NIENTE DA FARE, I CIPRESSI DELLA SCUOLA DI NARDO’ NON ESISTONO PIU’

(Rdl) _______________ “E’ un pugno alla coscienza, al buon senso, alla vita ampia del termine, natura e animali non contano nulla”. Comincia così il post su Facebook di pochi minuti fa con cui Emanuele Larini (sue anche le foto che documentano lo scempio compiuto) ha dato notizia che questa mattina il Comune di Nardò è passato alle vie di fatto, procedendo all’abbattimento degli abeti intorno alla scuola, nonostante il sit in delle organizzazioni ambientaliste e le loro proteste, anche a livello nazionale, dei giorni scorsi.

Così Emanuele Larini prosegue commentando l’accaduto: “Nella città che ha visto Renata Fonte battagliare per gli alberi, che l’ha vista morire e commemorare sistematicamente il suo sacrificio assistiamo a questa strage per un vizio di potere, per il piacere di comandare, per il gusto di rigenerare, facciamo bella la città ma in che modo? 60 cipressi di 60 anni che avvolgevano la scuola, un abbraccio di bellezza, di pubblica utilità, di colore, profumi e suoni cancellati con una ruspa che li butta a terra, da dove sono nati, abbattuti. Il rumore del tronco che si spezza come ossa dure, forti rendono l’idea del sacrificio, a Nardò non esiste la cittadinanza”. _______________
LA RICERCA nel nostro articolo del 7 febbraio scorso
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