CASO FILOBUS A LECCE, L’ULTIMATUM DI ROTUNDO: “CONSULTAZIONE POPOLARE O SI ANDRA’ AL TAR”
di Valerio Melcore_______L’esponente dell’opposizione lancia la sfida alla sindaca Poli: congelato temporaneamente il ricorso al Tribunale Amministrativo in attesa che il Consiglio Comunale discuta la proposta della minoranza entro 30 giorni.
La questione del potenziamento del filobus continua a infiammare il dibattito politico cittadino. A riaccendere i riflettori sull’opera pubblica più discussa della città è il consigliere comunale di minoranza Antonio Rotundo, che lancia un chiaro appello e un aut-aut all’amministrazione guidata dalla sindaca Adriana Poli Bortone.
Il messaggio dell’opposizione è diretto, se c’è la reale volontà politica di far esprimere i cittadini, le strade legali e istituzionali esistono.
“Mi rivolgo al sindaco: sul filobus, se si vuole ascoltare l’opinione dei nostri concittadini, gli strumenti ci sono”, dichiara Rotundo. Dopo il blocco del referendum abrogativo, che aveva raccolto il sostegno di oltre 7.200 firmatari, l’opposizione ricorda che lo Statuto comunale prevede un’alternativa valida e percorribile.
“Oltre al referendum abrogativo — precisa il consigliere — lo Statuto prevede infatti anche l’istituto della consultazione popolare”. Proprio su questa base, lo scorso 22 aprile, i consiglieri di minoranza hanno depositato una proposta ufficiale per convocare una consultazione popolare, che dovrà ora essere discussa in Consiglio Comunale entro un termine di 30 giorni.
La battaglia politica, tuttavia, si intreccia strettamente con quella legale. Nello stesso giorno in cui è stata presentata la proposta per la consultazione, l’avvocato Angelo Vantaggiato, su mandato del comitato referendario, ha notificato al Comune di Lecce il ricorso al TAR. L’obiettivo dell’azione legale è l’annullamento degli atti consiliari che hanno impedito lo svolgimento del referendum originale.
Tuttavia, l’opposizione ha deciso di usare il ricorso come leva politica, sospendendone temporaneamente il deposito effettivo.
La strategia della minoranza si articola in due punti chiave:
“Dal momento che il nostro unico obiettivo è quello di restituire ai leccesi il diritto di pronunciarsi sul potenziamento del filobus, il ricorso per ora non verrà depositato al TAR”, spiega Rotundo.
Se la maggioranza si esprimerà a favore della consultazione popolare entro i termini previsti, l’opposizione e il comitato accetteranno il risultato delle urne, “qualunque esso sarà”.
La palla passa ora nel campo della sindaca Poli e della sua maggioranza.
Se da Palazzo Carafa dovesse arrivare una chiusura totale anche su questa nuova proposta, le aule di tribunale diventeranno l’unica arena possibile. “Diversamente — avverte Rotundo — se la Poli respingerà anche la proposta di consultazione popolare, sarà inevitabile percorrere la strada della giustizia amministrativa”.
La chiosa finale del consigliere ribadisce la portata storica della questione per il capoluogo salentino: “Siamo sempre più convinti che ascoltare i cittadini sull’opera più controversa, impattante e costosa della storia della nostra città sia un passaggio necessario e non eludibile”.
Nelle prossime settimane il Consiglio Comunale sarà chiamato a dare una risposta definitiva: dare la parola ai cittadini o affidare la decisione ai giudici del TAR.
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