“DOLORE PER MESI E DIAGNOSI TARDIVA”: FAMIGLIA CHIEDE VERITA’ DOPO LA MORTE DI UN 46ENNE DI SAN PIETRO VERNOTICO

(f.f.) _____________
Una morte improvvisa dopo mesi di sofferenze e continui accessi nelle strutture sanitarie. È quanto denunciato dai familiari di Ivan Ricciardi, 46enne originario di Squinzano e residente a San Pietro Vernotico, deceduto nel reparto di Oncologia dell’ospedale Ospedale Perrino. I parenti hanno presentato una querela affinché venga chiarito l’intero percorso sanitario seguito dall’uomo negli ultimi mesi.
L’esposto è stato depositato in questura a Brindisi dal figlio della vittima nella giornata del 25 maggio. Nel documento vengono chiamati in causa il Ospedale Perrino, il Ospedale Vito Fazzi e il medico di famiglia che seguiva il paziente.
Secondo quanto riportato dai familiari, il 46enne avrebbe iniziato a manifestare forti dolori alla schiena e nella zona lombare già da diversi mesi. Le sofferenze, diventate progressivamente invalidanti, lo avrebbero costretto a letto e all’utilizzo costante di farmaci oppioidi per tentare di contenere il dolore.
Nella denuncia si sostiene che, nonostante il peggioramento delle condizioni fisiche, l’uomo sarebbe stato visitato più volte nelle strutture ospedaliere di Brindisi e Lecce senza però arrivare rapidamente a una diagnosi definitiva. I parenti parlano di un progressivo decadimento fisico, caratterizzato da dimagrimento, difficoltà nei movimenti e perdita della voce.
Nel racconto dei familiari emergono anche presunte difficoltà nel rapporto con il medico curante, accusato di essersi reso poco reperibile durante una fase delicata del percorso clinico del paziente.
La situazione sarebbe precipitata il 24 maggio, quando il 46enne avrebbe accusato una grave crisi respiratoria nella propria abitazione. Trasportato d’urgenza dal 118 al Ospedale Perrino, gli sarebbe stato diagnosticato un tumore ai polmoni in fase avanzata. Ricoverato nel reparto di Oncologia, l’uomo è morto il giorno successivo.
Assistiti dall’avvocata Rita Ciccarese, i familiari chiedono ora che vengano accertate eventuali responsabilità mediche e sanitarie. La magistratura dovrà verificare la documentazione clinica e ricostruire tutte le fasi dell’assistenza ricevuta dal paziente per stabilire se vi siano state omissioni, ritardi o eventuali errori diagnostici.
I funerali, inizialmente previsti nei giorni scorsi nella chiesa Madre di San Pietro Vernotico, sono stati rinviati in attesa degli sviluppi dell’inchiesta.
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