XYLELLA / LE ASSOCIAZIONI E I COMITATI INCONTRANO IN REGIONE PUGLIA L’ASSESSORE ALL’AGRICOLTURA FRANCESCO PAOLICELLI: ‘Stop abbattimenti, prendete atto delle rigenerazioni naturali, puntate sull’olivicoltura tradizionale’

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Xylella, Associazioni del territorio in audizione in Regione: basta devastare la Puglia, si punti a cura, recupero e valorizzazione dell’olivicoltura tradizionale.
BARI, 15 LUG. – “A tredici anni dal ritrovamento di Xylella, a fronte del fallimento delle politiche di contenimento del batterio, di centinaia di migliaia di ulivi abbattuti e di altrettanti ulivi disseccati e, successivamente, rivegetati, dopo innumerevoli appelli al dialogo e ripetute richieste d’incontro con le istituzioni, ieri abbiamo messo sul tavolo dell’assessore Paolicelli le evidenze scientifiche ed empiriche che ormai sono sotto gli occhi di tutti. Considerato che la Regione Puglia ha a più riprese dichiarato di voler tenere in considerazione ‘la scienza’, proprio alla luce dei fatti e dei numeri, comprovati da numerose e autorevoli pubblicazioni scientifiche, abbiamo quindi chiesto di avviare una seria e urgente revisione strutturale delle politiche regionali, orientandole verso la cura, il recupero e la valorizzazione dell’olivicoltura tradizionale” è quanto affermato dal Comitato Olivicoltori e Cittadini della Conca Barese, dal Comitato Ulivivo e dall’Associazione Terra d’Egnazia Aps a margine dell’incontro di lunedì 13 luglio avvenuto, su richiesta della Rete Check-Up Ulivi del Salento, presso l’Assessorato all’agricoltura della Regione Puglia, alla presenza dell’Assessore Francesco Paolicelli, e di altre decine di Associazioni e Comitati, impegnati da anni nella difesa degli ulivi e del territorio pugliese.
“Stop all’obbligo di espianto e alla regola dei 50 metri, anche alla luce dei dati scientifici che evidenziano l’irrilevanza epidemiologica degli ulivi asintomatici per l’ulteriore diffusione del batterio (White et al., 2020) e della bassissima incidenza del batterio (al disotto dello 0,15%) – spiegano – Superamento del Milleproroghe 2025 e revisione delle norme che liberalizzano gli espianti indiscriminati degli ulivi, anche monumentali, sulla base di una semplice comunicazione, ‘in deroga a ogni disposizione vigente, comprese quelle di natura vincolistica’ – continuano – Riconoscimento istituzionale della resilienza degli ulivi e dei processi di rivegetazione, comprovati attraverso programmi di indagine e monitoraggio di oliveti la cui gestione, attraverso le cure, o la spontanea e naturale ripresa vegetativa, hanno portato alla ripresa produttiva con particolare riferimento alle varietà Ogliarola salentina e Cellina di Nardò. E, inoltre – aggiungono – finanziamenti dedicati alla cura e al recupero degli oliveti in rivegetazione. Potature mirate, gestione del suolo, ripristino della fertilità attraverso concimazioni organiche, trattamenti naturali contro patogeni fungini e parassiti dell’ulivo, oggi risultano, infatti, privi di qualsiasi sostegno pubblico, nonostante la loro comprovata efficacia nel contenimento del disseccamento, nella rigenerazione delle piante e il ritorno alla piena produttività (a prescindere o meno dall presenza di Xyella). Infine – affermano – chiediamo un Tale misura garantirebbe la tutela del paesaggio rurale e la possibilità di interventi coerenti con l’identità agronomica dei territori”.
“Si tratta di misure pratiche, efficaci e attuabili da subito – concludono – Ma soprattutto si tratta di una strategia realmente supportata dalla scienza e dai fatti. Continuare a ignorarli sarebbe un gravissimo e ignobile atto di irresponsabilità nei confronti di tutta la cittadinanza pugliese e della nostra terra”.
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LA RICERCA nel nostro articolo del 30 marzo scorso
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