturata poco dopo di mettere da parte, almeno al momento, le minacce orrende di distruzione nucleare, per una tregua sul fronte iraniano che continua a reggere, sia pur esile e fragile; di sicuro, ora possiamo dirlo, esse non sono passate inosservate.
Oggi lo sceriffo del mondo ha risposto, attaccando direttamente Papa Leone XIV, in un vero e proprio delirio di onnipotenza e in un concentrato di offese che hanno scandalizzato il mondo.
Il mondo, tranne che il nostro governo. Che, proprio nella Roma culla della Cristianità, non ha creduto opportuno commentare in alcun modo, nemmeno in un messaggio rivolto direttamente al Pontefice per il suo viaggio in Africa appena cominciato, mentre giunge notizia che esso ha tacitamente rinnovato il memorandum di intesa di collaborazione con lo Stato di Israele che scadeva oggi, nonostante tutto quanto sia accaduto negli ultimi mesi e negli ultimi giorni.
Ecco, poi Giorgia Meloni cerca di capire perché abbia perso i referendum istituzionale, allo stesso modo in cui cercherà di capire adesso perché Orban abbia perso le elezioni in Ungheria: eppure non dovrebbe essere difficile trovare le risposte…
Donald Trump ha scritto sul social Truth le seguenti affermazioni:
“Leone dovrebbe essermi grato perché, come tutti sanno, la sua nomina è stata una sorpresa sconcertante. Non figurava in nessuna lista dei papabili ed è stato scelto dalla Chiesa esclusivamente perché americano; si riteneva, infatti, che quello fosse il modo migliore per gestire il rapporto con il presidente Donald J. Trump…
Se io non fossi alla Casa Bianca, Leone non sarebbe in Vaticano…
È debole sul fronte della criminalità e pessimo in politica estera. Parla della paura nei confronti dell’amministrazione Trump, ma non menziona la paura che la chiesa cattolica e tutte le altre organizzazioni cristiane hanno provato durante il Covid, quando venivano arrestati sacerdoti, ministri di culto e chiunque altro per aver celebrato funzioni religiose…Preferisco di gran lunga suo fratello Louis perché è totalmente Maga. Lui ha capito tutto. Non voglio un Papa che ritenga accettabile che l’Iran possieda l’arma nucleare”.
Come se non bastasse e già avanzasse, alle parole del post Donald Trump ha aggiunto una foto blasfema, generata con l’intelligenza artificiale, in cui lo si vede circondato da luce divina e da simboli americani mentre fa un miracolo come Gesù Cristo.
Dopo poche ore, ha risposto l’arcivescovo Paul S. Coakley, presidente della Conferenza episcopale statunitense, quindi parlando a nome di tutti i vescovi americani:
“Sono profondamente addolorato che il Presidente abbia scelto di scrivere parole così denigratorie nei confronti del Santo Padre… Papa Leone non è un suo rivale, nè il Papa è un politico. E’ il Vicario di Cristo che parla a partire dalla verità del Vangelo e per la cura delle anime“.
Non ci sono reazioni ufficiali del Vaticano. Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Vatican News, Papa Leone XIV ha detto solo ai giornalisti in volo insieme a lui (nella foto) per il viaggio episcopale in Africa, i quali ovviamente gli avevano chiesto di commentare le parole di Donald Trump:
“Io non guardo al mio ruolo come a un politico, non sono un politico, io non voglio entrare in un dibattito con lui. Non penso che il messaggio del Vangelo debba essere abusato come alcuni stanno facendo. Io continuo a parlare forte contro la guerra, cercando di promuovere la pace, promuovendo il dialogo e il multilateralismo con gli Stati per cercare soluzioni ai problemi. Troppa gente sta soffrendo oggi, troppi innocenti sono stati uccisi e credo che qualcuno debba alzarsi e dire che c’è una via migliore. la pace. Lo dico per tutti i leader del mondo, non solo lui: cerchiamo di finire con le guerre e promuovere pace e riconciliazione”.
Il commento dell’Iran è stato affidato a Seyyed Mehdi Tabatabai, portavoce del presidente Massoud Pezeshkian, in un post social su X:
“Quando si arriva ad assassinare in modo così sfacciato il grande leader religioso del mondo islamico e l’Occidente osserva in silenzio, non sorprende che si passi anche alla diffamazione del grande leader dei cristiani del mondo, sua santità papa Leone. La nostra epoca si trova davanti un tiranno senza freni che, se non sarà fermato, lascerà dietro di sè distruzioni irreparabili“.
Poco dopo lo stesso presidente Massoud Pezeshkian ha mandato un messaggio ufficiale a Papa Leone XIV: “Condanno l’insulto a vostra eccellenza a nome della grande nazione dell’Iran e dichiaro che la profanazione di Gesù, il profeta di pace e fratellanza, non è accettabile per alcuna persona libera”.
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LA RICERCA nel nostro articolo dell’8 aprile scorso
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DICHIARAZIONE DIFFUSA QUESTA SERA DAL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO GIORGIA MELONI:
“Pensavo che il senso della mia dichiarazione di questa mattina fosse chiaro, ma lo ribadisco con maggiore chiarezza.
Trovo inaccettabili le parole del Presidente Trump nei confronti del Santo Padre.
Il Papa è il capo della Chiesa Cattolica, ed è giusto e normale che invochi la pace e che condanni ogni forma di guerra”