Nicole Grazia Minetti / DOPO NUOVE INDAGINI, LA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI MILANO DICE CHE E’ TUTTO A POSTO, NORDIO TRASMETTE, MATTARELLA PRENDE ATTO, TRAVAGLIO SI INCAZZA: ‘Non finisce qui’

| 5 Giugno 2026 | 1 Comment

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COMUNICATO STAMPA DIFFUSO IERI GIOVEDI’ 4 GIUGNO DAL PROCURATORE GENERALE DELLA REPUBBLICA DI MILANO FRANCESCA NANNI

“Dagli accertamenti svolti risulta che i fatti riportati nelle notizie di stampa dalle quali ha tratto origine il presente supplemento di attività non corrispondono al vero e che non sono emersi fatti contrastanti con il quadro probatorio già acquisito” , quindi in buona sostanza si conferma il parere positivo alla concessione della grazia del presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel mese di febbraio.

Non ci sono segnalazioni di reato o pendenze giudiziarie o coinvolgimento in indagini di alcuna natura in Uruguay ed in Spagna di Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani. In particolare contrariamente a quanto riportato sul Fatto Quotidiano risulta che il decesso in circostanze non chiare non riguarda il legale dei genitori del figlio adottivo, ma si tratta del legale di quest’ultimo, favorevole alla adozione, nel cui procedimento non vi è stata alcuna battaglia legale, non essendosi costituiti i genitori naturali, rappresentati dal difensore di ufficio ed essendo risultata da sempre irreperibile la madre biologica del minore.
Il Procuratore della Repubblica in Uruguay ha riferito, in relazione al decesso del legale del minore, che non vi sono ipotesi di reato.
Non emergono, poi, irregolarità nel procedimento di adozione riconosciuto in Italia dal Tribunale per i Minorenni di Venezia. E non vi sono segnalazioni di reato o pendenze giudiziarie o coinvolgimento in indagini di alcuna natura in Uruguay ed in Spagna di Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani.
Inoltre, è confermato il grave quadro sanitario del minore in cura al Boston Children’s Hospital che richiede la presenza della madre in occasione dei controlli e terapie, nonché confermato iI previo consulto presso strutture ospedaliere di Cleveland e New York, oltre che in Italia. Confermato il volontariato in Italia e la presenza pressoché stabile in Italia di Nicole Minetti a far tempo dal gennaio 2024 e per tutto il 2025, salvo rientri per brevi periodi in Uruguay.
In più risultano smentite -da numerose dichiarazioni assunte in sede di indagini difensive, nonché dalle dichiarazioni rese ai Carabinieri da persone informate sui fatti, le affermazioni circa feste con droga e sesso a cui avrebbe preso parte Nicole Minetti negli ultimi anni, affermazioni rese originariamente al Fatto Quotidiano dalla massaggiatrice, dapprima con modalità anonime ed in seguito con indicazione del proprio nominativo
.
Non si si è proceduto ad accertamenti mediante rogatoria internazionale in quanto il trattato di cooperazione giudiziaria in materia penale tra Italia ed Uruguay, ratificato con legge n. 45 del 22 aprile 2022, è finalizzato all’acquisizione di prove o elementi di prova nel corso di un procedimento penale.
Terminata la raccolta delle informazioni richieste, le risultanze sono state riassunte ed illustrate nella relazione redatta da questa Procura Generale trasmessa in data odierna al Ministro della Giustizia unitamente agli atti ed ai documenti acquisiti, al fine di consentire al Ministro della Giustizia ed al Presidente della Repubblica di assumere le determinazioni di rispettiva competenza”

I LEGALI DI NICOLE MINETTI PREANNUNCIANO RICHIESTA DI RISARCIMENTO

In una dichiarazione all’agenzia Ansa, i legali di Minetti, gli avvocati Antonella Calcaterra, Emanuele Fisicaro e Paolo Siniscalchi, hanno ribadito che chiederanno i danni alle testate giornalistiche che hanno trattato il caso: “oggetto delle prime richieste risarcitorie sono oltre cinquanta articoli pubblicati anche nelle rispettive edizioni online dalla testata ‘Il Fatto Quotidiano’, oltre a una puntata di ‘È sempre Cartabianca’ e un’altra di ‘Report’.

IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA TRASMETTE

Comunicato diffuso ieri giovedì 4 dal Ministro della Giustizia Carlo Nordio

Preso atto della relazione della Procura generale di Milano sugli approfondimenti svolti relativamente alla grazia a Nicole Minetti, il Ministero ha trasmesso gli atti, come richiesto, alla Presidenza della Repubblica.

Stando a quanto comunicato questa mattina dalla Procura generale di Milano, infatti, “i presupposti per la grazia a Nicole Minetti sono stati confermati”. Nella nota si sottolinea, tra l’altro, che “il Procuratore della Repubblica in Uruguay ha riferito, in relazione al decesso del legale del minore, che non vi sono ipotesi di reato”. Il decesso, contrariamente a quanto riportato dal ‘Fatto Quotidiano’, era relativo al legale del bambino, e non all’avvocato dei genitori del figlio adottivo.

Inoltre, prosegue la nota, “non emergono irregolarità nel procedimento di adozione riconosciuto in Italia dal Tribunale per i Minorenni di Venezia”; nè risultano “segnalazioni di reato o pendenze giudiziarie o coinvolgimento in indagini di alcuna natura in Uruguay ed in Spagna di Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani”.

La Procura Generale conferma “il grave quadro sanitario del minore”, che “richiede la presenza della madre in occasione dei controlli e terapie”; confermati i consulti effettuati nelle strutture ospedaliere all’estero e in Italia; confermati “il volontariato in Italia e la presenza stabile in Italia di Nicole Minetti”, da gennaio 2024 e per tutto il 2025, “salvo rientri per brevi periodi in Uruguay”.

Smentite risultano, infine, le “feste con droga e sesso” a cui avrebbe preso parte Nicole Minetti negli ultimi anni, sia dalle dichiarazioni assunte in sede di indagini difensive, sia da quelle rese ai carabinieri da persone informate sui fatti.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PRENDE ATTO

Comunicato diffuso ieri giovedì 4 giugno dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

L’Autorità Giudiziaria competente – la Procura Generale presso la Corte d’Appello di Milano – ha condotto gli accertamenti, richiesti dalla Presidenza della Repubblica e sollecitati dal Ministero della Giustizia, sulla asserita infondatezza delle condizioni che hanno portato alla concessione della grazia alla signora Minetti.

La Procura Generale, su presunti fatti raffigurati in notizie di stampa, ha disposto accurate verifiche in ogni direzione necessaria, per il tramite degli organismi di polizia italiani e dell’Interpol, giungendo alla conclusione che essi non corrispondono al vero.

Il Presidente della Repubblica, che aveva chiesto pubblicamente al Ministero della Giustizia – che ringrazia per avervi sollecitamente provveduto – di far disporre nuovi accertamenti, ha preso atto con rispetto delle conclusioni della Procura Generale di Milano, in base alle quali non si ravvisano motivi per una rivalutazione del provvedimento di clemenza adottato, ribadendo la propria fiducia nella Magistratura.

Si ricorda – per corretta e autentica informazione – che, da oltre undici anni, quando una domanda di grazia è accompagnata dal parere favorevole degli organi giudiziari competenti, il Presidente della Repubblica concede abitualmente la grazia, senza farsi influenzare da considerazioni estranee alle finalità umanitarie della grazia.

Per opportuna informazione va aggiunto che, per il decreto di grazia in questione, il Quirinale non si è discostato dai comportamenti abituali, senza alcuna inconsueta segretezza: nella maggior parte dei casi di concessione di grazia non viene emesso comunicato da parte del Quirinale, in ragione della presenza di dati sensibili – malattie, vicende e relazioni familiari, coinvolgimento di bambini e altri aspetti delicati – che vanno doverosamente tenuti al riparo da forme di divulgazione.

Per offrire un preciso elemento di valutazione, nel mandato presidenziale in corso da oltre quattro anni sono state concesse 42 grazie: per 12 di esse vi è stato un comunicato che le ha rese note, mentre non vi è stato comunicato per 30 casi perché questi coinvolgevano dati sensibili. La Presidenza della Repubblica osserva il rispetto del divieto della loro diffusione.

TRAVAGLIO REPLICA

Articolo di oggi venerdì 5 giugno del direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio

Egregia procuratrice generale Francesca Nanni, lei è liberissima di credere a Santa Nicole Minetti, di passare un colpo di spugna sulle sue condanne per reati gravissimi senza che abbia scontato un minuto di pena; di cancellare le pesanti accuse lanciate da una testimone oculare senza neppure ascoltarla, anzi facendola “smentire” dai testimoni della difesa, cioè affidando alla Minetti le indagini sulla Minetti; di rinunciare alla rogatoria in Uruguay perché si tratta di un procedimento amministrativo e poi di prendere per oro colato le “indagini difensive” della coppia (quindi nei procedimenti amministrativi indaga solo la difesa?), anche se basta googlare i nomi giusti o andare a Ibiza e Punta del Este e tendere l’orecchio per conoscere la verità. Tutto questo lei lo può fare perché è nel suo potere insindacabile (nel procedimento amministrativo non esistono gradi di giudizio ed è lei a giudicare se stessa).

Ciò che lei non può fare, perché non è nei suoi poteri, è infangare e diffamare con accuse di falso il lavoro giornalistico di un quotidiano, il Fatto che ho l’onore di dirigere, in un comunicato che non ammette contraddittorio, ma permette alla peggior feccia di darci dei falsari come se l’avesse accertato una sentenza definitiva (la famosa presunzione d’innocenza).

Dopo i nostri scoop, delle 23 righe del suo parere pro grazia non resta in piedi una virgola sui due punti-cardine: la nuova vita di Santa Nicole (ha continuato quella di prima) e l’esigenza di evitare i servizi sociali per far curare il bimbo negli Usa (poteva farlo in 9 ospedali italiani).

Abbiamo intervistato Graciela, ex massaggiatrice di casa Cipriani, riportando fedelmente ciò che ci ha detto e ha poi ripetuto, terrorizzata dalle possibili conseguenze, a una tv uruguayana, sui festini nel ranch di Cipriani con escort d’importazione selezionate dalla Minetti. In tv ha aggiunto di avere altre cose da riferire per non passare da “complice” di ciò che ha visto e subìto, ma che l’avrebbe fatto solo “alla Procura italiana che presumibilmente mi convocherà”. Cioè a lei, dottoressa Nanni, che invece ha scelto di non ascoltarla.

Se l’avesse fatto, avrebbe potuto sapere le “altre cose” e sottoporle alle doverose verifiche. Magari sentire le due ex colleghe che le hanno scritto lodandone il “coraggio” (quindi escludono che stia mentendo). O trovare altri testimoni che i nostri cronisti sul campo continuano a incontrare registrando sempre nuove conferme su quei festini che presto il Fatto racconterà e che la Procura generale ha omesso di cercare, esponendo la Presidenza della Repubblica a nuove figuracce involontarie.

Le auguro di lavorare un giorno con la passione, lo scrupolo e il culto della verità che contraddistingue i giornalisti del Fatto. Intanto attendo le sue scuse.

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LA RICERCA nel nostro articolo del 28 aprile scorso

Category: Cronaca, Politica

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Comments (1)

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  1. graziano de tuglie ha detto:

    Travaglio crede di essere il dio in terra è un giornalista che si esercita in retropensieri che quasi sempre non c’entrano nulla con la realtà dei fatti

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