I VECCHI LIBRI NON MUOIONO MAI / UN’ Epoca FA C’ERA VITTORIO G. ROSSI

di Raffaele Polo ______________
Eravamo abbonati a ‘Epoca’. E lo siamo stati per tanto tempo, a quel tempo, per chi si abbonava, c’era la scelta di un libro che la Mondadori ti consegnava in omaggio. Io ho conosciuto e amato Goldoni proprio nel volume omaggio di Epoca. E poi anche Il capitan Fracassa di Gautier, Il teatro di Molier, la Divina Commedia con le illustrazioni del Dorè.
Hanno fatto parte, in buona misura, del mio approccio al bello scrivere. Che ho affinato leggendo i pezzi giornalistici che su ‘Epoca’ erano il meglio della cultura di quel tempo. Mio padre amava Ricciardetto (Augusto Guerriero) del quale conservo ancora ‘Quaesivi et non inveni’, libro difficile per me, ma che poi ho imparato ad apprezzare. Io stravedevo per la prosa di Vittorio G.Rossi, per i suoi viaggi, per le sue descrizioni. Era impareggiabile, questo scrittore. E mi ha insegnato ad affrontare qualsiasi argomento andando subito al nocciolo, senza aver paura di esprimere le proprie convinzioni.
Ha scritto tanto, il mio amico Rossi, col quale intrattenni una corrispondenza piena di reciproci complimenti, io gli mandavo i giornalini che realizzavamo a scuola e lui mi rispondeva sbalordendomi anche con la sua mania di vergare gli scritti con la penna e l’inchiostro di china, un meraviglioso vezzo che gli invidiavo, schiavo com’ero della ‘Biro’ che aveva ormai sostituito la stilografica…
Sono passati gli anni e di Vittorio non si è più parlato. Come se fosse scomparso, anche i suoi libri (tanti, tantissimi: il mio preferito era ‘La terra è un’arancia dolce’) un pesante velo di dimenticanza ha avvolto la sua figura di ottimo giornalista e scrittore italiano.
Anche a Genova, in Liguria, dove era nato, non se ne parla più. Peccato, veramente peccato. Sarà perché Vittorio G. Rossi nel 1925 firmò, come tanti – tra cui: Malaparte, Ungaretti, Marinetti, D’Annunzio, Pirandello, Soffici – il “Manifesto degli intellettuali fascisti” redatto da Giovanni Gentile? Spero che non sia per questo…. Fatto sta che di lui si ricordano in pochi e, tra di loro, certamente io. E ho provato anche a scrivere con la penna e l’inchiostro di china. Ma non c’è stato nulla da fare, i tempi sono cambiati, ahimè…
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( 12 – continua )

























