SULLE TRACCE DEI RIBELLI: PARTE IL VIAGGIO DI FULVIO E LUCIO LUNGO IL CAMMINO DEI BRIGANTI

| 2 Giugno 2026 | 0 Comments

di Valerio Melcore______Sante Marie (AQ) – Unire il trekking alla riscoperta della memoria storica, camminando lungo gli stessi sentieri che un tempo videro scontrarsi l’esercito sabaudo e i ribelli locali. Con queste premesse è iniziata l’avventura di Fulvio e Lucio, due amici della redazione di Leccecronaca.it, che insieme a un gruppo di compagni di viaggio e a una guida esperta hanno intrapreso il celebre Cammino dei Briganti.
Un itinerario di 108 km tra Abruzzo e Lazio, dove la storia del post-Unità si intreccia con paesaggi mozzafiato, borghi spopolati e il fascino di un’antica resistenza popolare.

Il percorso si snoda a quote medie (tra gli 800 e i 1300 metri) attraverso la Val di Varri, la Valle del Salto e le pendici del Monte Velino. Si tratta di territori di confine – ieri tra Stato Pontificio e Regno Borbonico, oggi tra Lazio e Abruzzo – da sempre caratterizzati da fitti boschi e montagne impervie.
Lunghezza totale: 108 km Durata: 7 tappe (sette giorni) Borghi attraversati: 18 Partenza e Arrivo: Sante Marie, nei pressi di Tagliacozzo (AQ) Strumenti utili: Guida e mappa ufficiali del Cammino.

La particolarità dell’itinerario sta nel fatto che evita quasi del tutto le strade asfaltate, preferendo le antiche mulattiere. Erano proprio queste le vie di fuga utilizzate dai briganti per mimetizzarsi nella fitta vegetazione e sfuggire ai controlli dei piemontesi.

I briganti abruzzesi non sono semplici figure del passato, ma veri e propri simboli d’identità e rivolta. Spesso liquidati dalla storiografia ufficiale come criminali o nostalgici dei Borbone, oggi vengono riletti come eroi popolari che difesero la propria terra, il mondo contadino e le fasce più umili della popolazione dalla miseria e dalla dura repressione post-unitaria.

Tra le figure più note che riecheggiano lungo il cammino spiccano:

Domenico di Sciascio, originario di Guardiagrele, fu uno dei capi più temuti sulla Majella. Insieme alla sua banda rappresentò un vero e proprio incubo per le truppe sabaude.

Marco Sciarra, vissuto a cavallo tra il Cinquecento e il Seicento e noto come il “re della campagna”. Operava tra l’Abruzzo e le Marche, arrivando a guidare migliaia di uomini contro lo Stato Pontificio e il Regno di Napoli.
Giuseppe Pomponio, originario della provincia di Teramo, è un altro dei nomi storici che animarono le cronache del territorio.
La prima tappa e il fascino è la solitudine dei borghi interni. Tornando ai nostri giorni, la compagnia salentina ha completato la prima parte del viaggio, partendo dal comune di Sante Marie per raggiungere la frazione di Nesce. Un percorso suggestivo che attraversa paesi che un tempo offrivano rifugio e sostentamento ai briganti, ma che oggi mostrano i segni del forte spopolamento delle aree interne.

In alcune di queste frazioni la realtà è sorprendente: resistono appena due famiglie residenti. Le altre case sono ormai disabitate o animate solo d’estate da proprietari che arrivano da Roma o da turisti del fine settimana in cerca di aria pulita e panorami spettacolari.
Per i camminatori salentini la marcia si è rivelata subito impegnativa. Nonostante l’ottimo allenamento, le pendenze e le salite che la montagna riserva a chi vuole scoprirla hanno messo a dura prova il fisico, regalando però fin da subito l’emozione di un viaggio indimenticabile. Nei prossimi giorni continueremo a seguire il loro cammino alla scoperta degli altri protagonisti di questa avventura.

Category: Costume e società

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