“Non possono esistere territori sottratti al controllo dello Stato”. E IL PREFETTO DI LECCE NATALINO MANNO ORDINA IL BLITZ DI POLIZIA, CARABINIERI E FINANZA AL CAMPO PANAREO. SEQUESTRATI INGENTI QUANTITATIVI DI DROGA

| 16 Aprile 2026 | 0 Comments

Comunicazione istituzionale della Prefettura di Lecce ________________

Lecce: oltre 100 operatori delle Forze di Polizia impegnati nell’operazione “Alto Impatto” presso il Campo Panareo. Non solo blitz, ma un piano integrato per il ripristino della legalità e l’inclusione sociale.

L’operazione “Alto Impatto” condotta all’alba di oggi presso il campo Panareo non rappresenta un intervento isolato, ma l’incipit di una nuova e rigorosa strategia di controllo del territorio deliberata in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica alla presenza del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Lecce.

L’obiettivo dichiarato dalla Prefettura di Lecce è duplice: sradicare i focolai di criminalità e avviare una riqualificazione strutturale e sociale che metta fine alla percezione dell’area come una “zona franca” o una “terra di nessuno”.

​L’operazione è stata finalizzata a porre la prima pietra per il ripristino della legalità e la prevenzione dei reati in un’area sensibile della provincia, frequente “base operativa” di sodalizi criminali, a cui i residenti del Campo forniscono supporto e manovalanza per la commissione di reati predatori e in materia di stupefacenti.

Il blitz odierno, svoltosi con il coordinamento tecnico operativo del Questore Gianpietro Lionetti, ha visto l’impiego coordinato di un imponente dispositivo di sicurezza che ha coinvolto oltre 100 operatori, con la partecipazione congiunta della ​Polizia di Stato, con personale della Questura di Lecce, del Reparto Prevenzione Crimine “Puglia Meridionale”, della Polizia Stradale, Polizia Ferroviaria, del Reparto Mobile di Taranto e Bari, ​dell’Arma dei Carabinieri, con l’ausilio del Battaglione di Bari, e della Guardia di Finanza, congiuntamente alle unità cinofile specializzate. Presenti anche gli artificieri della Polizia di Frontiera di Brindisi, che hanno operato con il metal detector ad alta precisione per il rilevamento di armi e munizioni o di altro materiale metallico illecito occultato nel sottosuolo o all’interno delle strutture.

​In ausilio alle Forze di Polizia, è stato impiegato personale della Polizia Locale per i rilievi di competenza e sicurezza dell’area e operatori dell’Enel per la verifica degli impianti e il contrasto agli allacci abusivi.

​L’attività di controllo, che ha garantito una presenza massiccia e visibile dello Stato sul territorio, ha inferto un duro colpo ai traffici illeciti della zona, consentendo di rinvenire, occultati nell’area controllata, e sequestrare:

  • 3.634,54 g di sostanza stupefacente del tipo cocaina (suddivisa in tre involucri confezionati da circa 1 kg, 21 dosi per un totale di 9 gr, più confezioni varie per la restante parte);
  • 1.960,53 g di sostanza stupefacente del tipo marijuana (suddivisa in 4 involucri confezionati);
  • 8.519,35 g di sostanza stupefacente del tipo hashish (ripartiti in 86 panetti da circa 100 grammi ciascuno);
  • una pistola Tanfoglio calibro 9×21 con caricatore inserito contenente 3 proiettili.

L’arma è risultata provento di un furto consumato in provincia di Brescia il 28 marzo 2016.

L’attività operativa ha portato complessivamente a identificare 169 persone, di cui 75 presenti nelle banche dati di polizia, e 188 ​veicoli.

Un cittadino italiano di 22 anni, già sottoposto agli arresti domiciliari per armi, è stato deferito all’A.G. per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Inoltre, sono state erogate due segnalazioni amministrative per detenzione per uso personale di stupefacenti e quattro contestazioni per violazioni amministrative relative alla tenuta dei registri delle vendite di autovetture usate.

La linea tracciata dal Prefetto Natalino Manno e condivisa in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica è chiara: ai blitz di polizia seguano ora controlli periodici e sistematici volti al ripristino della legalità sotto ogni profilo, a cominciare dal censimento anagrafico di residenti e dimoranti nel Campo, per verificarne la titolarità alla permanenza nell’area e scongiurare vulnus alla sicurezza pubblica.

Non sarà tollerata alcuna deroga alle norme vigenti: le task forces verificheranno di volta in volta la conformità urbanistica ed edilizia delle strutture, procedendo al contrasto ed all’abbattimento dei manufatti abusivi già riscontrati. Parallelamente, sono previsti interventi di messa a norma degli impianti elettrici e fognari, per garantire standard di sicurezza e igiene pubblica finora assenti. Sarà posta in essere anche una incisiva campagna informativa e di sensibilizzazione sul corretto smaltimento e conferimento dei rifiuti, evitando discariche abusive lesive della sanità pubblica.  Per sostenere l’imponente sforzo economico necessario alla messa in sicurezza dell’area, è stato già richiesto l’ausilio finanziario della Regione Puglia.

Il ripristino dell’ordine pubblico è la precondizione necessaria per attuare la strategia di piena integrazione ed inclusione della comunità rom nel tessuto socio-economico leccese. In questa prospettiva, la Prefettura agisce in stretta sinergia con il Comune di Lecce, che ha già in corso progetti mirati alla transizione abitativa e all’inserimento lavorativo dei residenti, nonché all’integrazione scolastica dei minori Rom.

L’obiettivo è trasformare un’area di emarginazione in un quartiere integrato, garantendo l’accesso ai servizi essenziali, ma pretendendo il rispetto assoluto delle regole di convivenza civile. “Non possono esistere territori sottratti al controllo dello Stato”, è il monito che giunge dal Prefetto: la sfida di Campo Panareo si vince coniugando la fermezza del contrasto al crimine con la dignità dei percorsi di inclusione sociale.

Lecce, 16 aprile 2026

IL VICECAPO DI GABINETTO

Federico

Agli organi di stampa

Category: Cronaca

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