IL PRANZO DELLA DOMENICA / CON VINCENZO SCAMANDRO E’ UN ATTO UNICO

di Raffaele Polo _______________
Vincenzo Scamandro scrive testi teatrali, e allora ha voluto sceneggiare questo ‘Pranzo della domenica’. Lo lasciamo fare con piacere e si alza il sipario…
La scena:
ingresso,corridoio e stanza dove pranziamo, seconda porta a dx.
Personaggi: Vincenzo, che si narra, al centro del palcoscenico.
Buongiorno, sono Vincenzo, ragazzo impegnato forse troppo con: teatro, canto, ballo, podcast, non mi faccio mancare il tempo per calcetto e palestra; ultimamente sto concludendo il 3° anno di studio con Accademia del Cinema e del Teatro Amarcord a Bari e sto tentando di costruire una compagnia giovanile all’interno dell’ Associazione ‘Modesto Cisternino’ per portare in scena un mio testo.
Pranzo in famiglia:
Il pranzo della domenica è uno dei momenti più importanti delle famiglie italiane e ovviamente lo è anche per me. È quel momento che più di ogni altro mi permette di stare più tempo con mamma Rosanna e papà Gaetano. Purtroppo il lavoro, i vari impegni e interessi personali, mi tengono lontano da casa un bel po’ durante la settimana ma la domenica è quel “break” settimanale dove tutto si ferma, respiro e mi guardo attorno per scambiare momenti, aneddoti, gioie e difficoltà con i miei cari.
Il pranzo non comincia alle 13:30 quando ci si siede a mangiare ma spesso è accompagnato da una domanda di rito di mamma Rosanna il sabato, e la domanda è “Ce mangiamu crai?”.
Il nostro pranzo domenicale non ha un “menù fisso”. Solitamente quando ci sono invitati o nelle festività particolari non possono mancare:
– l’antipasto lo puoi trovare soprattutto nelle festività, il classico di mare o all’italiana con salumi e formaggi
– pasta fatta in casa al sugo (magari con i pezzetti di carne) che può essere felicemente sostituita con la lasagna al forno.
– il secondo delle feste è tendenzialmente la scaloppina ai funghi che se viene su con quella panatura fatta a puntino merita di essere nei secondi
piatti dei momenti particolari anche se personalmente sono più un amante elle fettine panate o delle schiacciatine accompagnate spesso da piccole frittatine di uova e pane presenti in numero limitato nel vassoio a mo’ di “effetto sorpresa”
– a seguire sicuramente si trova la coppa di fragole preparata il giorno prima, macerate per bene con lo zucchero per non rimpiangere l’assenza della panna che solitamente non si usa.
– per il dolce spesso ci affidiamo al buon cuore degli invitati ma per evitare spiacevoli sorprese io una vaschetta di gelato artigianale la compro sempre o quasi.
I pranzi domenicali più belli sono quelli che vedono la famiglia riunita.
Le mie sorelle, mio nipote non vivono con noi, Adanna addirittura a Bologna, Roberta sebbene sia in zona comunque ci raggiunge per i pranzi nei giorni di festività.
I momenti in cui la famiglia è tutta insieme sono i pranzi più belli perché la tavola è allegramente affollata. Avere mio nipote Giulio in casa è sempre una gioia immensa e, indipendentemente dal giorno, con loro è sempre un “pranzo della Domenica”.
È sempre bello stare insieme, e tra una chiacchiera e l’altra, tra un battuta e l’altra di papà Gaetano, che mantiene sempre la sua verve comica anche a pranzo, la Domenica passa diversamente.
Sento il caffè che esce dalla moka. Beh il suo profumo è sempre confortante sia perché è la ciliegina sulla torta di un momento bello in famiglia sia perché è il preludio di un nuovo pranzo domenicale!
Cala il sipario, scorrono i titoli di coda.
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( 100 ‐ continua )
Category: Costume e società, Cultura






























