IL SIGNOR WOLF HA RISOLTO IL PROBLEMA, PER QUESTA VOLTA E’ ANDATA BENE, MA L’USO DELL’INTELLIGENZA ARTIFICALE COMINCIA A PREOCCUPARE, SE E’ IN GRADO DI SFUGGIRE AL CONTROLLO DEGLI ESSERI UMANI

| 23 Luglio 2026 | 0 Comments

di Giuseppe Puppo __________________

Come il signor Wolf del celeberrimo film di Quentin Tarantino Pulp Fiction, che lo faceva di professione, l’altro giorno anche Thomas Wolf, che di professione fa l’imprenditore digitale, fondatore di Hugging Face, entità virtuale usata dagli sviluppatori di tutto il mondo, dove vengono scaricati e testati milioni di modelli di intelligenza artificiale, ha dovuto risolvere un problema. Grosso, inedito, e, per dirla tutta, inquietante.

E’ successo che alcuni modelli di OpenAI, la società americana di Sam Altman leader del settore, proprietaria di ChatGPT, si sono per così dire ‘ribellati’ al destino di esecutori sperimentali loro assegnato, sono sfuggiti al controllo umano e hanno deciso di prendere possesso di internet in autonomia.

L’incidente, chiamiamolo così, è rientrato solo dopo tanta preoccupazione e un po’ di paura dei responsabili, che sono riusciti a respingere l’attacco dei modelli ribelli e a rimetterli sotto controllo.

Questo tipo di attacchi diventerà sempre più comune” – ha commentato ieri Thomas Wolf – “Questo mese di luglio avevamo già registrato migliaia di casi di tentativi di intrusione provenienti da diversi indirizzi IP in un lasso di tempo limitato. Si è trattato di un attacco molto diverso da quelli informatici tradizionali ed è un monito per le aziende per rafforzare le proprie difese informatiche per contrastare violazioni di questo tipo».

La conferma, accompagnata da ulteriori particolari, è arrivata da Sam Altman, che ha ammesso che suoi modelli, fra cui il recente GPT-5.6 Sol e uno nuovo ancora più sofisticato, abbiano agito in modo imprevisto e imprevedibile; abbiano violato di propria iniziativa la piattaforma mentre venivano allenati a identificare e sfruttare le vulnerabilità all’interno di sistemi, reti e dispositivi, al fine di ottenerne un accesso non autorizzato o modificarne le funzionalità; e che si sia trattato di un “incidente informatico senza precedenti”, spiegandone il perché: “mentre operavano nel nostro ambiente di test controllato, i modelli hanno dedicato una quantità significativa di potenza di calcolo a trovare un modo per ottenere un accesso illimitato a Internet, al fine di risolvere il problema di valutazione”.

Che cosa potrebbe succedere se un’entità aliena si impossessasse del controllo di internet, e lo usasse per i suoi fini di dominio, è facilmente immaginabile: crollerebbero – ed esso potrebbe disporne a piacimento- comunicazioni, telefonini, computer, pagamenti, conti correnti, carte di credito, dati scientifici, attività belliche e quant’altro abbiamo elevato a sistema dipingendolo con l’appellativo rassicurante di ‘progresso’.

Già oggi le guerre del mondo, nella vergogna che è sempre e comunque la guerra, si fanno vergognosamente con i droni e i robot, senza pericolo umano per chi attacca e con effetti devastanti per chi è attaccato.

Già oggi milioni persone in questo nostro mondo omologato e globalizzato trovano un qualche contatto umano residuo ‘dialogando’, per surrogato di amicizia, amore e sesso che sia, i cui confini sono del resto labili, con un’entità virtuale dell’intelligenza artificiale che finge di confortarli, assecondarli e compiacerli, mentre in realtà piano, un po’ alla volta, li condiziona, li orienta, li manipola, senza che nemmeno essi se ne accorgano.

Robot dalle sembianze umane sempre più marcate sono entrati nelle nostre case, nei nostri luoghi di ricerca e di produzione, tout court nelle nostre vite, in quello che Shoshana Zuboff ha chiamato IL CAPITALISMO DELLA SORVEGLIANZA, considerandolo la fase finale dell’oppressione capitalistica iniziata con la rivoluzione industriale.

Tutti noi, figli della Grande Madre della Natura, siamo ormai a rischio di dittatura, e pure di estinzione.

L’intelligenza artificiale, che fra l’altro consuma quantità impressionante di acqua e di energia, letale nella crisi ambientale che stiamo vivendo, è l’attacco decisivo della fase finale.

Questo, mentre in Italia siamo fermi allo stucchevole dibattito fra fascismo e antifascismo, alla stantia contrapposizione fra destra e sinistra che non esistono più, due facce della stessa medaglia del vero potere che è oggi quello della tecnologia, oggi quando, come dice Marco Rizzo, esistono solo le categorie del SOPRA e del SOTTO, sotto, il popolo, dove stanno i lavoratori precari e sfruttati, il ceto medio impoverito, le piccole attività economiche minacciate dalle multinazionali, gli emarginati, gli esclusi; e sopra, le elite, dove stanno gli speculatori dell’alta finanza internazionale, le banche, le multinazionali, i burocrati dell’Unione Europea, i guerrafondai della Nato, i mercanti di armi.

Manca del tutto l’alternativa al sistema.

Mancano possibilità concrete offerte nell’agibilità politica a chi voglia aggiornare quella celebre rivolta contro il mondo moderno, che sarebbe adesso quanto mai urgente ed opportuna, se non necessaria.

Mancano anche i teorici. In mancanza, però, possiamo rileggere vecchi libri – e come dice Raffaele Polo ‘i vecchi libri non muoiono mai’ – quali 1948 di George Orwell, oppure Io, Robot di Isaac Asimov; possiamo andare a rivedere cosa succede in film profetici come 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick, Terminator di James Cameron e Matrix di Lina e Lilly Wachowski; e così facendo possiamo meglio riflettere sull’ incidente informatico senza precedenti successo ieri in uno di quei luoghi virtuali del mondo in cui si sta preparando la soluzione finale per l’intera umanità.

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Category: Costume e società, Cronaca, Cultura, Politica

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