INCIDENTE SUL LAVORO A GALATONE, MUORE OPERAIO PRECIPITATO AL SUOLO

| 22 Luglio 2026 | 2 Comments

(Rdl) __________________ Incidente sul lavoro mortale questa mattina a Galatone. La vittima è Antonio Giustizieri, 58 anni, dipendente della ditta di sicurezza stradale Sud Segnal. Stava eseguendo un intervento nell’alto del capannone dell’azienda quando, per cause ancora da accertare, è precipitato al suolo da un’altezza di sette metri. L’impatto gli è stato fatale. Inutili i soccorsi.

La Procura della Repubblica di Lecce ha aperto un’ indagine per accertare l’esatta dinamica di quanto accaduto e stabilirne eventuali responsabilità.

Category: Cronaca

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  1. Uil Lecce - tramite mail ha detto:

    «Siamo sconvolti e profondamente indignati per l’ennesima morte sul lavoro che oggi colpisce il Salento. Alla famiglia del lavoratore scomparso esprimiamo il nostro più sincero cordoglio e la vicinanza di tutta la UIL Lecce e della UILM Lecce. Ma non possiamo più assistere impotenti a questa strage silenziosa, serve una svolta vera, a partire da prevenzione e formazione, controlli rigorosi e pene più severe». Lo dichiarano Mauro Fioretti, Coordinatore UIL Lecce, e William Maruccia, Segretario generale UILM Lecce, dopo il grave incidente sul lavoro avvenuto nella zona industriale di Galatone, costato la vita a un operaio di 58 anni della ditta Sud Segnal, precipitato da un’altezza di circa sette metri mentre era impegnato all’interno del capannone aziendale.

    «Non basta intervenire quando il dramma si è già consumato. Bisogna agire prima, investendo seriamente nella formazione continua, nella cultura della sicurezza e nella prevenzione. Bisogna intervenire durante, intensificando i controlli e le ispezioni affinché il rispetto delle norme sia verificato con rigore. E bisogna intervenire dopo, con pene più severe e realmente dissuasive nei confronti di chi viola le norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Da tempo – proseguono Fioretti e Maruccia – la UIL sostiene a livello nazionale anche la necessità di introdurre nel nostro ordinamento il reato di omicidio per violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro. Chi, per negligenza o per il mancato rispetto delle disposizioni di legge, mette a rischio la vita delle lavoratrici e dei lavoratori deve rispondere delle proprie responsabilità con strumenti giuridici adeguati alla gravità delle conseguenze».

    «Il lavoro – concludono – deve garantire dignità e futuro, non trasformarsi in una condanna a morte. Ogni lavoratore ha il diritto di uscire di casa sapendo che vi farà ritorno. È su questo che istituzioni, imprese, parti datoriali e sociali devono assumersi, ciascuno per la propria parte, una responsabilità concreta e non più rinviabile».

  2. Cgil Lecce - tramite mail ha detto:

    “Non si arresta la scia di sangue sul lavoro in provincia di Lecce. La notizia del tragico incidente in cui ha perso la vita un operaio di 58 anni originario di Galatone getta ancora una volta l’intero territorio nel dolore e nell’indignazione. Si tratta del sesto incidente mortale dall’inizio del 2026 nel Salento, il terzo a partire dallo scorso 23 giugno. Sono numeri drammatici che testimoniano un’emergenza ormai fuori controllo che non può più essere liquidata come una mera sequenza di tragiche fatalità.

    La CGIL esprime il più profondo e commosso cordoglio e si stringe in un abbraccio affettuoso e solidale alla famiglia dell’operaio scomparso ed ai suoi colleghi. Ma al dolore deve necessariamente seguire l’azione, perché non è più tollerabile che uscire di casa per guadagnarsi da vivere si trasformi in una condanna a morte.

    Di fronte a questa drammatica escalation, la CGIL lancia un forte e accorato grido d’allarme a tutte le istituzioni, agli enti ispettivi e a tutti gli organi preposti alla vigilanza. È indispensabile intensificare immediatamente i controlli sui luoghi di lavoro con verifiche rigorose e capillari, assicurandosi che la formazione sulla sicurezza non si riduca a un adempimento burocratico, ma diventi una prassi reale e costante. La tutela della vita e della salute dei lavoratori non può essere in alcun modo sacrificata in nome dei ritmi di produzione o del profitto.

    Serve un intervento urgente, coordinato e risolutivo da parte di tutte le forze del territorio, con maggiori risorse, più ispettori sul campo e una vera cultura della prevenzione che metta al centro la dignità umana. Non c’è più tempo da perdere: fermiamo subito questa intollerabile carneficina”.

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