CINQUANTA ANNI FA ‘IL SESSANTOTTO’ A LECCE SU DUE SPONDE. SULLA ‘RIVA ROSSA’ FRA GLI ALTRI C’ ERA ANTONIO CAPRARICA, CHE UNA NOTTE ANDO’ ALL’ ASSALTO DEL ‘PALMIERI’ ARMATO DI UNO STURALAVANDINI

| 6 Maggio 2018 | 0 Comments

(g.p.)______Al di là della ‘testimonianza’ isolata e ‘localistica’ che abbiamo visto ieri, inquadrata nel contesto nazionale, esiste proprio un intero libro sul Sessantotto leccese. E’ una ‘compilation’ di testimonianze di protagonisti dell’ epoca, dodici, che uscì in prima battuta nel 2002, in seconda nel 2013, per conto di ‘Informazioni Sud’ di Ruggero Vantaggiato, (“Quei giovani ribelli del ’68 salentino”, 128 pagg. 10,00 euro) che lo firma insieme al giornalista Piero Lisi, e che a sua volta raccoglie articoli della ‘Gazzetta del Mezzogiorno’ del 1998, a trent’ anni di distanza dei fatti.

Articoli e libro oramai difficilmente introvabili: niente è più inedito di ciò che è stampato.

Articoli e libro di straordinaria attualità in questo cinquantenario.

***

Il più noto di questi giovani ribelli è Antonio Caprarica. Ed è una sorpresa, abituati come siamo a saperlo interessato alle vicende dinastiche di Sua Maestà, fine cantore delle gesta imperiali britanniche.

 

Così ne dice Giorgio Dell’ Arti nelle sue Schede: “Giornalista. Prima parte della carriera all’Unità, poi direttore di Paese Sera, passò alla Rai: direttore del Gr 1, corrispondente da Mosca, poi da Londra per cinque anni, poi da Parigi,  infine di nuovo a Londra dal 2010”.

E poi ancora la carriera di divulgatore di monarchie reali.

Così ne dice lo scrittore Stefano Lorenzetto “Ultimo dandy del giornalismo catodico, corrispondente eccentrico, un po’ personaggio e un po’ guitto, l’unico erede legittimo di Sandro Paternostro, suo predecessore a Londra”.

Così infine lo stesso Antonio Caprarica si era raccontato da sè: “Mio padre, funzionario dell’Inam, veniva dal Psi lombardiano, fu tra i fondatori del Partito socialista italiano di unità proletaria e infine dirigente del Pci. Al liceo Palmieri di Lecce ero tra i leaderini del 68. Primi articoli su Mondo nuovo, settimanale del Psiup…

I miei genitori a 14 anni mi spedirono da solo ad Oxford per studiare l’inglese. Allora non lo imparai, ma appresi i trucchi del poker e cominciai a baciare le ragazze. A Lecce, dove sono nato e vivevo, nel 1965 se baciavi una ragazza rischiavi di prenderle. Oltremanica, perciò, ho cominciato ad apprezzare la libertà”.

 

Come si vede, un destino in comune condiviso da una certa parte della sua generazione della Lecce – bene, famiglia piccolo-grande borghese, vocazione di sinistra, ante radical chic, uno spaccato embrematico. E indicativo di quei ragazzi che nel Sessantotto si ribellarono ai loro padri in nome della ‘rivoluzione’, ma che alla fine, dopo averne preso il posto, a sinistra, da sinistra, tornarono agli agi del capitalismo, da cui del resto non si erano mai allontanati per vocazione familiare, e, dopo la rivoluzione, ebbero la strada spianata nelle loro carriere nelle banche, nelle multinazionali, nei giornali.

Il contributo di Antonio Caprarica al libro di Vantaggiato e Lisi è ampio, prima nella prefazione, poi nella sua rievocazione. Quest’ ultima risulta poi divertente quando racconta come quei ragazzi riuscirono ad entrare nottetempo nel Liceo Palmieri per occuparlo, senza svegliare il custode, nelle loro intenzioni: da una finestra chiusa, con una punta di diamante e uno sturalavandini, emulando i ladri che avevano visto nei film, questo almeno in teoria, perchè poi nella pratica le cose andarono diversamente, con esiti sconfortanti, quanto, visti poi, esilaranti.

Il buon Caprarica ci rinunciò da lì a poco, e si arrese.

Dovettero fare ricorso a grosse pietre, facendo un gran casino, alla ‘soliti ignoti’ ben maldestri.

Comunque alla fine entrarono, ed occuparono.

Iniziò così il Sessantotto a Lecce, da qui si propagò in provincia, e infine trionfò all’ Università, da poco statalizzata, da cui soppiantò di brutto la vecchia Goliardia.

Attestato almeno agli inizi – Caprarica conferma – su due sponde, altrettanto solidificatrici: la riva rossa, e la riva nera.

Poi, la divisione, le divisioni anche all’ interno dei due schieramenti, che, nel giro di un po’ di mesi, passarono dall’ incontro e dalla cooperazione, allo scontro e alle ‘mazzate’.

Ma questa è un’ altra Storia.

Per rimanere a quella del Sessantotto leccese, vedremo nei prossimi giorni qualcun altro di quelli che ne furono protagonisti, sia “rossi” che “neri”. E, cinquata anni dopo, non mancheranno altre sorprese…___

2 – Continua______

LA RICERCA nel nostro articolo di ieri

LA TESTIMONIANZA / CINQUANT’ ANNI FA IL MAGGIO FRANCESE. ED ECCO COSA SUCCESSE QUANDO QUALCHE MESE DOPO ‘IL SESSANTOTTO’ DA PARIGI ARRIVO’ A LECCE, “dove Nietzsche e Marx si davano la mano”

 

 

 

Category: Cronaca, Cultura, Politica

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