LA POLEMICA / SENZA SOSTA LO SCAMBIO DI ACCUSE SUI NUOVI PARCHEGGI A PAGAMENTO. PER L’ASSESSORE CAPOCCIA, SI TRATTA DI “un intervento moderno e razionale”. PER IL CODACONS, DI “una beffa”, ORGANIZZATA PER LUCRARE

(Rdl) _______________ Senza sosta lo scambio di accuse sui nuovi parcheggi a pagamento. Sui social divampa la polemica. Dallo scorso mese di aprile, da quando fu annunciato il provvedimento dell’amministrazione, continuano numerose le proteste di enti, comitati, organizzazioni sindacali e politiche. Anche con cartelli affissi su esrcizi commerciali (nella foto). L’ultimo post, su Facebook, ironico e irridente, lo scorso 4 dicembre di Carlo Salvemini: “REFUSO DI SCRITTURA. Aveva promesso nuovi parcheggi, Intendeva strisce blu. Un refuso di scrittura sui manifesti”, con le foto del sindaco e del suo manifesto in campagna elettorale in cui si annunciava la creazione di cinquemila nuovi posti auto in città”.
LA RISPOSTA DELL’AMMINISTRAZIONE
è arrivata ieri sera, diffusa dall’ufficio stampa della giunta comunale, con un comunicato che riportava la dichiarazione dell’assessore Gianfranco Capoccia. Eccola:___________
Piano sosta, l’assessore Giancarlo Capoccia è intervenuto, questa mattina, in commissione consiliare:
“Occorre, ancora una volta, smontare e rimandare al mittente le accuse del centrosinistra riguardo il Piano sosta in città.
La misura proposta dall’amministrazione comunale non è un semplice aumento di stalli blu, come qualcuno vuole far credere, ma un intervento moderno e razionale, capace di riequilibrare la pressione sulla sosta; favorire i residenti e le attività commerciali; migliorare la funzionalità della mobilità urbana; ridurre l’impatto ambientale causato dalla sosta selvaggia nelle zone intermedie.
Tra le attuali zone tariffate e i parcheggi di interscambio esiste, infatti, una fascia di aree non regolamentate, le cosiddette zone bianche, che, senza interventi, diventano terreno di parcheggio indiscriminato: auto che rimangono ferme tutto il giorno, residenti che non trovano posto, commercianti penalizzati, traffico in continuo aumento. Problemi che la Sinistra ignora da anni. Così come ha ignorato dati eloquenti, come, per esempio, il fatto che quotidianamente arrivano in città 108mila veicoli, 78mila dei quali circolano nelle ore di punta e 53mila entrano nella zona centrale. Per questo, i quartieri immediatamente all’esterno della circonvallazione sono saturi. Con la visione dell’Amministrazione di Sinistra, la tariffazione a macchia di leopardo avrebbe continuato a generare una migrazione continua di veicoli da una zona all’altra della città, aumentando traffico e caos, oltre a trasformare interi quartieri residenziali in parcheggi a cielo aperto.
La Sinistra aveva pensato di risolvere tutto aumentando le tariffe e lasciando invariato il numero degli stalli. La nostra proposta, invece, riduce le previsioni fatte dall’amministrazione Salvemini. E cioè: non 2 euro ma 1,80 all’ora per la tariffa massima; non 1,70 euro ma ma 1,60
all’ora per la tariffa media; non 1,20 ma 0,80 euro l’ora per la tariffa minima. Anche la previsione della tariffa progressiva è stata rivista: non 2 euro (prima ora), 2,50 euro (seconda ora), 3 euro (terza ora) ma 1,80 – 2,20 – 2,50 euro. Non solo. Abbiamo dimezzato gli stalli interessati dalla sosta progressiva: l’Amministrazione di centrosinistra ne aveva previsti 1.944, noi invece 1.038. Così come abbiamo ridotto la fascia oraria in cui sarà in vigore, prevedendo di attivarla solo dalle ore 9 alle ore 20.
Ancora: il pagamento nei giorni festivi riguarderà soltanto le zone interessate dalla tariffazione massima e dalla tariffazione media; così come la tariffazione fino alle ore 24 riguarderà solo le zone centrali ad alta domanda. Inoltre, sarà riprisitinato l’abbonamento mensile di 30
euro nelle zone a tariffa minima, che era stato eliminato dalla precedente Amministrazione.
In sostanza, l’incremento complessivo dell’offerta regolamentata è di circa 2.200 stalli aggiuntivi. Queste le proposte concrete per affrontare i problemi in città”.
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LA CONTROREPLICA DELL’EX SINDACO CARLO SALVEMINI è arrivata pochi minuti fa, con una sempre ironica e tagliente risposta postata sul suo diario di Facebook, accompagnata da una mappa, in cui vengono evidenziati i nuovi stalli a pagamento previsti in città
“LE MIE SCUSE
Per colpa della mia amministrazione hanno deciso di aumentare il numero dei parcheggi blu a pagamento.
Stanno rimediando, così dicono, alle nostra inconcludenza sulla mobilità urbana:
nessun investimento sui trasporti pubblici;
nessun investimento su nuovi parcheggi;
nessun investimento sulla mobilità dolce, pedonale e ciclabile.
Troppe auto circolanti a Lecce.
Aumentando i parcheggi blu a Santa Rosa, Salesiani, Partigiani, San Pio, Leuca il traffico si svuoterà. Così dicono.
Una soluzione geniale alla quale non eravamo arrivati.
Da ex sindaco vi chiedo scusa”. ______________
In aperta polemica con il sindaco Adriana Poli Bortone, come si vedrà, anche il Codacons – associazione per la tutela dei diritti dei cittadini – che questa mattina ha diffuso il seguente comunicato, firmato dall’avvocato Cristian Marchello, responsabile della sede di Lecce _____________
PARCHEGGI A PAGAMENTO: CAMBIANO LE GIUNTE, MA LA MANO NELLE TASCHE DEI CITTADINI È SEMPRE LA STESSA
Lecce assiste, ancora una volta, allo stesso identico copione. Da una Giunta all’altra, l’unica idea di mobilitàsembra essere quella di estendere i parcheggi a pagamento e aumentare tariffe, abbonamenti e biglietti. La fantasia amministrativa si ferma dove iniziano i portafogli dei cittadini.
La beffa, però, è che la nuova Giunta, quella che in campagna elettorale prometteva discontinuità, ascolto e una nuova idea di città, ha fatto persino peggio. Le promesse di revisione, di confronto e di buon senso si sono sciolte alla velocità di una monetina nel parchimetro: tutto dimenticato, tutto disatteso. Alla prova dei fatti, l’unica vera discontinuità è stata l’aumento della pressione sui cittadini e sui commercianti.
Ricordiamo che fu l’attuale Sindaca a introdurre diversi anni or sono i parcometri per il parcheggio a pagamento. All’epoca attribuì la colpa al Commissario prefettizio, oggi a chi l’ha preceduta nell’amministrazione della Città.
Diciamolo chiaramente: SGM non è più una società di trasporto pubblico. È diventata un esattore comunale travestito da azienda di mobilità. Una macchina perfetta per drenare soldi, macinare ticket e multe.
Perché, a fronte di questo continuo prelievo forzoso, non si registra un solo miglioramento nella qualità della vita cittadina. Nessun potenziamento del trasporto pubblico, nessuna rivoluzione nella mobilità, nessuna innovazione. Solo ticket, ticket e ancora ticket.
Il paradosso è che il Codice della Strada (art.7 comma 7) impone che i proventi dei parcheggi siano destinati a costruire nuovi parcheggi e al miglioramento della mobilità urbana. Ma a Lecce è sufficiente fare un giro sul territorio per capire che questo principio resta lettera morta. Di parcheggi di interscambio adeguati e funzionali non vi è neanche l’ombra. Basta poi guardare la tangenziale est, ridotta in condizioni indegne per una città capoluogo: asfalto indecente, segnaletica inesistente, persino l’assenza dei cartelli dei limiti di velocità. Eppure le casse continuano a riempirsi.
Se questi sono gli investimenti, è lecito chiedersi dove finiscano i soldi. Certo è che non tornano ai cittadini sotto forma di servizi.
Cambiano i sindaci, cambiano gli slogan, ma l’unica politica che non cambia mai è quella di mettere le mani nelle tasche dei leccesi”
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“Il nuovo PUMS di Lecce (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile) è un documento strategico elaborato durante la precedente amministrazione, che incaricò un gruppo di tecnici per definirne le linee guida. È su quell’impianto progettuale – e nel solco delle stesse indicazioni tecniche – che l’attuale amministrazione sta proseguendo, introducendo alcune modifiche, tra cui il nuovo piano tariffario delle strisce blu” così Alberto Siculella, Presidente di Mind inizia una sua nota.
“È bene ricordare che il precedente piano prevedeva aumenti più consistenti ma su un numero inferiore di aree, mentre quello attuale propone un incremento minore ma esteso a molte più zone. Da subito, come MIND, abbiamo denunciato un piano pensato male e modificato peggio. Da tempo Lecce subisce storture di ogni genere, e oggi fa sorridere vedere alcune opposizioni presentarsi dai commercianti – un’area politicamente contesa – per alimentare proteste di piazza. Così come fa sorridere l’ennesima promessa disattesa da parte dell’amministrazione che, proprio dai commercianti, aveva ricevuto grande sostegno, parlando di aumento dei parcheggi non delle tariffe” afferma l’ex candidato sindaco di Lecce.
“Chi oggi si presta a questo imbarazzante siparietto sono gli stesso che ha introdotto le strisce blu all’Ospedale di Lecce, che ha creato strisce bianche per residenti senza adeguata chiarezza – quando parcheggi riservati di questo tipo andrebbero distinti con il giallo – e che ha contribuito a un progressivo peggioramento della mobilità urbana. Noi, invece – continua Siculella – abbiamo scelto serietà e buon senso, parlando con trasparenza ai commercianti e ai cittadini. Con responsabilità e maturità politica abbiamo messo sul tavolo decine di proposte, presentato un contro-PUMS, raccolto circa 1.500 firme per chiedere di limitare gli aumenti solo alle zone dove serve un reale turn over commerciale ed estendere le strisce blu esclusivamente in aree edonistiche o occasionali, come Piazzale dello Stadio o Piazza Palio, e solo durante eventi sportivi, musicali o fieristici. Non certo nelle zone dove residenti e domiciliati vivono, lavorano, studiano e già fanno fatica a muoversi in città”.
“Siamo orgogliosi – conclude Siculella – di non essere mai scesi a certi livelli, inseguendo slogan e propaganda. Abbiamo scelto la via del buon senso, non quella del consenso a tutti i costi: abbiamo parlato ai cittadini, non solo agli elettori da compiacere per poi deluderli. A buona memoria”.
No alle strisce blu: domani, sabato 13 dicembre il centrosinistra a Santa Rosa.
Prosegue il giro dei quartieri delle forze di centrosinistra che ha lo scopo di informare la cittadinanza sul provvedimento con cui il governo Poli amplierà i parcheggi a pagamento da gennaio 2026 anche nei quartieri periferici.
Contrastato dai consiglieri e dalle consigliere di minoranza nelle commissioni Traffico svolte finora, il provvedimento è stato votato giovedì dalla sola maggioranza e approderà lunedì al vaglio del consiglio comunale.
L’appuntamento per capire quali strade sono coinvolte nel provvedimento e per opporsi alle nuove strisce blu è per domani, sabato 13 dicembre, a Santa Rosa, alle 10.30 all’angolo fra via Giammatteo e via Mincio.
ADOC: “Strisce blu in periferia: così la sosta tariffata perde la sua funzione. Serve un piano coerente e graduale, orientato davvero allo switch verso il TPL”
ADOC interviene sulla scelta di estendere la sosta tariffata anche nelle aree periferiche della città. Come associazione dei consumatori non siamo mai stati pregiudizialmente contrari alle strisce blu. Ma per noi la sosta a pagamento ha senso solo se è uno strumento di governo della mobilità ed ha l’obiettivo chiaro di disincentivare l’accesso del mezzo privato nelle aree centrali e rendere più conveniente l’uso del trasporto pubblico.
E’ vero che, in alcuni quartieri, la città è cambiata e zone un tempo periferiche possono aver assunto una diversa natura. Ma l’estensione proposta oggi rischia di trasformare una “misura di mobilità” in una “misura di gettito”, perché non è accompagnata da un “segnale tariffario” realmente disincentivante nel cuore della città.
Il punto è questo: invece di intervenire dove la sosta tariffata ha funzione (centro storico e area commerciale centrale), si sceglie di spalmare il costo su porzioni sempre più ampie dell’abitato. A nostro avviso, anche per il peso di posizioni politiche consolidate negli anni, si sta tentando di evitare la misura più impopolare, ma necessaria: un aumento significativo delle tariffe nell’area centralissima, capace di ridurre il surplus di accessi privati.
I numeri lo mostrano con chiarezza. Oggi la sosta nelle aree più attrattive è nell’ordine di 1,50 €/h in zona rossa (in via Augusto Imperatore) e 1,30 €/h in zona arancione (area commerciale). Valori così non scoraggiano in modo significativo l’ingresso e la permanenza in centro. L’effetto disincentivo si indebolisce ulteriormente se si considera che la corsa semplice TPL 60’ costa 1,20 € (1,50 € a bordo): la differenza percepita tra “parcheggio” e “autobus” si riduce e l’incentivo a lasciare l’auto perde forza.
Per ADOC la distinzione è semplice: costi bassi, ma inefficaci rispetto all’obiettivo del disincentivo, sono rischio concreto di “fare cassa”; costi più elevati, ma calibrati per disincentivare davvero l’accesso al centro sono una scelta che, pur gravando sui cittadini, è almeno coerente con l’obiettivo generale e produce utilità pubblica (meno traffico, meno congestione, più spazio urbano, TPL più competitivo).
Non a caso, la programmazione precedente prevedeva una gradualità fino al 2030, con un ampliamento oltre la circonvallazione interna collocato solo in una fase successiva (dal 2029 nell’orizzonte 2029–2032). Anticipare oggi gli effetti attraverso micro-costi diffusi in periferia significa, di fatto, rovesciare quella logica: si interviene prima dove la misura serve meno, e si rinvia l’intervento dove serve di più.
ADOC chiede quindi all’Amministrazione di ripensare il provvedimento, secondo un ordine razionale:
– intervenire prima nelle aree centrali e commerciali (ad esempio Area Mazzini) con tariffe realmente disincentivanti rispetto all’accesso entro la circonvallazione;
– prevedere solo dopo, con gradualità, un’eventuale estensione territoriale, coordinata con misure concrete di potenziamento del TPL e dell’interscambio.
La sosta tariffata può essere uno strumento utile, ma solo se resta ciò che deve essere: una leva di mobilità. Se perde l’obiettivo del disincentivo, resta soltanto un costo aggiuntivo senza un beneficio collettivo misurabile.