BASTA ILVA, DEFINITIVO!

(Rdl) ________________ Niente, nessun salva Ilva. Con sentenza resa nota questo pomeriggio, la Corte di Cassazione ha rigettato tutti i ricorsi presentati dalla proprietà contro lo stop dell’area a caldo dell’ex Ilva di Taranto. Era il loro ultimo tentativo possibile.
Il precedente decreto dei giudici della Corte d’Appello di Milano resta quindi valido e diventa definitivo.
Particolarmente significativo il seguente passo delle motivazioni della loro sentenza, in cui i supremi giudici della Cassazione scrivono:
“A ben vedere, diritto alla vita e alla salute (oltre che all’ambiente sano) e diritto al lavoro non possono essere contrapposti e non devono entrare in conflitto, poiché non sarebbe nemmeno meritevole di tutela un lavoro svolto in condizioni degradanti o pericolose: il diritto al lavoro che lo Stato deve promuovere è un diritto al lavoro salubre e sicuro, non già sottoposto a condizioni inaccettabili per salvaguardarne il mantenimento, che va tuttavia sostenuto e perseguito con appropriate politiche economico-sociali. Ad essere contrapposto è invece il diritto allo svolgimento di attività imprenditoriale, che la stessa Carta fondamentale, come visto, perimetra in modo che non contrasti con l’utilità sociale, né rechi danno ai diritti preminenti alla salute e all’ambiente, oltre che alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana”.
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LA RICERCA nei nostri articolo del 5 e del 14 ottobre scorsi
LA RIFLESSIONE nel nostro articolo del 14 settembre scorso



























