ATTACCO SISTEMATICO E DELIBERATO AL BOSCO D’ARNEO DEI PIROMANI CRIMINALI. LEGAMBIENTE SI CHIEDE CHI CI SIA DIETRO LA LORO MANO, DA QUALI INTERESSI SIANO MOSSI E PERCHE’ LE ISTITUZIONI LI LASCINO AGIRE INDISTURBATI E IMPUNITI

| 11 Giugno 2026 | 2 Comments

(Rdl) ________________ Comunicazioni diffuse su Facebook da Legambiente Porto Cesareo. ____________

DOMENICA 7 GIUGNO:

Brucia di nuovo! Oggi 7 giugno 2026 incendiato nuovamente il Bosco d’Arneo a distanza di soli sei giorni dall’ultimo rogo doloso. In questo momento brucia  il bosco d’Arneo. Brucia la Riserva Regionale Palude del Conte e Duna Costiera di Porto Cesareo. Le squadre di Pronto Intervento allertate dagli ispettori ambientali di Legambiente non sono ancora arrivate. In fiamme alberi e vegetazione autoctona. In pericolo imminente nidi e fauna selvatica. Non molto distanti dalle fiamme ci sono anche civili abitazioni, peraltro abitate. Oltre alle incombenze meramente amministrative a carico delle pubbliche amministrazioni, occorre necessariamente predisporre un serio piano comunale di prevenzione incendi boschivi, dotato di personale qualificato e mezzi dedicati, di stanza sul territorio. Porto Cesareo é classificato come area  di grande rischio incendi boschivi. In questo periodo serve  un’allerta massima e un dispositivo AIB pronto ad intervenire.

IERI MERCOLEDI’ 10 GIUGNO:

Continua l’attività dell’associazione incentrata sulla prevenzione degli incendi nel Bosco d’Arneo, oggetto, negli ultimi giorni, di numerosi roghi appiccati verosimilmente da criminali piromani.

Abbiamo individuato un nuovo focolaio che si stava lentamente propagando nella vegetazione del sottobosco. Prontamente abbiamo dissipato le fiamme e messo in sicurezza l’area. A Porto Cesareo serve un mezzo AIB idoneo, di stanza sul territorio, funzionale e indispensabile per arginare e spegnere  le fiamme prima che sia troppo tardi.

OGGI GIOVEDI’ 11 GIUGNO:

Anche stamattina, giovedì 11 giugno 2026, ancora roghi nel Bosco d’Arneo. Siamo in piena riserva regionale “Palude del Conte e Duna Costiera di Porto Cesareo”.  Il Bosco rappresenta un habitat importantissimo per le specie vegetali e animali della riserva.  In questi giorni abbiamo assistito inermi ad una devastazione progressiva e lenta di questo prezioso ambiente.  I vincoli della Riserva Regionale non sono abbastanza sufficienti ad arginare il fenomeno distruttivo in atto. Legambiente Porto Cesareo opera sul territorio cesarino da oltre 22 anni, ma non ha mai assistito al perdurare di di tali episodi incendiari, reiterati in un arco temporale ristretto: 15 giorni circa. Quale mano si cela dietro questi delitti? Chi ha interesse a polverizzare il Bosco d’Arneo? Dove sono le Istituzioni preposte alla sua tutela? Quale attività di prevenzione e, eventualmente, di repressione di questo fenomeno é stata avviata?  Come mai non si istituisce un presidio AIB per evitare questa devastazione? I  VV.FF. Sono stati prontamente allertati. Gli organi di stampa sono pregati di dare ampia diffusione a tale insostenibile situazione che va avanti da alcune settimane, sotto gli occhi di tutti. ______________

LA RICERCA nei nostri articoli del 2 e 9 giugno scorsi

Category: Costume e società, Cronaca, Politica

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Comments (2)

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  1. Francesca Sgobio - tramite Facebook ha detto:

    Erano gli anni settanta eravamo solo bambini e difendevamo con tutta la forza le pinete della costa adriatica dove siamo nati e cresciuti, buttandoci anche noi nel fuoco con rami verdi per spegnere i cerchi di fuoco intorno agli alberi, con le persone che dalle case arrivavano con secchi e tubi per l’acqua dei pozzi.
    Poi siamo cresciuti e abbiamo visto i canadair gettare acqua di mare sulle scogliere in fiamme con centinaia di animali bruciati vivi, e ora siamo ancora qui sessanta anni dopo senza che nulla sia cambiato, anzi una escalation: gli ulivi, i boschi, le paludi, la macchia, le aree protette, le garighe.
    Di quali istituzioni parlate? Di quelle fatte da persone che hanno investito il vile denaro per conquistare una poltrona? L’istituzione – quella vera – siamo noi, con gli stracci e i secchi a tentare di spegnere l’inferno ogni anno

  2. Graziano De Tuglie ha detto:

    Perchè i soloni di Legambiente non organizzano dei capi antincendio invece di gridare alla luna? I volontari non dovrebbero mancare con tanti studenti che con la chiusura delle scuole sono a disposizione.
    Potrebbero farsi promotori di un impegno veramente civile che non si limiti a lucrare posti in consigli di amministrazione e a raccogliere sostanziosi contributi finanziari da ogni dove. Dovrebbero smentire, quelli di Legambiente, di essere un carrierificio dedito a stilare classifiche farlocche (bandiere blu date a comuni che non hanno neanche bagni pubblici da mettere a disposizione dei turisti)

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