ECCO S’E’ DESTA UNA STRANA NAUSICAA

di Raffaele Polo ________________
E’ subito polemica, come da tradizione, sulla statua posta di recente nel piazzale davanti alla stazione di Lecce. Autore Romano Sambati, l’opera vuole rappresentare Nausicaa, ovvero lo spirito dell’accoglienza e dell’amore disinteressato di una giovane verso lo straniero che viene da lontano. È, insomma, il simbolo della città di Lecce che, momentaneamente, sconfessa il proclamato ‘Lecce città d’arte/ se ne fotte di chi arriva e di chi parte’. Anzi… Ci tiene a sottolineare l’accoglienza, il benvenuto che l’ultima stazione importante del sud-est annuncia ai viaggiatori che ivi sbarcano…
La polemica investe, in sostanza, l’opera in sé, ovvero la scelta dello scultore di stilizzare l’idea di una Nausicaa molto fuori dall’ordinario dei canoni tradizionali.
Il fatto è che questa statua deve riuscire ad interpretare contemporaneamente un’idea e un personaggio legato alla fantasia di un’opera come l’Odissea, decisamente fantastica e lontanissima nel tempo, con la realtà di una città contemporanea, calata in una società in continua, travolgente evoluzione, tra mille esitazioni e altrettanti ripensamenti sul ‘come eravamo’ e ‘come siamo’. Perciò, questo pezzo di pietra di luna e marmo bianco, appare adesso proprio come la realtà della stazione di Lecce, ancora priva di anima e funzionalità, in attesa del completamento dei lavori. E su questo potremmo discutere a lungo, visto che sarebbe stato più opportuno terminare i lavori e poi ‘abbellire’ il piazzale. Ma tant’è e, per carità, lasciamo politica e decisioni spesso incomprensibili al loro tempo: piuttosto, la domanda che ci poniamo è semplice: la composizione di Sambati è artisticamente e culturalmente accettabile nel contesto in cui è stata inserita?
Certo, una targhetta esplicativa con la motivazione del perché quel maestoso cilindro rappresenti Nausicaa e quale è la relazione con Lecce e l’accoglienza, sarebbe stata opportuna. Ma ai cultori dell’arte (che sanno e intuiscono molte cose, senza bisogno di spiegazioni) può sembrare esageratamente schematizzato quello spazio riempito dal marmo, senza alcuna sembianza umana. Ma è così, la statua rappresenta il momento in cui è stata realizzata, in una realtà che non consente reminiscenze figurative e, anzi, pare voler sfrondare ogni collegamento con i fasti del passato, Barocco compreso. Crediamo che, tutto sommato, questa installazione può piacere o no, ma è stata ideata e collocata in un contesto relativo all’attualità del 2026, che ha una sua peculiarità ed è lontanissima da altre conosciute e già sfruttate realtà. Perciò, pur avendo qualche dubbio sulla opportunità di tutta l’opera, aspettiamo la fine dei lavori e la realizzazione definitiva dello spazio interessato, per giudicare l’intero contesto architettonico. Come fu per la fontana di Santa Rosa o quella di Piazza Mazzini, sul momento oggetto di polemiche e giudizi non proprio positivi, ma ormai inserite a proprio agio in un contesto urbanistico accettabile, dove non stonano affatto, ancorché possano non piacere e suscitare giudizi negativi.
Aspettiamo, insomma. E accontentiamoci di sognare la bella Nausicaa come ce l’hanno presentata in tutti questi secoli: e consideriamo che anche nel film ‘Odissea’ di Nausicaa non ricordiamo traccia…
Category: Costume e società, Cronaca, Cultura, Politica



























