I VECCHI LIBRI NON MUOIONO MAI / DOPPIA COPPIA DI RACCONTI EROTICI IN UN POKER D’ASSI

| 30 Maggio 2026 | 1 Comment

di Raffaele Polo _______________ Mi ha sorpreso trovare sulla bancarella, integro e in bella evidenza, un volumetto degli anni Sessanta, della serie ‘Poker d’Assi’. Li compravo anch’io perché erano sempre dedicati ad argomenti connessi all’Eros.

In ultima di copertina, erano così pubblicizzati: “Ogni volume della collana ‘Poker d’Assi’ è  una lettura eccitante, veloce e soprattutto diversa. La collana raccoglie i classici della letteratura erotica di tutti i popoli e di tutti i tempi, le opere spregiudicate e di avanguardia degli autori italiani e stranieri che hanno dichiarato guerra al conformismo; i manuali e le guide pratiche per aver fortuna e successo nella vita e con i rappresentanti del sesso opposto; le storie e i classici dell’inconoscibile e della violenza e la saggistica più autorevole sui comportamenti umani comunemente giudicati anormali. Sono libri che si leggono tutto d’un fiato e che non si dimenticano più perché ‘fanno centro’”.

Ora, il volumetto che avevo per le mani, datato dicembre 1966 e del costo di 250 lire, era dedicato a Guido da Verona (Colei che non si deve amare e Sciogli la treccia Maria Maddalena) e Mario Mariani (Le sorelline e Le adolescenti). 

Dopo la condanna di Mariani, all’inizio degli anni Venti, fu disposto il sequestro del libro in tutta Italia. E lo stesso Autore provvide a farne una riedizione ‘purgata’, con l’aggiunta del capitolo sul suo processo e la censura del passo incriminato. Il bello è che, molti anni dopo, il testo originale de ‘Le Adolescenti’ fu pubblicato proprio in questo volumetto, in forma praticamente integrale alla stesura originale, dove si indugia sulle ‘due bocche’ …. Poi, c’è la presentazione di questi racconti di Guido da Verona e Mariani: è scritta molto bene ed è una sintesi di tutto quello che, in realtà, è rimasto del nostro scrittore.

Ho trovato la pagina iniziale di ‘Racconti erotici’ della collana Classici italiani dell’erotismo editi da Società Editoriale Attualità e ho scorso la PREFAZIONE.

Guido da Verona fu protagonista di diversi scandali amorosi che elettrizzarono la conformista Italia di mezzo secolo fa, più o meno.

Mario Mariani fu invece protagonista di processi intentati contro i suoi libri, secondo l’accusa di ‘oltraggio al pudore a scopo di lucro’, e per i quali fu condannato senza misericordia.

Da Verona e Mariani sono due personaggi che fanno parte del costume italiano. Come scrittori sono superati, d’accordo, e molti loro atteggiamenti risultano un tantino esagerati. Per Guido da Verona addirittura un po’ ridicoli.

Fra i due bisogna però fare una distinzione. Guido da Verona, dice l’enciclopedia, ‘fu scrittore di grande fantasia e colore, che accentuò nei suoi romanzi la sensualità dannunziana’: il che è vero. Bell’uomo, ufficiale di cavalleria, galante e raffinato, in fatto di erotismo era tutto spumeggiante malizia e sapienza. Il fatto poi che il suo modo di scrivere risulti oggi così retorico non significa che ignorasse le leggi dell’antica e modernissima arte dell’amore.

Di Mario Mariani, invece, le enciclopedie non dicono niente. Proprio niente. Ed è una vera ingiustizia, perché Mariani rappresenta un vero ‘mago’ della libertà erotica. Ama le donne in modo rivoluzionario: non come pupe, ma come donne libere, naturali, spregiudicate e senza pregiudizi. Le vuole coraggiose e sexy. Lui stesso è un tipo strano: mezzo romantico e mezzo anarchico, con slanci contro tutte le atrocità sociali che nell’Italia pre-fascista e fascista non mancavano certamente.

Mariani fu infatti processato anche per il suo anticonformismo politico. Fu sempre un ribelle, difese sempre la libertà d’amare: tutte le libertà, anche quelle che i bacchettoni ritengono immorali e sconvenienti.

Se è stato processato per immoralità e corruzione di minorenni, bé, era il minimo che potesse capitargli. In un Paese dove il sesso è ancora oggi tabù, non c’era niente di più pericoloso che parlarne con leale onestà. Lo scrisse lui stesso: “Io ho, nella vita, un vizio vecchio del quale mi trovo contento: fare a modo mio e lasciar dire”.

Le quattro storie di questo volume -tratte in versione libera dai rispettivi romanzi e ridotte per il lettore d’oggi- dimostrano tutto il mordente di Mariani e la sottigliezza di da Verona.

Ecco, a soddisfare la (legittima) curiosità, cosa aveva scritto Mariani:

Sentivo il respiro lieve del suo sonno tranquillo. La scoprivo, le mettevo la guancia sul ventre piccolo, sul pube che cominciava appena a adombrarsi di una sparsa lanugine d’oro bruno. Non potevo spalancare la finestra o accendere la luce per ammirare il miracolo di quella ragazzina in boccio. Ma i miei occhi la vedevano anche nel buio. Sentivo il suo corpo magro fremere e inarcarsi sotto le mie dita. Ero io a farlo fremere, e me ne sentivo orgoglioso. Era un corpo da adolescente, soffice ed elastico. Il seno si stava già formando: due piccoli rigonfiamenti duri: i capezzoli erano due bottoncini rosa che io strizzavo con due dita, o che succhiavo con avidità. La baciavo sulle due bocche, e l’altra bocca aveva per me un sapore agro e dolce; bocconi sopra di lei, fra le sue cosce aperte, io godevo, esasperavo ed affinavo la mia abilità. Potevo vedere il suo ventre contrarsi per la felicità. Io cercavo i luoghi più segreti del suo corpo profumato di giovinezza

Soprattutto per questa immagine, Mariani fu processato.

Ho acquistato il libretto, a casa l’ho nascosto dietro agli altri libri di Mariani…Non si sa mai….

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( 4 – continua )

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Category: Cultura, Libri

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Comments (1)

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  1. Romy Schinzare ha detto:

    Quando si pubblica un’opera, lei non muore mai. Che bello trovare questo libro! Il pezzo che trascrive è davvero forte, ma penso che non si possa confondere l’autore con il suo testo.

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