ULTIM’ORA / FORSE DAVVERO QUESTA E’ LA VOLTA BUONA: IL FUTURO DI TARANTO SENZA IL MOSTRO CHE UCCIDE. CON L’APPROFONDIMENTO DI leccecronaca.it

(g.p.) ________________ Nessun salva Ilva. Pochi minuti fa la Corte d’Appello civile di Milano ha responto la richiesta di sospensiva dello stop delle attività che era stata presentata dalle società propretarie. In pratica i magistrati hnno confermato il provvedimento con cui, il 27 luglio scorso, è stato disposto il blocco dell’area a caldo dello stabilimento dell’ex Ilva di Taranto che dovrà essere messo concretamente in atto entro il 28 ottobre.
Ricordiamo che quella storica sentenza fu emessa in applicazione di direttive provenienti dagli organismi giuridici europei e pure di una raccomandazione dell’Onu.
Esultano con legittimo orgoglio i Genitori Tarantini: “La vita umana dei tarantini ha vinto!!!”.
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LA RICERCA nei nostri articoli del 9 e 14 agosto scorsi
L’APPROFONDIMENTO nel nostro articolo del 27 luglio scorso



























ORA PENSIAMO AL FUTURO.
Non può essere lasciato nelle mani di questo Governo che le ha tentate tutte per eludere la Sentenza della Corte di Giustizia Europea senza uno straccio di proposta alternativa a morte e malattie, nè può essere lasciato nelle mani del PD e dei sindacalisti Di CGIL, CISL , UIL e USB che sono stati i veri sconfitti con la decisione odierna della Corte di Appello di Milano che ha respinto la richiesta di sospensiva che proprio loro hanno sollecitato ancor più del Governo.
Credo che ci sarà una resa dei conti fra gli iscritti ed i rappresentanti di vertice, tuttavia non tale da defenestrarli e voltare pagina. I vari Decaro, Bitetti e segretari dei sindacati rimarranno al loro posto.
Sta a noi ed alla cittadinanza attiva contrastarli sul piano politico.
L’epoca delle cause è finita, deve inizare una fase nuova
.
Ancor prima però bisogna pensare alle vittime incolpevoli di lor signori delle tessere e clientele varie e cioè ai lavoratori che perderanno il posto.
La responsabilità civile ed amministrativa di ministri e funzionari che dolosamente o con colpa grave hanno esposto i dipendenti a lavorare in un ambiente tossico è enorme e di essa dovrà risponderne lo Stato.
Per evitare conseguenze anche di natura personale questa volta i suddetti tizi dovrebbero essere in prima fila per fare approvare una legge ad hoc che risarcisca i lavoratori e che assicuri loro un futuro dignitoso.
In mancanza saranno chiamati a risponderne personalmente e direttamente.
Questo e non altro dovrebbero chiedere i sindacalisti se rimane loro un barlume di idea di cosa significhi dignità dei lavoratori.
Abbandonino il fantasma della decarbonizzazione e pensino ai diritti lesi di chi, sinora indegnamente, hanno rappresentato.