NON E’ TUTTO ‘VERDE’ QUEL CHE VIENE PRESENTATO COME ‘VERDE’… IL SALENTO COLONIZZATO DALL’AGRIFOTOVOLTAICO: IL CASO DEL MEGAIMPIANTO DI ARNESANO

| 24 Aprile 2026 | 0 Comments

di Graziano De Tuglie ___________________

Arrivano a tredici gli insediamenti di agrifotovoltaico autorizzati nella provincia di Lecce per un totale di 914 ettari. E’ stato infatti autorizzato un insediamento per 71,5 ettari nei territori dei comuni di Carmiano, Novoli, Arnesano, Copertino, Monteroni di Lecce, Lecce e Leverano.

E’ stato, infatti, approvato l’impianto proposto dalla società SYO4 srl di Lecce, controllata da Energy 4 Sinergy spa, che ha sede legale a Milano, fondata e amministrata, tra gli altri, dalla manager salentina Francesca Martella, dal commercialista leccese Antonio Quarta e dall’attuale presidente di Ital Gas Reti, il barese Nunzio Ferrulli.

L’impianto è denominato “05-12-13_Arnesano”, ha una potenza di 50,96 MW e riguarda 41,2 milioni di euro a valere sui fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

L’intervento ha però ottenuto il parere negativo del ministero della Cultura attraverso i dinieghi esercitati dalla Soprintedenza  speciale Pniec-Pnrr che rileva come i progetti impattino pesantemente con il territorio.

Anche il comune di Copertino si è opposto al progetto sostenendo che l’insediamento è ritenuto in contrasto con la normativa edilizia vigente e in contrasto con le finalità del Piano paesaggistico territoriale regionale. Secondo l’amministrazione comunale trasformerebbe l’uso del suolo e la sua permeabilità. Dello stesso tenore i rilievi della Soprintedenza speciale Pniec-Pnrr che sostiene che il progetto compromette i tratti caratteristici del territorio e che  “la presenza dell’impianto agrivoltaico causerebbe una alterazione della percezione fisica del contesto territoriale e dei suoi valori identitari”, generando“pregiudizio alla conservazione dei valori paesaggistici dei luoghi e contrastino con le previsioni delle Nta del Pptr e con quanto previsto dalla Sezione C2 della Scheda d’Ambito del Tavoliere Salentino, nei loro Obiettivi di Qualità Paesaggistica e Territoriale e nella normativa d’uso in esse riportati”.

Ma ciò non ha impedito alla società proponente di ottenere l’autorizzazione a procedere della Commissione tecnica Via Pniec-Pnrr del Ministero dell’Ambiente, sostenendo e documentando che nell’area di progetto ricade sia un oliveto infetto da xylella, “per il quale verrà chiesto l’espianto”, sia un vigneto abbandonato, anch’esso destinato all’espianto; e sostenendo inoltre che il nuovo status del territorio è orientato alla produzione di foraggio tra i tracker (vale a dire il sistema meccanico automatizzato che orienta i pannelli fotovoltaici seguendo il movimento del sole) destinati a sostenere i pannelli fotovoltaici previsti.

In ciò la società proponente è confortata pure dal parere favorevole della sezione Autorizzazioni ambientale della Regione Puglia, anche sulla base delle solite opere compensative (interventi di rimboschimento) dichiarate dalla società investitrice.

A noi non resta che chiedere come mai si persegua l’installazione di pannelli fotovoltaici sul terreno senza sfruttare il costruito; come mai si privilegi il terreno senza sfruttare gli edifici come i capannoni industriali o i grandi complessi edificati; come mai non si provveda a coprire di pannelli i mega parcheggi dei centri commerciali; come mai non si incentivi il fotovoltaico distribuito sui tetti delle abitazioni.

Dovrebbe essere un fatto assodato che gli investimenti dovrebbero perseguire queste linee di condotta: dovrebbe essere incentivato il fotovoltaico sulle superfici costruite invece di insistere sul terreno agricolo, sottraendo prezioso terreno proprio ora che si registra una timida inversione di tendenza, con il ritorno dei giovani all’agricoltura.

Si vive in un’ottica sbagliata e anche un poco coloniale con queste società costituite al Nord per sfruttare le risorse del Sud.

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Category: Costume e società, Cronaca, Politica

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