LEUCA, INTERVENGONO I SANITARI DEL 118 PER UN MALORE E SCOPRONO IN CASA VENTITRE’ CANI IN GRAVI CONDIZIONI

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Quello che doveva essere un normale intervento di soccorso sanitario si è trasformato in una complessa operazione che ha coinvolto diverse autorità. I sanitari del 118, intervenuti due giorni fa in un’abitazione di un comune del Capo di Leuca per prestare aiuto a un uomo colto da un improvviso malore, si sono trovati davanti a una situazione inattesa: all’interno dell’abitazione erano presenti ventitré cani tenuti in condizioni igieniche e sanitarie estremamente precarie.
L’uomo vive nella casa insieme alla moglie e proprio durante l’intervento dei soccorritori è emerso il quadro critico legato alla presenza dei numerosi animali. La situazione ha reso necessario l’immediato coinvolgimento di altri enti e autorità. Sul posto sono intervenuti i veterinari dell’Asl, i carabinieri, gli agenti della polizia locale, le guardie zoofile dell’associazione Agriambiente Lecce, oltre ai servizi sociali e al personale del Servizio di igiene e sanità pubblica.
Secondo quanto riferito da Pierre Luigi Trovatello, membro della Commissione regionale per la prevenzione del randagismo e vice coordinatore delle guardie zoofile Agriambiente Lecce, gli animali versavano in uno stato di salute molto compromesso. La donna che si occupava dei cani potrebbe essere affetta da un disturbo noto come “animal hoarding”, una condizione che porta ad accumulare un numero elevato di animali senza riuscire poi a garantirne un’adeguata assistenza. Situazioni di questo tipo, oltre a mettere a rischio il benessere degli animali, possono creare problemi anche per la salute delle persone che vivono nello stesso ambiente.
Grazie alla collaborazione dell’associazione Avia – Veterinari in Azione di Poggiardo, nove dei ventitré cani sono stati immediatamente trasferiti in una struttura rifugio, dove hanno ricevuto le prime cure e sono stati messi in sicurezza. Gli altri quattordici animali si trovano ancora nella disponibilità della proprietaria, in attesa di essere sistemati in altre strutture o affidati a nuovi custodi.
Vicende di questo tipo, spiegano gli operatori del settore, evidenziano anche un altro problema: spesso gli animali vengono affidati da volontari o privati con l’intento di evitare l’ingresso nei canili, ma senza verificare attentamente se chi li riceve sia realmente in grado di occuparsene. Un atteggiamento che, invece di tutelare gli animali, può finire per peggiorarne le condizioni di vita.
Per questo motivo è stato rivolto un appello a chi in passato ha consegnato cani alla donna affinché si faccia avanti e contribuisca a trovare una sistemazione adeguata per gli animali rimasti. Le autorità continueranno nel frattempo a monitorare la situazione per garantire la tutela sia degli animali sia delle persone coinvolte.
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