PERQUISITO IL CARCERE DI BORGO SAN NICOLA, TROVATI NELLA DISPONIBILITA’ DEI DETENUTI VENTI SMARTPHONE E DROGA. I RAPPRESENTANTI SINDACALI DELLA POLIZIA PENITENZIARIA CHIEDONO ALLA POLITICA PROVVEDIMENTI URGENTI

| 23 Settembre 2026 | 0 Comments

(Rdl) _____________ Ieri, nel carcere di Borgo San Nicola a Lecce c’è stata una imponente operazione di perquisizione straordinaria, svolta si è svolta da numerose unità di Polizia Penitenziaria giunte di diversi istituti della Puglia con il supporto di unità cinofile.

Sono stati recuperati venti telefoni cellulari di tipo smartphone e oltre 200 grammi di sostanze stupefacenti di vario genere.

Il Segretario Provinciale di Lecce di Alleanza Sindacale Polizia Penitenziaria, Fabio Nicoletti ha così commentato:

Il rinvenimento di un quadro così articolato di illeciti richiama l’attenzione su norme cardine del nostro ordinamento. Da un lato la disciplina del Testo Unico in materia di stupefacenti, la cui violazione all’interno degli istituti di pena rappresenta una minaccia letale per la salute dei ristretti e la stabilità della struttura. Dall’altro, l’applicazione dell’art. 391-ter del Codice Penale, introdotto dal legislatore per sanzionare penalmente l’ingresso, la detenzione e l’uso indebito di dispositivi idonei alla comunicazione da parte dei detenuti. La ratio risiede proprio nel neutralizzare la pericolosità sociale derivante dalla possibilità per chi è recluso di mantenere un filo diretto con l’esterno. I numeri di Lecce dimostrano quanto sia pervasivo questo fenomeno e quanto indispensabile sia l’azione di contrasto svolta dalle nostre donne e dai nostri uomini“.

A seguire i commento del segretario regionale Roger Durante:

In questa fase storica assistiamo a un salto di qualità della criminalità, sia organizzata che comune, la quale sfrutta appieno le nuove tecnologie, come l’impiego di droni, per alimentare quella che è ormai la piaga più grave degli istituti di pena. Gli smartphone sequestrati non sono semplici apparecchi telefonici, ma veri e propri minicomputer a disposizione dei detenuti. Servono a mantenere saldi e operativi i legami con le piazze di spaccio esterne, a gestire le dinamiche criminali e ad alimentare un fiorente mercato nero interno, dove un dispositivo di ultima generazione può raggiungere un valore di scambio fino a 1.000 euro. Non solo: tali strumenti vengono spesso utilizzati per immortalare indebitamente gli spazi interni, le azioni di forza o persino il personale in servizio, esponendo i colleghi a gravi ritorsioni e rischi per la propria incolumità. A questo quadro già drammatico si somma l’effetto devastante della droga. Interagire quotidianamente con persone detenute sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, che ne alterano profondamente l’equilibrio psico-fisico, è un’impresa assai ardua per gli operatori. Tale stato di alterazione vanifica sul nascere ogni opera di dialogo e qualsiasi tentativo di costruire un percorso trattamentale o una relazione d’aiuto…Un quadro reso ancora più drammatico dalla cronica carenza di personale di Polizia Penitenziaria e dal sovraffollamento esasperato che si registra nella struttura salentina…Chiediamo con forza alla politica e ai vertici del Dipartimento risorse umane adeguate, schermature tecnologiche per gli istituti e tutele operative immediate“.

LA RICERCA nel nostro articolo di ieri

Category: Cronaca

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