“Sei anni vissuti insieme all’insegna del lavoro e di risultati sportivi ed economici”. PANTALEO CORVINO SALUTA – CON LE LACRIME AGLI OCCHI – E SE NE VA

(Rdl) ___________________ “Questa conferenza stampa avrei voluto tenerla nel giugno del 2028, alla naturale scadenza del contratto del nostro responsabile dell’area tecnica. Invece ci troviamo ad anticiparla al giugno del 2026…E invece…”.
Questa mattina conferenza stampa dell’Unione Sportiva Lecce, a proposito delle dimissioni di Pantaleo Corvino. Il primo a parlare è stato il presidente Saverio Sticchi Damiani:
“Martedì 26 maggio, dopo Lecce-Genoa, il direttore Corvino mi ha chiesto un incontro. In quell’occasione mi ha comunicato una richiesta che, per quanto dolorosa da accettare, ho ritenuto assolutamente comprensibile. Dimissioni a causa della sua stanchezza. In questi anni non si è mai risparmiato, e sottolineo mai, nel perseguire gli interessi del Lecce. Quando, a un certo momento, il fisico, la mente e la famiglia ti chiedono di fermarti, bisogna dire basta…
Ciò nonostante insieme ai miei soci ho fatto tutto il possibile per cercare di fargli cambiare idea. Abbiamo provato a far leva sul legame emotivo, ma pure su aspetti concreti, come l’ipotesi di un budget più elevato…
Ma non ha cambiato la sua decisione. Da presidente e da dirigente faccio ancora fatica ad accettarla. Da persona che gli vuole bene e che gli è stata vicina in tutti questi anni, però, sono costretto a rispettarla. Mi è stata comunicata con la trasparenza di chi, quando si esprime in un certo modo, ti fa capire che devi mettere da parte ogni altra considerazione. Mai come questa volta ho percepito che si tratta di una scelta definitiva.”
Ha preso poi la parola lo stesso Pantaleo Corvino, visibilmente commosso:
“Non è facile essere qui oggi. Tredici anni di storia d’amore non si possono raccontare in pochi minuti. Spero soltanto di riuscire a trasmettere qualcosa a chi mi ha voluto bene, sostenuto e aiutato in questo percorso, ma anche a chi magari ha pensato che in qualche momento non sia stato all’altezza...
Voglio rassicurare i tifosi: l’inchiesta giornalistica di Report sul sistema calcio è totalmente priva di fondamenta. Situazioni del genere possono essere pericolose perché finiscono per coinvolgere anche i familiari e mettere in discussione il lavoro di una vita… Nonostante queste vicende abbiano coinvolto me e mio figlio, non ho mai provato rancore. Non ho perso la stima nei confronti dei giornalisti: ho considerato tutto questo una superficialità. Come io posso sbagliare una valutazione nel mio lavoro, anche altri possono commettere errori...
Oggi però non ho più la forza di una volta. Le ultime energie le ho trovate nell’ultimo periodo per difendere il lavoro fatto, perché ci sono partite che si vincono in campo e altre che si vincono fuori. E io e il presidente, fuori dal campo, siamo stati una squadra incredibile…
Non so quanto tempo mi servirà per ritrovare le energie, ma il Lecce non può aspettare me. Ho sempre detto di sentirmi un cavallo da corsa e vorrei morire in pista, su un campo o in una tribuna. Per questo è arrivato il momento di fermarmi.”
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LA RICERCA nel nostro articolo di ieri
L’APPROFONDIMENTO nel nostro articolo del 1 giugno scorso






























