AVETE RICEVUTO UN’ INGIUNZIONE DI PAGAMENTO PER ICI E TARSU DA PARTE DELLA SO.G.E.T? SECONDO L’ ASSOCIAZIONE “SPORTELLO DEI DIRITTI” E’ NULLA E / O ILLEGITTIMA. ECCO COME FARE RICORSO

| 3 Gennaio 2015 | 0 Comments

Lo “Sportello dei Diritti”, ha ricevuto nei giorni scorsi molte segnalazioni da parte di contribuenti leccesi cui sono state notificate ingiunzioni di pagamento in tema di ICI e TARSU da parte della SO.G.E.T S.p.A. di Pescara, in qualità di concessionaria della riscossione per conto del Comune di Lecce.

L’ associazione, dopo aver consultato il noto tributarista leccese Maurizio Villani e dopo tutte le verifiche del caso, ritiene tutte le ingiunzioni di pagamento della SO.G.E.T S.p.A. di Pescara nulle ed illegittime “per diversi motivi di diritto”.

Con l’occasione, Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, come già fatto per la famigerata vicenda degli estimi catastali, comunica che intende procedere con la predisposizione dei ricorsi individuali innanzi alla competente Commissione Tributaria Provinciale di Lecce entro 60 giorni dalla data di notifica delle singole ingiunzioni.

Chiunque sia interessato al ricorso può rivolgersi agli addetti dello “Sportello dei Diritti”, previo contatto telefonico o comunicazione a mezzo email.

Poiché si preannunciano potenzialmente migliaia di ricorsi sono stati creati i seguenti recapiti dedicati: numero telefonico 3890188131 e indirizzo e-mail ricorsisoget@gmail.com

Si fa presente che per la predisposizione, spedizione alla SO.G.E.T S.p.A. e  il deposito presso la Commissione Tributaria Provinciale di Lecce, l’interessato dovrà consegnare i seguenti documenti previa sottoscrizione personale della procura alle liti:

  1. copia dell’ingiunzione di pagamento con la relativa busta;
  2. eventuali notifiche degli avvisi di accertamenti indicati nell’ingiunzione di pagamento;
  3. pagamento del contributo unificato tributario in relazione al valore della somma ingiunta (euro 43,00 per valore fino a euro 1.100,00; euro 98,00 per valore superiore a euro 1.100,00 e fino a euro 5.200,00; euro 237,00 per valore superiore a euro 5.200,00 e fino a euro 26.000,00);
  4. contributo forfettario di euro 100,00 per spese vive relative al ricorso per ciascuna ingiunzione e per il contenzioso di primo grado;
  5. per effettuare istanza di sospensione della riscossione è consigliato portare una copia dell’ultima busta paga o del cedolino di pensione o altro documento attestante la difficoltà economica di pagare la somma richiesta nell’ingiunzione;

Tenuto conto dei ristretti tempi per i singoli ricorsi (si ribadisce, 60 giorni dalla data di notifica dell’ingiunzione) è consigliabile che tutti i documenti siano consegnati il prima possibile.

 

 

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