ALBA DI SANGUE A TARANTO / SVOLTA NELLE INDAGINI, PRESI I PRESUNTI RESPONSABILI: SONO MINORENNI

(Rdl) ______________ Svolta nelle indagini sull’omicidio di Sako Bakari di sabato scorso. Ieri sera agenti della Squadra Mobile della Questura hanno fermato cinque giovani, dei quali uno solo è maggiorenne, di 20 anni, mentre gli altri quattro ne hanno fra i 15 e i 16. Dei due di 15 anni, uno si sarebbe assunto la responsabilità di essere l’autore materiale. In ogni caso, le responsabilità sono di tutti quanti, dal momento che, come contestato ai fermati dagli inquirenti, avrebbero agito in gruppo, il così detto “branco”.
Dopo una notte passata in giro, hanno privato ad attaccare un primo giovane immigrato, che passava da lì e che però è riuscito a dileguarsi. Poi in piazza Fontana è arrivato Sako Bakari, che andava a lavorare in bicicletta. Lo hanno circondato e hanno iniziato a colpirlo. Lui ha cercato scampo con la fuga, ha cercato di rifugiarsi in un bar. E’ spuntato un coltello, con il quale la vittima è stato ferito mortalmente da due fendenti in petto e da uno al torace. Loro lo hanno trascinato fuori in una scia di sangue e lo hanno lasciato a terra agonizzante, prima di far perdere le loro tracce fra i vicoli del centro storico.
La notizia dei minorenni arrestati ieri sera ha fatto il giro di tutta Italia, ripresa dai principali telegiornali.
Ora la città è sgomenta, o almeno lo sono numerose associazioni che hanno indetto per dopodomani una grande manifestazione popolare per riaffermare i valori di comunità, solidarietà e civile convivenza, aperta alla partecipazione e all’ascolto di tutti i cittadini.
Per adesso, le parole del dramma indicibile le ha trovate il parroco di San Cataldo don Emanuele Ferro e le ha postate su Facebook:
‘A noi la vergogna sul volto’ direbbe la Scrittura. È quello che provo in questo momento come parroco di Taranto vecchia. Un senso di profonda sconfitta, di impotenza…
Muore due volte questa giovane vittima. La prima per la futilità armata dal razzismo, la seconda per mano di chi giustifica e non invoca la vera giustizia. _____________
AGGIORNAMENTO
La Questura di Taranto ha diffuso in mattinata la seguente nota per la stampa:
La Polizia di Stato nel tardo pomeriggio di ieri ha dato esecuzione ad un Decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura della Repubblica di Taranto e ad un Decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura per i Minorenni di Taranto nei confronti dei presunti responsabili (quattro minori ed un maggiorenne) dell’omicidio avvenuto all’alba di sabato scorso in Piazza Fontana ai danni di un 35enne cittadino maliano.
Le indagini svolte dalla Squadra Mobile, sotto il costante coordinamento delle due Procure della Repubblica, hanno preso avvio a seguito della segnalazione pervenuta al 118 nelle prime ore di sabato 9 maggio scorso che riferiva della presenza di un uomo che versava in stato di incoscienza sul manto stradale.
I sanitari, dopo aver tentato invano di salvargli la vita con ripetute manovre di rianimazione, non hanno potuto far altro che constatarne il decesso. Il medico legale, durante la prima ispezione cadaverica, ha notato la rottura di un incisivo e la presenza di tre ferite d’arma da taglio al petto ed al fianco destro con verosimile lesioni di organi interni.
Immediato è stato l’intervento degli equipaggi della Squadra Volante, del Gabinetto Provinciale di Polizia Scientifica e della Squadra Mobile che ha avviato le investigazioni.
Grazie all’analisi dei filmati estrapolati dalle telecamere dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona, corroborate da dichiarazioni di persone informate sui fatti, gli operatori hanno raccolto indizi utili a ricostruire la probabile dinamica dei fatti e ad individuare i presunti responsabili.
In particolare, è emerso che, alle 5.20 circa, la vittima è giunta con una bicicletta in piazza Fontana dove è stato raggiunto da due ragazzi a bordo di un motoveicolo – ai quali se ne sono aggiunti poco dopo altri tre – che hanno iniziato ad interloquire con il maliano con fare intimidatorio. La vittima è stata colpita al volto da uno di essi con un pugno e ha tentato la fuga, ma è stata raggiunta dai giovani, venendo attinto da colpi di arma da taglio e colpito ripetutamente, con violenza inaudita, con calci e pugni in varie parti del corpo. Il maliano ha fatto ingresso in un bar dove poi si è accasciato esanime. Poco dopo è stato portato all’esterno del locale e lasciato agonizzante sul selciato della piazza.
Nel corso dell’esecuzione dei provvedimenti restrittivi, i poliziotti della Squadra Mobile di Taranto hanno sequestrato alcuni capi di abbigliamento indossati dai presunti responsabili al momento della consumazione dell’evento delittuoso, così come ripresi dalle immagini di videosorveglianza.
Inoltre, durante una perlustrazione effettuata in una zona impervia all’interno di una siepe nei pressi dell’abitazione del presunto autore dell’accoltellamento, è stata rinvenuta e sequestrata l’arma del delitto individuata in un coltello a serramanico.
I minori sono stati associati presso i C.P.A. di Lecce e Bari, mentre il maggiorenne presso la Casa Circondariale di Taranto.
Si ricorda che per gli indagati vige il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.
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LA RICERCA nel nostro articolo del 10 maggio scorso
Category: Cronaca






























