I VECCHI LIBRI NON MUOIONO MAI / QUEL “Cyrano” DI EDMOND ROSTAND TRADOTTO DA MARIO GIOBBE
i Raffaele Polo __________________
C’è tanto da dire (e da scrivere) sull’argomento ‘Cyrano’. Che ho conosciuto, in giovanissima età, nella traduzione di Mario Giobbe, realizzata nel 1898 e utilizzata ed esaltata sino agli anni Settanta. Poi fu tradotta in prosa per teatro da Franco Cuomo e successivamente anche da Mario Luzi.
Tante traduzioni perchè la vicenda, dal campo poetico, si è sviluppata nell’ambito teatrale, dove occorreva qualcosa di più immediato dei versi martelliani della prima traduzione dal francese.
Naturalmente, il ‘mio’ Cyrano era (ed è) quello di Giobbe, ricchissimo di frasi e spunti che sono rimasti ancora nel linguaggio corrente. Chi non ha condiviso la frase che riguarda il bacio, apostrofo rosa tra le parole t’amo? E chi può dimenticare la superba successione di esempi esilaranti che fa lo stesso Cyrano a proposito del proprio naso? Per non parlare della conclusione del duello, con il significativo ‘alla fin della licenza io tocco’….
Insomma, il Cyrano (in versi) resta un capolavoro e ci piace ricordare il pasticcere Ragueneau, parigino che ama follemente la poesia e regala i suoi dolci ai poeti in cambio di versi e rime… Insomma, un mondo pieno di sorprese e personaggi che anche il trio comico Aldo Giovanni e Giacomo reinterpreta a suo modo, nel film ‘Chiedimi se sono felice’.
Il libro, il mio preferito, è in libreria, nel settore dei libri di pregio, di pronta e continua consultazione. E, affianco, c’è ‘L’altro mondo’ e ‘Agrippina’, nonché una vecchia edizione de ‘Il pedante gabbato’, una divertente commedia in cinque atti: un vecchio pedante e suo figlio amano entrambi la stessa fanciulla. Da qui un susseguirsi di inganni, burle, beffe, falsi rapimenti fino all’immancabile lieto fine. Satira, piacere della burla, abilità dell’intreccio narrativo fanno di questa opera teatrale un piccolo capolavoro di arguzia e intelligenza. Sono tutti scritti suoi, di Savinien Cyrano di Bergerac, passato alla storia come ‘quello dal grosso naso’….
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( 19 – continua )
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