ANCHE LE FORMICHE NEL LORO PICCOLO SI INCAZZANO

| 26 Aprile 2026 | 0 Comments

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il seguente comunicato stampa (ALPAA è l’ Associazione nazionale Lavoratori Produttori Agroalimentari; nella foto la zona della discarica; il titolo di questo articolo è nostro) __________________

Aree agricole di pregio sotto attacco: difendiamo la terra e il cibo dall’inquinamento

Il progetto di nuova discarica Formica Ambiente è l’ultimo esempio di un modello che minaccia Terra, Agroalimentare e Biodiversità …

Le nostre campagne, custodi silenziose di biodiversità, lavoro e identità, sono oggi sotto una pressione che non possiamo più ignorare. Da anni questi territori convivono con la piaga dei rifiuti abbandonati e con micro-discariche che crescono senza controllo, ferendo una terra che dovrebbe essere protetta anziché trasformata in un terminale di scarti. È un modello di sviluppo miope che non si limita a consumare il suolo, ma lo avvelena, con conseguenze dirette che si riflettono sulla salute delle persone, sulla qualità delle colture e sulla sicurezza stessa del cibo che portiamo sulle nostre tavole.

I piccoli produttori lo dicono con una chiarezza che non ammette repliche: non si può fare agricoltura di qualità in mezzo ai rifiuti. È una contraddizione insopportabile pretendere eccellenza, certificazioni biologiche e tracciabilità rigorosa da chi lavora la terra, mentre intorno si lasciano accumulare plastiche, inerti e materiali pericolosi. Non possiamo accettare che le campagne vengano trasformate in zone grigie dove tutto è tollerato e nulla viene risolto, sacrificando la vocazione dei luoghi sull’altare dell’incuria.

In questo scenario, l’agroecologia emerge non solo come una tecnica, ma come un atto di resistenza e l’unico mezzo efficace per rigenerare il suolo e tutelare l’acqua. È una visione integrata che cerca l’armonia tra le attività umane e i cicli vitali della natura, un equilibrio che però diventa impossibile se le aree di pregio continuano a essere trattate come discariche a cielo aperto. La nostra posizione è netta perché nasce dalla difesa della vita: queste terre non sono il retrobottega di nessuno, né spazi vuoti da riempire, ma la base viva della nostra economia rurale.

La vicenda della discarica gestita da Formica Ambiente rappresenta l’ultimo, preoccupante esempio di un modello che va fermato prima che sia troppo tardi. Sono stati gli stessi agricoltori/piccoli produttori della zona a chiederci di intervenire preoccupati dal progetto di realizzazione di una nuova discarica per lo smaltimento di rifiuti da ubicare in territorio di Brindisi nella medesima località “Formica”.

Sono preoccupati, quindi, per la loro terra, per la falda già duramente provata, per il futuro delle loro aziende e – complessivamente – per il futuro di un ecosistema delicatissimo che lega Brindisi, San Vito dei Normanni e Carovigno alla Riserva Naturale di Torre Guaceto. In un contesto così fragile, dove ogni pressione ambientale si amplifica, ipotizzare un ampliamento significa ignorare deliberatamente la realtà e mettere a rischio la credibilità dell’intera filiera locale.

Infatti, dalle risultanze dei monitoraggi sulle acque di falda, è stato accertato un elevato stato di contaminazione specie a ridosso delle discariche tanto da rendersi necessario l’adozione di provvedimenti straordinari a tutela della salute dei cittadini da parte dell’allora Sindaco del Comune di Brindisi che, con ordinanza sindacale del 2017, in relazione alle risultanze dei monitoraggi sui pozzi ricadenti nell’area Autigno/Formica fu disposto l’interdizione dell’irrigazione di colture orticole mediante l’utilizzo di acque di falda; il pascolo, piantagione e sfalcio di foraggio e colture assimilate, destinate all’alimentazione zootecnica; l’utilizzo delle acque di falda per usi civili e/o sanitari, con esclusione degli scarichi wc.

Tali interdizioni sono prescritte sino alle risultanze del piano di monitoraggio, riferito alla predetta area, che nel frattempo l’ASL dovrebbe aver realizzato relativamente alla verifica della eventuale contaminazione di colture arboree/arbustive (ulivo e vite) da inquinanti ambientali (metalli pesanti, nitrati).

Allo stato tuttavia non si è a conoscenza se la stessa ASL abbia effettuato le suddette verifiche né che sia stata disposta la revoca delle ordinanze in questione. 

È opportuno, inoltre, precisare che nell’area estesa dove è prevista l’ubicazione della discarica son presenti case di residenza di numerosi nuclei familiari/piccoli produttori agricoli ed a poche centinaia di metri scorre il Canale Reale con recapito finale nella Riserva Naturale Statale di Torre Guaceto, che sicuramente subirebbero un’ulteriore pressione ambientale che si va ad aggiungere all’attuale stato di grave degrado ed inquinamento ambientale accertato nell’area in questione determinato dai numerosi milioni di tonnellate di rifiuti già tombati in discariche poco sicure.

Per questo, come ALPAA Puglia, per ciò che riguarda il settore primario che rappresentiamo e i piccoli produttori che ogni giorno difendono queste terre, diciamo con chiarezza che questa scelta va fermata. Una nuova discarica in un’area cosi fragile metterebbe a rischio l’intero sistema agroalimentare locale, la biodiversità delle campagne e quella custodita nella Riserva di Torre Guaceto, già inserita in un ecosistema estremamente delicato.

Significherebbe esporre il territorio a un potenziale disastro ambientale, indebolire la filiera agroalimentare e zootecnia, spezzare la multifunzionalità agricola e alimentare lo spopolamento delle aree rurali.

Per questo, come ALPAA Puglia, a tutela del settore primario e dei piccoli produttori che rappresentiamo, diciamo con chiarezza che questa scelta va fermata: difendere queste terre significa tutelare il futuro delle nostre comunità.

Per questo sosteniamo con determinazione ogni azione istituzionale e legale, incluso il ricorso già presentato al TAR avverso la discarica in parola.

Una discarica qui non danneggia solo la terra: inficia una visione virtuosa di filiera agroalimentare, zootecnia sostenibile, equilibrio del sistema e multifunzionalità agricola.

Indebolisce un modello che tiene insieme produzione, paesaggio, biodiversità, turismo rurale, qualità del cibo e identità dei luoghi.

Il Presidente ALPAA Puglia

Antonio Macchia

Category: Costume e società, Cronaca, Politica, Riceviamo e volentieri pubblichiamo

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