IN MORTE DI MARY DE RACHEWILTZ. WHAT THOU LOVEST WELL: “Quello che veramente ami rimane, il resto è scorie Quello che veramente ami non ti sarà strappato Quello che veramente ami è la tua vera eredità”

di Giuseppe Puppo ________________
Un giorno degli anni Settanta, come faceva ogni mattina, arrancando col suo borsone carico di articoli, lettere e quant’altro proveniente da tutta Italia, per le ripide scale che portavano alla redazione di Voce del Sud sopra piazza Sant’Oronzo a Lecce, il postino recapitò anche un biglietto indirizzato a me proveniente da Merano, in Alto Adige.
Il direttore Ernesto Alvino lo mise da parte e, con un sorriso di compiacimento, non senza una punta della sua proverbiale ironia, qualche giorno dopo, quando passai a consegnare un pezzo, me lo porse congratulandosi.
C’era dentro una foto originale di Ezra Pound e dietro, vergata a mano in calligrafia, la dicitura “Egregio professor Puppo” – diceva –
(professore io, che ero studente universitario, per giunta molto irregolare)
“il suo articolo sarebbe piaciuto a mio padre”.
E poi la firma autografa: Mary de Rachewiltz.
Sì, avevo scritto io l’ articolo di Voce del Sud in cui analizzavo l’importanza nella letteratura contemporanea mondiale, all’epoca ancora contrastata per ragioni ideologiche, se ben ricordo in occasione della ‘scoperta’ degli unici due Cantos, il 72 e il 73, composti direttamente in italiano, di Ezra Pound e per me quel riconoscimento semplice quanto significativo, fu un’occasione di profondissima gioia.
Ieri, venerdì 24 luglio 2026, nel suo storico buen retiro del castello Brunnenburg a Tirolo, condiviso con il marito, l’egittologo italo-russo Boris de Rachewiltz, è morta Mary de Rachewiltz. Aveva 101 anni. Figlia di Ezra e della amatissima violinista americana Olga Rudge, Mary ha dedicato la sua vita all’esegesi vittoriosa e all’affermazione universalmente riconosciuta dell’opera paterna. Al di là del lavorio continuo protrattosi per decenni, ne rimangono momenti fondamentali il congegno della Fondazione Cini a Venezia del 1984 e i tanti “raduni” (mi si passi il termine) organizzati successivamente in Italia e nel mondo da studiosi e appassionati.
A Mary de Rachewiltz, a parte le sue poesie originali, si deve la traduzione di tutti i Cantos in italiano, uscita in più edizioni nella prestigiosa collana I Meridiani Mondadori; ma pure libri suggestivi quali Discrezioni. Storia di un’educazione pubblicato da Rusconi nel 1973 e Ho cercato di scrivere Paradiso. Ezra Pound nelle parole della figlia uscito da Mondadori nel 2018.
A tal proposito, aveva detto: “Ho cercato di decifrare e far comprendere i suoi versi, di interpretarne il percorso creativo e, soprattutto, di andare oltre i fraintendimenti, spiegando ciò che pensava davvero e perché… Ho contraddetto chi diceva sciocchezze, nella speranza che di lui si potesse finalmente discutere con apertura e rigore”.
Io, non ho avuto modo di conoscerla personalmente e me ne dolgo. Eppure ho continuato a parlare di lei, soprattutto nella mia opera teatrale “Sono abbastanza grande adesso per diventarti amico“, che racconta fra le altre cose, con documentazione inedita, la storia d’amore fra Ezra Pound e Olga Rudge. Due anni fa cercai anche di invitarla ad una delle repliche, ma non fu chiaramente possibile averla in scena a Lecce.
Adesso che anche Mary de Rachewiltz è scomparsa dalle scene del mondo, ce ne rimane un’eredità ideale preziosa quanto straordinaria.
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