L’INCENDIO DEL GIORNO SULLA COLLINA DI MADONNA DELLA SERRA DI RUFFANO. DEVASTAZIONE AMBIENTALE, E PAURA

| 14 Luglio 2026 | 1 Comment

(Rdl) ________________ Un vasto incendio boschivo è scoppiato questo pomeriggio in località Madonna della Serra, un’ area di fiorente vegetazione e di grande pregio ambientale, a ridosso del comune di Ruffano, vicino a quello di Supersano.

Fuoco e fumo, visibili anche a lunga distanza.

Paura fra i residenti nelle abitazione prossime alle fiamme, che sono state fatte evacuare dai Carabinieri.

Intervento dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile in corso.

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LA RICERCA nel nostro articolo di ieri

Category: Cronaca

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Comments (1)

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  1. Maria Grazia Ginepri - tramite Facebook ha detto:

    ·
    …forse non è chiaro che è un progetto…ma cosa volete che importi ai salentini che del loro territorio se ne fregano e lo hanno in pratica abbandonato a sé stesso….dei cosiddetti politici meglio non parlare…ma anche quelli non sono altro che espressione di chi li vota..
    ..”IL PARADOSSO DI RUFFANO: LA COLLINA BRUCIA, MA IN QUANTI SANNO DEI SENSORI HI-TECH PAGATI PER EVITARLO?
    Mentre le fiamme e il fumo nero avvolgono la collina della Madonna della Serra a Ruffano, al confine con Supersano, con case evacuate, famiglie nel panico e la macchia mediterranea ridotta in cenere, c’è un dettaglio fondamentale che la maggior parte dei cittadini ignora.
    Quell’area collinare non è un territorio privo di difese tecnologiche.
    Al contrario, la collina della Madonna della Serra è stata oggetto di investimenti pubblici mirati per l’installazione di una rete di sensori IoT “Silvanet” all’avanguardia. Parliamo di dispositivi hi-tech posizionati direttamente sugli alberi per monitorare il bosco 24 ore su 24 e scovare i focolai nei primissimi minuti, rilevando i gas invisibili della fase covante prima ancora che si sviluppi la fiamma viva.
    La tecnologia è stata acquistata e pagata con soldi pubblici per proteggere la nostra terra. Eppure, oggi Ruffano brucia.
    Perché un investimento di questa portata non è riuscito a evitare il disastro? Non vogliamo puntare il dito o lanciare accuse affrettate, ma porre pubblicamente le domande che ogni cittadino ha il diritto di fare:
    LE DOMANDE CHE TUTTI DOBBIAMO PORCI OGGI
    Un sensore appeso a un albero è solo un pezzo di plastica e silicio se non è supportato da una catena tecnica e gestionale perfettamente funzionante.
    Per capire cosa non abbia funzionato sulla collina della Madonna della Serra, è necessario fare chiarezza su quattro aspetti tecnici cruciali:
    1. Manutenzione e stato del sistema
    I sensori IoT sono esposti tutto l’anno a intemperie, umidità e crescita della vegetazione che può coprire i loro micro-pannelli solari.
    La domanda: La rete di sensori installata a Ruffano è stata sottoposta a regolare manutenzione e verifica prima dell’inizio della stagione estiva? Tutti i dispositivi erano regolarmente accesi e online oggi?
    2. Integrazione dei sistemi e ricezione degli allarmi
    Questi sensori inviano i dati a una piattaforma cloud dedicata.
    La domanda: Questo sistema di monitoraggio è integrato direttamente con i monitor della Sala Operativa della Protezione Civile e dei Vigili del Fuoco? L’allarme di inizio focolaio è arrivato in tempo reale a chi di dovere, o è rimasto confinato in una dashboard esterna non presidiata?
    3. Funzionamento della rete di trasmissione
    I sensori posizionati sugli alberi comunicano tramite un’antenna centralizzata (Gateway LoRaWAN) posizionata sulla collina, che invia i dati alla centrale.
    La domanda: L’antenna di trasmissione sulla collina di Ruffano era attiva e dotata di connettività funzionante oggi, o ha subito blackout o disconnessioni dovute al caldo o a problemi tecnici?
    4. Taratura della sensibilità
    Per evitare continui falsi allarmi causati dal passaggio di mezzi agricoli o polvere, i sensori vengono calibrati dai tecnici.
    La domanda: La soglia di sensibilità ai gas era tarata correttamente per rilevare la combustione lenta del sottobosco, o era troppo alta, finendo per segnalare l’incendio solo quando le fiamme erano ormai fuori controllo?
    UN DOVERE DI TRASPARENZA PER IL NOSTRO TERRITORIO
    I fondi per la prevenzione tecnologica sono stati spesi e i dispositivi sono lì, appesi ai nostri alberi. Proprio per questo, la comunità di Ruffano e tutti i cittadini salentini hanno il diritto di sapere se gli strumenti acquistati per proteggerli siano stati messi nelle condizioni di funzionare.
    Chiediamo risposte chiare e trasparenti alle autorità e agli enti competenti: i sensori sulla Madonna della Serra hanno lanciato l’allarme oggi? E se lo hanno fatto, qual è stato l’esatto tempo di reazione della catena dei soccorsi?
    La trasparenza è il primo passo per difendere ciò che resta della nostra terra.
    La chiazza di Ruffano

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