L’ILVA VOMITA GLI ULTIMI VELENI

(g.p.) ___________________ Foto postata questa mattina su Facebook da Luciano Manna di Veraleaks, con la seguente dida:
“A pochi minuti dalla pronuncia della Corte d’Appello di Milano, alle 8.50 di ieri, 11 settembre, da un tombino sotto l’impianto dell’altoforno 2 usciva questo materiale schiumoso di colore giallastro
Ho allertato Arpa Puglia e la Guardia Corstiera per comprendere la natura del materiale che è finito nei canali asserviti agli impianti e che al termine del loro corso sfociano nel Mar Grande
Gli impianti ex Ilva inquinano ancora e per questo continueremo a chiedere di assicurare alla Giustizia chi perpetra reati ambientali a danno della nostra salute”. ________________
LA RICERCA nel nostro articolo di ieri
Category: Cronaca



























IL PUNTO DELLA SITUAZIONE
A) Sul piano giudiziario.
Il ricorso in Cassazione è stato utilizzato dal Governo ( ADI E ILVA sono a tutti gli effetti amminisrate da commissari governativi) in via puramente strumentale, soltanto perchè la legge lo impone come presupposto per potere chiedere al giudice che ha reso la decisione di concedere la sospensiva fino all’esito del giudizio da parte della Cassazione.
In seguito al rigetto della richiesta di sospensiva la decisione della Cassazione perde ogni rilevanza pratica. Ciò perchè il Governo non può dire “aspettiamo l’esito del ricorso”. Infatti gli impianti verranno fermati a breve , si perderanno migliaia di posti di lavoro e non solo a Taranto, non si può tenere in sospeso la procedura della gara di vendita . Rinviando ogni decisione il Governo si renderebbe responsabile di innescare sul serio la “bomba sociale”.
In conclusione, sotto questo aspetto, Cassazione o non Cassazione , la causa è finita.
Inoltre, sempre per rimanere sul fronte giudiziario, a fine ottobre il TAR deciderà il ricorso delle associazioni che hanno richiesto l’annullamento dell’AIA del 2025. L’esito è scontato , dopo le pronunce della Corte di Appello di Milano, Il TAR annullerà l’AIA per le illegittime e mancate prescrizioni in tema di amianto e polveri sottili. Il giudizio che il TAR è chiamato a pronunciare è tuttavia importante perchè noi abbiamo richiesto l’annullamento anche per la protezione del diritto al clima , sostenendo che una AIA che autorizzi la prosecuzione per 12 anni dell’attività basata sulla combustione del carbone viola i trattati internazionali e le sentenze della Corte di Giustizia e della CEDU.
L’esito di questo giudizio non inciderà sul fermo dell’area a caldo disposto dall’AGO, ma ottenere l’annullamento anche per la protezione del diritto al clima sarebbe un precedente di enorme importanza . Stiamo correndo velocemente verso il superamento di ogni limite ritenuto dalla scienza come punto di non ritorno , oltre il quale ci attenderanno catastrofi planetarie.
B) SUL PIANO POLITICO.
E’ inutile sperare che questa accozzaglia indegna di politici di tutti i colori che ci governano a livello nazionale e locale sia capace di voltare pagina e, in adempimento di un preciso obbligo, stanzi le risorse per procedere ad una seria bonifica del territorio ponendo le basi per uno sviluppo diverso a lungo termine.
Dobbiamo aspettarci interventi minimali, rivolti ad evitare che i lavoratori si rivoltino e che facciano fronte comune con il popolo inquinato.
Inoltre dobbiamo aspettarci che , per il medio e lungo termine, propongano nuove aree a caldo o chi sa quale altra schifezza industriale. A lor signori piacciono molto le megaimprese con cui mettersi d’accordo per spartire la torta. Odiano porre le basi per uno sviluppo sostenibile che faccia crescere in modo diffuso una nuova imprenditoria.
C) CONFUSIONE ED EVENTI IMPREVEDIBILI.
E’ inevitabile che, in mancanza di una visione condivisa e alternativa al vetero industrialismo, si creerà enorme confusione .
Io , inoltre, mi aspetto che la confusione sarà aggravata da una catena di eventi poco prevedibili al momento , ma certamente probabili, per non dire certi.
Una volta che si è riusciti a togliere il coperchio alla mega porcilaia bisogna aspettarsi la fuoriuscita di tutte le porcherie sinora inconfessabili. Sappiamo che ce ne sono a bizzeffe ma non abbiamo le prove. Presto le avremo.
D) FRONTE COMUNE FRA LAVORATORI E CITTADINANZA ATTIVA-
Ancor prima della chiusura stanno sorgendo spontaneamente comitati di lavoratori che presto usciranno allo scoperto e daranno il benservito ai signori delle tessere .
Il Governo e, ancor di più il PD ed i sindacati di riferimento, hanno il terrore che si crei un fronte comune contro di loro. Faranno di tutto per evitarlo. In questo sono abilissimi perchè sono addestrati a conservare le poltrone . E’ il loro unico fine. Pertanto gli interventi immediati che prenderanno saranno rivolti ad evitare che si destabilizzi qualche oligarchia partitocratica.
E) COME AGIRE
In queste acque agitate bisognerà essere capaci di tenere la barra dritta su alcuni punti non trattabili:
1) Taranto e comuni del SIN hanno il diritto di essere risarciti per il grave danno ambientale subito e si devono pretendere le bonifiche integrali;
2) Tutti coloro che hanno o che avranno una patologia correlata alla esposizione alle sostanze tossiche notoriamente emesse dagli impianti , siano essi lavoratori o residenti nel SIN, dovranno essere risarciti in base ad una legge speciale. Tale legge avrà anche l’effetto di evitare il proliferare di migliaia di cause nei prossimi decenni e conterrà la spesa pubblica. Altrimenti avverrà quello che è successo o che sta succedendo in altri SIN, quali quello di Casale Monferrato o la Terra dei Fuochi, il tutto moltiplicato per cento.
3) Ferma opposizione a qualunque impianto inquinante.
Nel SIN di Taranto l’effetto cumulativo del grave danno a tutte le matrici ambientali impedisce che sia rilasciata una autorizzazione a qualsiasi impianto che produca inquinamento, anche se molto minore a quello che produceva l’area a caldo. Qui deve valere l’opzione zero.