I PIROMANI CRIMINALI SI SONO PORTATI AVANTI COL LAVORO E HANNO COLPITO SUBITO AI PRIMI CALDI DI STAGIONE. BRUCIANO LE COSTE SALENTINE. L’ALLARME LANCIATO DAI VIGILI DEL FUOCO: “Servono interventi immediati”

| 30 Maggio 2026 | 0 Comments

(Rdl) ___________________ L’estate sta arrivando, siamo già ai primi caldi e subito pronti via e criminali piromani scatenati. Si annuncia un altro anno terribile di distruzione del nostro territorio, come prima, più di prima di quelli precedenti, nonostante lodevoli proponimenti di prevenzione e repressione delle tavole rotonde e quadrate della vigilia.

E niente, al primo caldo di fine maggio – che poi non è neanche elevato più di tanto, figurarsi cosa sarà quando le temperature diventeranno roventi – da ieri mattina sono scoppiati incendi in tutto il Salento, nelle zone del Capo di Leuca dei comuni di Andrano e Salve, come pure sulla costa adriatica fra Castro, Tricase e Santa Cesarea Terme (foto sopra).

Tutte zone già ripetutamente prese di mira in passato, anche quello più recente; tutte fiamme divampate a distanza di tempo e di luogo le une dalle altre; e per giunta in posti non frequentati, come a ridosso del porto di Tricase (nelle due foto di copertina e qui sopra) su un versante particolarmente impervio e a picco sul mare: circostanze che da sole bastano e avanzano a indicare chiaramente l’origine dolosa.

Decine di ettari di macchia mediterranea e vegetazione già completamente distrutte.

Alcune abitazioni prossime evacuate a titolo precauzionale. Circolazione problematica su alcune strade provinciali delle zone interessate.

Nonostante gli interventi dei Vigili del Fuoco, e pure di un aereo Canadair, gli incendi non sono stati ancora completamente domati, quindi bisognerà aspettare per avere una stima indicativa dei danni ambientali, che si annunciano comunque ingenti.

Questo pomeriggio di oggi sabato 30 maggio le organizzazioni sindacali dei Vigili del Fuoco hanno mandato in redazione due comunicati stampa congiunti che qui di seguito riproduciamo integralmente:

Salento già in fiamme a maggio: Vigili del Fuoco allo stremo, sistema al collasso

Il Salento brucia già a maggio. I Vigili del Fuoco del Comando di Lecce stanno affrontando decine di interventi con personale insufficiente, mezzi limitati, turni straordinari continui, rinforzi da altre province e perfino colonne mobili nazionali.

Fiamme fuori controllo e intervento dei Canadair confermano la gravità dell’emergenza.

Alla base della situazione: vegetazione cresciuta dopo le piogge, mancata pulizia dei terreni, prevenzione insufficiente e convenzione AIB ancora in ritardo. Come ogni anno, si arriva all’estate discutendo di programmazione senza risolvere i problemi strutturali.

I Vigili del Fuoco chiedono a istituzioni, politica e Prefettura interventi immediati: più uomini, più mezzi, più controllo e prevenzione.

               FNS CISL                             UILPA VVF                       CONFSAL VVF          FEDERDISTAT      

       LUPERTO Giuseppe        DE GIORGI Alessandro        DEL COCO Aldo       PASCALI Gabriele

Salento in fiamme già a maggio: Vigili del Fuoco allo stremo, il sistema è già al collasso

Basta qualche giorno di caldo, un po’ di vento e il Salento torna a bruciare. Ma questa volta non siamo davanti a un’emergenza improvvisa: siamo davanti alle conseguenze prevedibili di una prevenzione insufficiente, di obblighi ignorati e di un territorio lasciato troppo spesso senza manutenzione.

Da Lecce a Tricase, da Andrano a Santa Maria di Leuca, da Santa Cesarea Terme a Ugento, il Salento è già assediato dagli incendi. Sterpaglie, terreni incolti, vegetazione secca e mancata pulizia stanno trasformando intere aree in polveriere pronte ad accendersi al primo soffio di vento.

A fronte di uno scenario sempre più grave, i Vigili del Fuoco del Comando provinciale di Lecce stanno affrontando un’emergenza enorme con organici insufficienti, mezzi limitati e turni massacranti. Una situazione ormai al limite della sostenibilità.

E siamo soltanto a maggio.

Negli ultimi giorni sono state richieste squadre di supporto provenienti da altre province pugliesi. Si cerca personale disponibile in straordinario, mentre il numero degli interventi continua a crescere in maniera allarmante. Solo nella giornata di ieri si sono registrate decine di richieste contemporanee, con numerosi interventi in coda e la necessità di attivare perfino moduli di colonne mobili provenienti da altri comandi italiani.

La gravità della situazione è testimoniata anche dal massiccio impiego di risorse aeree. Negli incendi che stanno interessando il territorio salentino in questi giorni e in particolare nel vasto rogo sviluppatosi tra Andrano e Tricase, nei pressi di Torre del Passo, è stato necessario l’intervento dei Canadair per riuscire a contenere e avere la meglio sulle fiamme, alimentate dal vento e rapidamente divenute fuori controllo.

Un segnale inequivocabile di un’emergenza che ha ormai superato la soglia ordinaria di gestione.

La situazione, oggi, rischia concretamente di sfuggire di mano.

Le abbondanti precipitazioni dei mesi scorsi hanno favorito una crescita eccezionale della vegetazione spontanea. Tuttavia, in assenza di adeguate operazioni di pulizia dei terreni e con l’obbligo di manutenzione troppo spesso dimenticato o non rispettato, l’erba alta è diventata combustibile diffuso su tutto il territorio provinciale.

E le prospettive sono tutt’altro che rassicuranti: l’aumento delle temperature, l’arrivo della stagione turistica e un dispositivo antincendio boschivo ancora incompleto rischiano di aggravare ulteriormente il quadro operativo.

A rendere tutto ancora più critico è l’ormai cronico ritardo nella definizione della convenzione AIB. Come ogni anno, nei primi giorni di giugno ci si ritrova attorno a un tavolo per discutere di emergenze che, in realtà, erano ampiamente prevedibili mesi prima.

Sono anni che denunciamo sempre le stesse criticità. Cambiano le amministrazioni e i loro vertici, cambia persino il governatore della Regione Puglia, ma il copione resta immutato. Ritardi, incertezze operative, programmazione insufficiente e strutture di supporto non messe nelle condizioni di operare per tempo.

Così, ancora una volta, diverse realtà della Protezione Civile restano bloccate o impossibilitate a garantire un pieno contributo operativo, mentre i Vigili del Fuoco vengono lasciati soli a combattere una battaglia impari.

Ma occorre dirlo con chiarezza: i Vigili del Fuoco sono professionisti dello Stato, non sono invincibili.

Turni straordinari continui, carenza di personale, mezzi insufficienti, pressione operativa costante producono stress lavoro-correlato e stanno già mettendo seriamente a rischio la salute, la sicurezza e il benessere psicofisico degli operatori.

Siamo uomini e donne al servizio del Paese. Non eroi, non supereroi.

Per questo rivolgiamo un appello urgente alle istituzioni, alla politica, agli enti locali, al Prefetto e a tutti i soggetti competenti:

“Servono interventi immediati. Servono rinforzi di personale, mezzi adeguati, programmazione seria e soprattutto controlli rigorosi sull’obbligo di pulizia dei terreni, affinché la prevenzione torni ad essere una priorità concreta e non una disposizione dimenticata. Non si può continuare ad affrontare ogni estate come fosse una sorpresa annunciata.”

Se non si agirà subito, il rischio non sarà soltanto quello di vedere bruciare il territorio salentino, ma di compromettere definitivamente la tenuta del sistema di soccorso provinciale e la salute di chi ogni giorno, in silenzio, continua a proteggere cittadini, ambiente e comunità.

Il Salento non può essere lasciato solo. E non possono esserlo nemmeno i suoi Vigili del Fuoco.

               FNS CISL                             UILPA VVF                       CONFSAL VVF         FEDERDISTAT      

       LUPERTO Giuseppe        DE GIORGI Alessandro        DEL COCO Aldo       PASCALI Gabriele

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L’APPROFONDIMENTO nel nostro articolo del 16 giugno scorso

Category: Costume e società, Cronaca, Politica

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