L’intervista di Valerio Melcore a Giovanna Adelardi autrice del libro “Riconosci il polo opposto” – Video

| 16 Giugno 2026 | 2 Comments
di Melcore Valerio_____La Danza degli Opposti: Tra Illusioni e Sfide della Coppia.
Vi sono testi che nascono per compiacere il lettore e altri che, fin dalle prime pagine, si propongono come un vero e proprio corpo a corpo con le nostre certezze più radicate. È indubbiamente a questa seconda categoria che appartiene Riconosci il polo opposto, l’opera di Giovanna Adelardi, da poco sbarcata sul mercato editoriale indipendente di Amazon. Più che un libro, ci troviamo di fronte a un manuale di autodifesa. Ma si badi bene, non un’arma da sfoderare contro il proprio partner, bensì uno scudo contro i nostri stessi demoni, primo fra tutti il terrore atavico di restare soli.
L’autrice, con una franchezza quasi chirurgica, chiede a chi legge di chiudere gli occhi e sottoporsi a un interrogatorio intimo. Tra le tante provocazioni, una in particolare colpisce con la forza di un gancio ben assestato: “Se sapessi che lasciando il tuo attuale partner ne troveresti subito un altro che rispondesse meglio alle tue esigenze, cosa faresti? Continueresti ad accontentarti di quello che hai?”
È una domanda pericolosa, capace di innescare le fantasie più inconfessabili. E così, quasi per riflesso condizionato, la mente prende il largo. Si comincia a tratteggiare l’impossibile, una compagna vent’anni più giovane, dal fisico mozzafiato e con il volto diafano di una Madonna del Botticelli. Una musa tollerante, che non sollevi obiezioni sull’andare a teatro o ai concerti, e che magari padroneggi con disinvoltura le 64 posizioni del Kamasutra.
La mente, si sa, ama nobilitare i propri istinti con l’erudizione. Dunque, non si tratta di semplice lussuria, ma di un recupero filologico della cultura vedica e induista, dove il numero 64 possiede un valore simbolico formidabile. La donna ideale non è solo un corpo, ma un’intellettuale che domina le 64 arti tradizionali richieste a una persona colta dell’antichità (dalla musica alla danza, dalla poesia alla cucina). In quella temperie culturale, associare l’eros a questo numero significava elevare l’atto fisico a una forma d’arte suprema e di profonda conoscenza spirituale. Un ritorno al nucleo storico originale tracciato da Vatsyayana, ben prima che i manualetti moderni lo svilissero con centinaia di varianti improbabili.
Mentre l’immaginazione veleggia rapita verso questa magnifica creatura dalla voce celestiale, accade l’inevitabile.
SBAAM!
Una voce assai poco celestiale e tremendamente prosaica ci riporta alla gravità terrestre. Non è dato sapere se sia il fischio del subconscio o il monito di una memoria ancestrale incisa nel DNA, ma si esprime con la ruvida ineluttabilità dell’antica lingua salentina: “Ci stae buenu e bae cercandu uai – sia benedittu Diu ca ni li tai”. Per chi non avesse dimestichezza con la sintesi lapidaria del Sud, il concetto è cristallino: chi sta bene a casa sua è meglio che resti dov’è, senza andare in giro in cerca di guai; e se lo fa, merita tutto ciò che gli pioverà addosso.
Questa brusca collisione tra il misticismo orientale e il granitico pragmatismo nostrano ci riporta al cuore della questione e all’assunto che, fin dalla notte dei tempi, governa l’umanità: gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere. Vi è un’intrinseca, incolmabile differenza di vedute, di sentire e di amare che nessuna cultura, legge o fantasia potrà mai azzerare. Ed è esattamente qui, nell’accettazione di questa ineluttabile dicotomia, che si inserisce il lavoro della Adelardi. Viviamo in un’epoca asfissiata da polarizzazioni assolute: bianchi e neri, torti e ragioni, noi e loro. Una logica da curva sud che incide in modo nefasto anche sull’ecosistema della coppia.
Il titolo del saggio è una dichiarazione d’intenti che prende in prestito un ineludibile postulato della fisica, ossia i poli opposti si attraggono. Nelle relazioni umane e nella nostra stessa psiche, al contrario, spesso questi poli si logorano in battaglie estenuanti prima di arrivare a comprendersi. L’autrice ci accompagna in un’esplorazione profonda, invitandoci a un drastico cambio di paradigma. Che si tratti dell’Altro da noi il compagno che ci fa ammattire, o di quella “zona d’ombra” che nascondiamo ostinatamente nello scantinato dell’anima, l’obiettivo non è sconfiggere la diversità, ma integrarla. Non annullare la distanza, ma comprendere, e magari governare, la forza magnetica che la genera.
Scegliendo l’immediatezza e la libertà del self-publishing, l’autrice scavalca le liturgie e i tempi morti dell’editoria tradizionale. Il risultato è una prosa fresca, diretta e felicemente immune da ogni retorica pre-confezionata. Riconosci il polo opposto si rivolge a chi ha ormai smesso di cercare risposte rassicuranti e ha iniziato a frequentare il territorio delle domande scomode. È l’invito a guardare oltre la superficie delle nostre pigre certezze, per scoprire che, molto spesso, ciò da cui fuggiamo con maggiore foga è l’esatto tassello che ci manca per essere finalmente interi. Un volume da tenere sul comodino, a patto di non aver paura di guardare in faccia il proprio, personalissimo, magnete. E di ricordarsi, prima di sognare impossibili Madonne vediche, che a volte è meglio tenersi cari i propri, ben noti, guai.

Category: Costume e società, Cultura, Libri

About the Author ()

Comments (2)

Trackback URL | Comments RSS Feed

  1. Giovanna Adelardi ha detto:

    Bellissimo articolo.

    Caro Valerio,

    ho letto il tuo articolo con grande piacere e sincera gratitudine.

    Hai colto perfettamente ciò che desideravo trasmettere: Riconosci il Polo Opposto non nasce per indicare un colpevole, ma per invitare ciascuno di noi a guardarsi dentro con onestà, anche quando le risposte che troviamo non sono quelle che avremmo voluto sentire.

    Mi ha colpito il modo in cui hai intrecciato filosofia, cultura, ironia e saggezza popolare, accompagnando il lettore in un viaggio che va ben oltre la semplice recensione. Hai trasformato una riflessione sulle relazioni in una riflessione sulla natura umana, sulle illusioni che inseguiamo e sulle verità che spesso preferiamo evitare.

    Se il mio libro pone domande scomode, il tuo articolo ha avuto il merito di amplificarle e renderle ancora più vive.

    Grazie per aver dedicato tempo, attenzione e profondità a questo lavoro. Per un’autrice indipendente, incontrare lettori capaci di leggere tra le righe è uno dei riconoscimenti più preziosi.

    Con stima,

    Giovanna Adelardi

  2. Valerio Melcore ha detto:

    Troppo gentile.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Connect with Facebook

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.