LE AREE VERDI GESTITE DAI CITTADINI, I COSI’ DETTI ‘ORTI SOCIALI’, OFFRONO UNA SERIE DI IMPORTANTI BENEFICI

| 7 Giugno 2026 | 0 Comments

di Graziano De Tuglie ____________________

Gli orti sociali sono un laboratorio all’aperto di sostenibilità urbana, inclusione sociale ed educazione ambientale. Sono nati come misura di sussistenza, ma oggi rappresentano una risposta concreta ai bisogni di verde, socialità e cibo sano, all’interno del denso tessuto urbano.

I giardini di comunità  rigenerano zone urbane inutilizzate mettendole a disposizione della comunità cittadina per ottenere un’amalgama sociale, ambientale, etica tra i suoi cittadini.

Il modello si basa sulla cessione temporanea di piccoli lotti (solitamente compresi tra i 20 e i 50 metri quadrati) a cittadini, associazioni o scuole. Questi li coltivano secondo regole condivise. Il risultato non è solo la produzione alimentare a chilometro zero, ma anche un profondo impatto su benessere psico-fisico e coesione sociale.

Un orto sociali si distingue da un normale orto urbano perché mira principalmente a creare una coesione tra i suoi attori siano essi semplici cittadini o associazioni; offre opportunità terapeutiche e didattiche, crea sinergie tra persone cementando un’osmosi continua di competenze, esperienze e capacità tra soggetti provenienti dalle più disparate abilità.

A differenza degli orti urbani privati, per così dire, quelli sociali sono basati sulla condivisione del lavoro, degli spazi comuni, dai depositi alle aree di compostaggio, e, talvolta, anche di parte del raccolto. È quanto accade in quelle realtà che collaborano con le mense per i poveri locali o con le banche alimentari.

I benefici che gli orti sociali possono offrire sono molteplici e si possono, per così dire, strutturare in temi diversi ma tutti concorrenti ad un uso solidale delle varie disponibilità.

Il contatto con la terra, l’attività fisica leggera e l’esposizione alla luce solare riducono lo stress e migliorano l’umore. Molto spesso gli orti sociali sono utilizzati con una valenza terapeutica per soggetti fragili o che hanno difficoltà nel relazionarsi con il prossimo.

Gli orti sociali diventano luoghi di incontro intergenerazionale e interculturale, spezzando l’isolamento tipico delle città dove ci si chiude al contatto con l’altro da sé.

Gli anziani o i più esperti  possono trasmettere le loro competenze agricole ai più giovani e persone di diverse estrazione sociale e di diverse impostazioni culturali possono mettere a frutto un integrazione nei fatti.

La cura di uno spazio comune aumenta notevolmente il senso di appartenenza, così come il reciproco controllo sociale informale. Un’area verde curata dai cittadini induce ad una maggiore attenzione, cura e sorveglianza degli spazi comuni in modo da ridurre sensibilmente la tendenza a vandalizzare gli spazi a disposizione della cittadinanza

La creazione di aree verdi, gestite con cura dai cittadini, favorisce la biodiversità e diffonde una cultura agricola che spesso viene dimenticata dalle persone a favore di una massificazione propria della coltura intensiva.

Come si vede gli orti sociali svolgono delle funzioni che diventano baluardi del vivere comune favorendo le aggregazioni sociali. Un vantaggio che non deve essere trascurato dalle amministrazioni locali che possono farne un punto di forza delle loro opere sociali.
Ci riserviamo di illustrare successivamente le modalità di costituzione degli orti sociali.

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Category: Costume e società, Cronaca

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