“Taranto senza verità non sarà mai libera”. LA PROTESTA DEL COMITATO DEI CITTADINI E LAVORATORI LIBERI E PENSANTI VA IN ONDA IN DIRETTA TELEVISIVA ALLA CERIMONIA DI APERTURA DEI GIOCHI DEL MEDITERRANEO ALLO STADIO IACOVONE

(Rdl) _____________ “Taranto senza verità non sarà mai libera”, è la motivazione della protesta del comitato dei cittadini e lavoratori liberi e pensanti in diretta televisiva alla cerimonia di apertura dei giochi del Mediterraneo, svoltasi ieri sera, venerdì 21 agosto, allo stadio Erasmo Iacovone.
E quale sia la verità, è spiegato nella icastica composizione realizzata con le magliette degli attivisti, nell’inglese globalizzato corrente: ILVA IS A KILLER, vale a dire: l’Ilva uccide.
Su questo e tanto altro ancora a proposito dei Giochi del Mediterrano, il Comitato ha inoltre idffuso tramite social il post che qui di seguito riproduciamo integralmente:
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Tutti pazzi per #Taranto che si è preparata ad essere vetrina internazionale per la 20esima edizione de “#IgiochidelMediterraneo” e sollevare qualche dubbio su questa grande opportunità è da lamentatori seriali.
D’altronde le dichiarazioni del Comitato organizzatore sono rassicuranti, tanto da un punto di vista etico che squisitamente economico:
“I Giochi del Mediterraneo sono ispirati ai valori di amicizia, rispetto, eccellenza, unità, pace e sostenibilità.”
“La mission dei Giochi è unire i popoli del Mediterraneo attraverso lo sport, promuovendo la pace e l’amicizia.”
“Vogliamo che i Giochi del Mediterraneo siano un volano di sviluppo del territorio, creando nuove opportunità per i giovani e promuovendo un turismo sostenibile.”
e che resti “a Taranto e alla Puglia un’eredità di sport, turismo, cultura e integrazione, trasformando la città in un punto di riferimento per il Mediterraneo.”
Tanto ci dovrebbe bastare e impedire di sottolineare che sponsor come #LEONARDO, #ENI#TERNA e #SNAM non evocano propriamente concetti di pace e fratellanza fra popoli.
Ci viene chiesto, in virtù della ribalta, di ignorare che si tratti di multinazionali che sfruttano territori e comunità, a cominciare dalla nostra amata Taranto, estraendone tutto il valore, naturale e umano, fino ad armare le guerre contro gli stessi popoli sfruttati.
È sulla complicità con aziende che alimentano e finanziano il genocidio palestinese e in generale l’economia bellica che dobbiamo costruire le basi per un futuro che ci restituisca quella giustizia che ci è stata negata proprio da questo modello economico e politico?
Quale prezzo sta pagando e pagherà Taranto in termini ambientali e di sudditanza per questo enorme “pacco regalo” che ci hanno confezionato?
Che idea di diritto e di futuro sta comunicando questa amministrazione a 3000 giovani volontarie e volontari non retribuiti, arruolatǝ per “fare curriculum” in una kermesse miliardaria?
La stessa cultura di pace sfoggiata in un selfie con Francesca Albanese, per convincere l’opinione pubblica che l’amministrazione comunale abbia a cuore il popolo palestinese, salvo mantenere i migliori rapporti con paesi e aziende che li ammazzano.
Con lo stesso spirito con cui condannano a morte sicura la nostra comunità perorando la continuità produttiva del siderurgico, sfoggiando slogan di sostenibilità e rilancio economico.
L’unica cosa ad essere rilanciata è la rete di rapporti e sistemi letali che allontanano sempre più la giustizia sociale alla quale abbiamo diritto.
Staremo a vedere se qualche alta carica si ricorderà di dedicare un pensiero a chi giace sotto la superficie di questo Mediterraneo che dovrebbe unire.
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LA RICERCA nel nostro articolo del 14 agosto scorso
LA DOCUMENTAZIONE nel nostro articolo del 9 agosto scorso
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